Elezioni Europee 2014 | Alde: Verhofstadt sceglie Tabacci ed esclude Monti?

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Elezioni Europee 2014

. Il preannunciato rassemblement dei liberali italiani sembra un obiettivo difficilmente raggiungibile. Nemmeno il belga Guy Verhofstadt, candidato alla presidenza della Commissione per Alde (Alleanza dei Liberali e Democratici Europei) e personalità molto stimata nel panorama politico continentale, sembra capace di stimolare un disegno unitario in vista delle consultazioni di maggio.

Il progetto di una Lista Alde Italiana, presentato lo scorso 4 marzo a Roma, era già partito con più di una contraddizione. Tanto per incominciare c'è stata l'ambigua "benedizione" di Prodi al programma europeista di Alde. Mossa che ha colto tutti di sorpresa, arrivata proprio quando il Pd entrava ufficialmente nel Pse.

A ciò va aggiunta la disponibilità del Centro Democratico di Bruno Tabacci a partecipare alla lista. Cosa di per sé non proprio lineare, visto che il Cd avrebbe la sua naturale collocazione nel Ppe e non in Alde. Infine segnaliamo che, mentre l'ex democristiano Tabacci si accodava al progetto di Verhofstadt, i Radicali, che del gruppo dei liberaldemocratici europei fanno parte, hanno scelto di non presentarsi alle europee.

Ma non è finita qui, altro colpo di scena. In settimana, Centro Democratico e Fare per Fermare il Declino di Michele Boldrin (due soggetti che hanno veramente poco in comune) hanno presentato la lista Scelta Europea, con chiaro riferimento ad Alde e al suo candidato alla Commissione nel simbolo. Dunque, la lista che doveva contenere tutti i liberali italiani si è ridotta a due formazioni. Ovvero una democratica cristiana e una ultra liberista. Scelta Civica di Mario Monti, il Pli di Stefano De Luca, Ali di Silvia Enrico e Oscar Giannino sono rimasti fuori. A tale riguardo, secondo i rumors trapelati nelle ultime ore, pare che i montiani diano la responsabilità di quanto avvenuto proprio a Verhofstadt, che avrebbe appoggiato l'inedito duo Tabacci-Boldrin, piuttosto che puntare sul'unità dei liberali.

Monti, infatti, avrebbe preferito un progetto che non inglobasse i centristi, ma solo i liberali. Inoltre, il possibile patto del suo ex compagno di partito Mario Mauro, ora leader de i Popolari, con Tabacci avrebbe mandato su tutte le furie il professore.

Le conseguenze della presentazione di Scelta Europea ora potrebbero essere due. La prima è quella della formazione di una lista Alde alternativa, concorrente a quella Boldrin-Tabacci. Ciò, però, ha i suoi rischi. Secondo l'ultimo sondaggio di Poll Watch, Scelta Europea totalizzerebbe un modesto 1,7% (percentuale che comprendeva anche Scelta Civica). La formazione di un altro soggetto aumenterebbe solo la frammentazione e renderebbe ancora più difficile il raggiungimento della soglia di sbarramento del 4%.

La seconda conseguenza ha a che vedere con la dizione "Scelta Europea", che richiama il nome del partito di Monti. La scelta di Boldrin e Tabacci di chiamare la loro formazione in questo modo sta scatenando molto polemiche. I montiani l'hanno letta come un tentativo di disorientamento dell'elettorato e promettono battaglia. Da un un comunicato stampa, pubblicato sul sito di Scelta Civica, si legge:

"Scelta Civica si opporrà in tutte le sedi – legali e politiche – contro chiunque intenda surrettiziamente usare il suo simbolo e la sua denominazione, anche parziale, per partecipare alle future competizioni elettorali, in particolare le Europee del prossimo 25 maggio. Respingiamo furbizie e trucchetti da vecchia politica da parte di chi pensa di usare impropriamente il nostro simbolo – come intendono fare Bruno Tabacci e Michele Boldrin – per generare confusione tra gli elettori"

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