Regioni italiane sprecone: Confcommercio, in testa c'è la Sicilia

Troppo alti i costi in rapporto ai pochi servizi offerti. L'associazione punta il dito pure contro Lazio e Campania e applaude la Lombardia.

Regioni italiane sprecone. Lo segnala Confcommercio, che fa anche una classifica delle più o meno virtuose della nostra penisola. Insieme, hanno un costo di 82,3 miliardi di euro: tanti, troppi soldi per un'economia disastrata come la nostra. La più sprecona è la Sicilia, con 13,8 miliardi di spese, seguita dal Lazio (11,1 miliardi) e dallaCampania, con 10,7 mld.

L'associazione punta in dito contro gli Enti che, nonostante spendano molto, non producono effetti positivi sul Prodotto interno lordo. E aggiunge: "A maggio, come previsto dal governo Renzi, arriveranno risorse per 12 miliardi netti alle famiglie; il Pil potrebbe crescere di un ulteriore 0.3%, portando la stima per l'anno a +0,8%. La previsione per i consumi si alzerebbe a un +1%".

Risorse importanti, ma che non bastano. Proprio perché gli enti regionali paiono essere pozzi senza fondo. Il denaro pare disperdersi nel nulla invece che in investimenti per i servizi. Nel 2013, addirittura, l'Italia è ai livelli della Grecia e del Giappone come inefficienza. Meglio i Paesi scandinavi e del Nord Europa, che hanno tagliato la parte improduttiva di spesa (fino a 8 punti percentuali), razionalizzando le risorse. Sperimentando tassi cumulati di crescita da tre a sei volte superiori rispetto all'Italia.

Dallo studio di Confcommercio emerge che il 43,3% delle inefficienze è da attribuire a Sicilia, Campania e Lazio. Se tutti spendessimo, a testa, quanto la Lombardia, avremmo un risparmio di più di 80 miliardi di spesa pubblica per consumi finali. L'associazione invita a riflettere sulle economie di scala nelle produzioni degli Enti locali e sul senso attuale degli statuti speciali, in particolare dopo la riforma federalista della Costituzione.

La Sicilia sprecona

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