Renzi, gioco delle tre carte? Il premier emula la Thatcher, non Tony Blair!

Gira e rigira, al di là degli annunci del premier sull’Italia “rivoluzionata”, le grandi riforme strutturali non si vedono mentre sta per calare la scure sulla spesa pubblica, con tagli lineari e il rischio che siano sempre i soliti a pagare.

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Il governo, almeno su questo, pare deciso a fare sul serio, e in fretta, tant’è che i sindacati alzano il cartello del “no” accusando Renzi di demagogia, populismo, dilettantismo. Non ci sta il segretario della Cisl Raffaele Bonanni: “Il governo punta a fare una cosa meramente demagogica: far volare un po’ di stracci per aria, e poi tutto come prima”. Bonanni ironizza anche sulla decisione di destinare 10 miliardi alle buste paga: “A parte che c’è il piccolo dettaglio di dove trovare le risorse, io il 27 maggio sarò a controllare le buste paga, per verificare se ci saranno davvero i famosi 80 euro in più”.

Il leader della Cisl non fa sconti a Renzi neppure sulla sua sbandierate vittorie a Berlino e a Bruxelles: “I problemi con l’Europa sono tutt’altro che risolti. Forse possiamo usare le risorse che derivano dall’abbassamento dello spread, ma restiamo pur sempre fuori di tre miliardi rispetto al necessario. Illudersi che ci consentano di alzare il livello dell’indebitamento dal 2,6 al 3% è, per l’appunto, una pura illusione, non ce lo concederanno mai: perché non ci ritengono solvibili, e perché sta entrando in vigore il fiscal compact, che ci obbligherà a trovare 50 miliardi l’anno. In Europa sanno bene che i nostri governi possono cadere per 5 miliardi, figuriamoci per 50”.

Fulmini e saette giungono anche dalla Cgil. Tuona la segretaria generale dello Spi Carla Cantone: “ L’esecutivo da una parte ha tenuto fuori i pensionati dagli sgravi fiscali; dall'altra, attraverso il commissario Cottarelli, ha minacciato sfracelli, cioè ulteriori interventi sulle pensioni di reversibilità su tutto quel che può avere a che fare con le pensioni. In modo che a un certo punto ci diranno: avete visto non facciamo nulla, ma comunque vi lasciamo fuori dagli sgravi Irpef. È una vecchia storia, quella che sta avvenendo: ci spaventano, per poi farci accettare cose che non ci vanno giù. Ad ogni modo, noi non cadiamo nella trappola, nel senso che non siamo per niente soddisfatti e quindi insistiamo nel dire che occorre intervenire sulle pensioni, perchè per far girare i consumi riducendo l'Irpef di 80 euro al mese, è necessario dare tale opportunità non solo ai lavoratori dipendenti, ma anche ai pensionati”.

E giù con la minaccia di mobilitazione e la richiesta alla triplice di prepararsi con lo sciopero generale. Solo scaramucce di posizione, per ammorbidire il piano del commissario Cottarelli e impensierire il capo del Governo?

Dietro i sorrisetti e le battutine, Renzi sta preparando la medicina da cavallo per gli italiani: a chi andrà la pozione più amara? E chi pagherà davvero? L’idea che saranno provvedimenti di risanamento indolori è una panzana per timore di perdere voti il 25 maggio. Ci saranno invece conseguenze pesanti sulla vita di molti italiani. Altro che Tony Blair! Questa è la cura della Thatcher! Da lacrime e sangue. Ha Renzi la volontà e la forza politica di procedere con il bisturi?

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