F35: il piano del governo Renzi

Comprarli tutti, ma dilazionando l'acquisto. E provare a non scontentare nessuno.

Si tagliano o non si tagliano gli F35 ordinati dall'Italia alla Lockheed Martin? Sì e no, nel senso che si proverà a risparmiare qualche soldo per i prossimi anni (facendo così entrare il risparmio in cassa e poterlo utilizzare per qualche altra manovra), ma non rinunciando o diminuendo il numero degli aerei prenotati, semplicemente dilazionando i tempi dello shopping.

Lo rivela l'Espresso in edicola oggi, spiegando come l'Italia non sia vincolato da un contratto globale su tutti e 90 gli F35 previsti sul lungo termine. Per il momento ne sono stati acquistati 6, entro il 2019 si punta ad averne altri 29 e la lista viene così aggiornata di anno in anno. Ragion per cui si può pensare di dilazionare gli acquisti il più possibile. Visto il costo degli F35, il risparmio sarebbe di quelli significativi: anche due miliardi di euro nel giro di cinque anni.

E rinviando tre degli otto ordini pianificati entro il 2015, si garantirebbe subito al governo un tesoretto di oltre 350 milioni di euro. Non è escluso che si tiri ancora di più il freno, magari posticipando tutte le commesse per gli F-35 a decollo verticale che hanno maggiori difficoltà di messa a punto e prezzi superiori. In tal caso si potrebbe liberare un altro mezzo miliardo da qui al 2016: soldi preziosissimi per finanziare le iniziative promesse da Renzi e dare ossigeno agli italiani.

E così, si riuscirebbe sia ad accontentare la pubblica opinione, che dei miliardi di euro spesi per questi F35 non ne vuole sapere, sia i vertici della Difesa (a partire da Napolitano), che chiedono che gli impegni vengano rispettati. Si accontentato tutti, o forse nessuno. Visto che comunque alla fine del giro l'Italia avrà incamerato tutti e novanta gli F35 su cui, peraltro, ci sono grossi dubbi riguardo la loro efficacia.

Il programma del supercaccia Lockheed è in enorme ritardo, con problemi che continuano a restare irrisolti. La prima versione del software operativo – di fatto, il cervello dell’F-35 – sarà pronta nel tardo 2016 mentre per quella definitiva bisognerà aspettare almeno il 2018. La variante a decollo verticale – scelta in 30 esemplari dalla Marina per le nostre portaerei e dall’Aeronautica per le basi avanzate – è stata completamente ridisegnata e sono comparsi guasti nella struttura che da mesi non si riesce a mettere a posto. Già adesso si prevede che tra i due modelli ordinati dall’Italia ci saranno sempre meno parti in comune, con un aumento delle spese per la manutenzione.

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