Vertice Ue a Bruxelles, Renzi: "Nessun conflitto con l'Ue"

Il primo ministro al Consiglio Europeo per conquistare la possibilità di sfruttare il disavanzo per coprire le riforme.

ore 15:44 Si è concluso il Consiglio europeo, il primo con Matteo Renzi nel ruolo di premier. Il Presidente del Consiglio ha tenuto una conferenza stampa nella quale ha dichiarato che non esiste alcun “rapporto conflittuale con le istituzioni europee” che, anzi, rappresentano il futuro . Renzi ha spiegato come il semestre italiano debba diventare “una grande occasione per l’Europa”.

Renzi ha annunciato che il vertice europeo sull’occupazione si terrà a Torino, città che, secondo il premier, “ha un rapporto tra occupazione e innovazione che è, per molti aspetti, una metafora per il Paese”.

A livello personale, Renzi ha spiegato che il suo primo consiglio europeo è stato “l'occasione per approfondire, imparare e conoscere meglio e per stringere anche relazioni”.
Nessun conflitto e nessuna sudditanza nei confronti dell’Ue:

Noi non siamo in competizione, noi siamo una parte fondamentale dell'Europa. Non veniamo qui a prendere ordini, si chiama commissione ma non è commissione d'esame. Si tratta di presenza del Paese. Ho letto dei sorrisi tra Barroso e Van Rompuy, ma ho trovato questa ricostruzione lontana dalla realtà. Il mio obiettivo, però, è far sorridere le famiglie italiane. Io ho dovere verso di loro, non verso l'Europa.

Entro fine marzo sarà pronto il testo della riforma del Senato e negli stessi termini dovrà essere approvato il ddl Delrio sull’abolizione delle Province. Per il patto di stabilità la finestra temporale è dal 7 al 20 aprile. Questo il pacchetto di riforme e provvedimenti da portare in dote per il semestre europeo guidato dall’Italia che inizierà il 1° luglio 2014.

Vertice Ue a Bruxelles, incontro tra Renzi e Barroso: "L'Europa sosterrà le riforme"

Giovedì 20 marzo, 17.20 Dopo il botta e risposta a distanza tra Barroso e Renzi ("L'Italia rispetti gli impegni"; "Lo stiamo facendo"), i due sembrano essersi trovato in sintonia nelle dichiarazioni a margine del loro incontro: "L'Europa sosterrà le riforme in Italia", ha commentato il presiedente della Commissione Ue parlando di incontro "molto positivo". Soddisfatto anche il premier italiano. "Bene, molto bene", è stata invece la risposta di Renzi a chi gli chiedeva come fosse andata con Barroso.

Dopo l'incontro con Francois Hollande, quello con Angela Merkel e le comunicazioni alla Camera in vista del volo europeo, oggi per Matteo Renzi è il giorno del vertice Ue. Quello in cui il nostro premier proverà a raccogliere i frutti di quanto seminato e richiesto in questi ultimi giorni.

Durante il consiglio europeo Renzi avrà anche un bilaterale con il presidente della Commissione Barroso. E qui il compito di Renzi sarà il più delicato: assicurare di non avere intenzione di sfondare il tetto del 3% del deficit, ma chiedendo che in cambio parte del disavanzo possa essere utilizzato per tagliare le tasse. Per esempio salendo dal 2,6 al 2,8%. Una misura che per il momento le regole Ue non consentono, visto l’obbligo di tagliare il debito. Se l’Italia decidesse di agire senza il beneplacito di Bruxelles, potrebbe aprirsi una procedura di infrazione, anche se si rimane sotto il tetto del 3%.

Matteo Renzi sembra comunque intenzionato a forzare la mano su questo punto. Ed è molto probabile che al vertice Ue il premier sottolineerà come un po' di elasticità in più, se volta ad aiutare il rilancio della crescita, potrebbe riuscire a far rientrare quello che l'allarme numero uno in ottica elezioni europee: l'avanzata degli euroscettici. Far notare, quindi, ai colleghi europei come ci sia il rischio che, a causa della evidente difficoltà dell’Ue, si facciano sempre più strada partiti populisti e antieuropeisti. Bisogna dunque, secondo Renzi, scongiurare una deriva burocratica e tecnocratica dell’Europa che non è avvertito solo da “questo governo o da questo Parlamento, ma è dentro, insito, nell’animo e nel cuore di chi da anni si batte per un’Europa degna di questo nome”, come ha detto il presidente del Consiglio durante le comunicazioni di ieri.

E quindi, per convincere Bruxelles a concedere un po' di margine all'Italia per provare così a rilanciare l'economia, l'ingrediente possibile è solo uno: guadagnare credibilità agli occhi dell'Europa con le riforme. Riforme che vanno fatte, però, oltre che annunciate. Ricordano sempre ai vertici della Ue che il rispetto del 3% sarà garantito e che, peraltro, altri paesi come la Francia superano abbondantemente il 4%, anche se ovviamente con un debito pubblico decisamente più basso.

Italian Prime Minister Matteo Renzi Announces His New Government

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