Alitalia: si profila l’ipotesi fallimento?

Esuberi AlitaliaL’ultima, in ordine di tempo, è di Antonio Di Pietro: secondo l’ex PM, il governo Berlusconi sarebbe responsabile di danno erariale per quanto riguarda la questione Alitalia.

Il ragionamento del leader dell’IdV, che ha annunciato la presentazione di un esposto agli organi competenti, prende le mosse dal mancato rilevamento di Alitalia da parte di Airfrance/Klm e dall’attuale ipotesi CAI (Compagnia Aerea Italiana). Nella sostanza, mentre l’ipotesi Airfrance, osteggiata dal Premier, avrebbe rilevato la compagnia di bandiera accollandosi i debiti, l’attuale opzione ricadrebbe invece sui contribuenti, perché la CAI starebbe rilevando solo l’attivo della compagnia, mentre il passivo rimarrebbe a carico dello Stato.

Non è un mistero che per l’opposizione la responsabilità del fallimento della trattativa con Airfrance - che oltretutto avrebbe prodotto meno esuberi di quelli ora ipotizzati - è da attribuire all’attuale Governo. Di Pietro aggiunge un tassello ulteriore: l’ipotesi di vendere alla CAI è un puro e semplice “favore” fatto dal Cavaliere ai “suoi amici”. Favore che nella sostanza scarica sull’erario tutte le passività del gruppo (e che quindi renderebbe responsabile il Presidente del Consiglio di danno all’erario) concedendo gli asset redditizi alla nuova società.

Le dichiarazioni dell’ex PM intervengono in un momento delicatissimo, anche alla luce dell’intervento di ieri della Guardia di Finanza, che ha prelevato e “acquisito” documenti degli ultimi dieci anni nella sede di Alitalia. Fallimento alle porte?

Forse, anche se la parola "fallimento" sembrava un tabou; fino a qualche tempo fa, nessuno la pronunciava e se lo si faceva era solo per buttare la responsabilità addosso agli avversari politici. In questi giorni però le cose sembrano stiano cambiando: praticamente ogni minuto, con il volgere al peggio della trattativa sindacale, molti esponenti del Governo mettono le mani avanti e ricordano che l’unica alternativa alla CAI è il fallimento e che se si arriverà a tale conseguenza la responsabilità sarà solo degli “irresponsabili” che l’hanno causato (dei sindacati quindi e non del Governo che invece avrebbe fatto quanto poteva e doveva).

Sembra quasi che qualcuno parteggi per quest’ultima soluzione che di fatto potrebbe risolvere più problemi di quelli che crea. In pratica, da una parte c’è il Governo che si è speso in campagna elettorale per “risolvere il problema” e, in caso di fallimento, potrebbe uscirne “bene ugualmente” addossando tutta la colpa ai sindacati (risparmiando inoltre molti soldi pubblici per coprire il “buco”); dall’altra parte però ci sono 20.000 lavoratori che rimarrebbero, come si suol dire, in “mezzo ad una strada” e che non sarebbero nemmeno indennizzati/tutelati dallo Stato, visto che Berlusconi è stato chiarissimo su questo punto: “Qualora la trattativa su Alitalia con i sindacati dovesse fallire, il Governo non potrà più garantire gli stessi ammortizzatori sociali”.

Insomma, se più indizi fanno una prova, ho l’impressione che il fallimento farebbe contenti molti… anche nella maggioranza (magari nella Lega dove si parteggiava per una Malpensa libera dagli slot di Alitalia).

Di certo, in caso di fallimento, le accuse al Presidente del Consiglio di avere facilitato gli amici, verrebbero meno, e di questi tempi è già qualcosa.

foto | flickr

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