Vertice Ue | Spinelli: "Tra la bomba delle parole e il nulla dell'azione"

German-Italian Government Consultations


Barbara Spinelli

, giornalista di Repubblica e garante della lista L'Altra Europa con Tsipras, ha commentato oggi il vertice Ue appena concluso, non risparmiando critiche sull'operato del nostro premier, Matteo Renzi.

La giornalista ha paragonato l'attuale establishment dell'Unione ad una fattoria degli animali (chiaro riferimento al romanzo satirico di George Orwell). In un articolo apparso sul blog della lista italiana che appoggia Alexis Tsipras alla presidenza della Commissione per le prossime elezioni europee 2014, tira così le somme dell'incontro:

"Dicono che vogliono combattere l’antieuropeismo, e lo rinfocolano. Dicono che vogliono raddrizzare l’Unione, e la storcono. Dicono che non sono alunni somari che si fanno dettare lezioni dagli Stati più forti, ma poi lo sanno, lo accettano: tutti i gattopardi sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri. Infatti Germania e Francia hanno sforato le soglie senza grandi problemi, nel 2003. E la Francia le sfora di nuovo quest’anno"

Insomma, il risultato finale del vertice non sarebbe altro che un cumulo di dichiarazioni sensazionalistiche, arte in cui Renzi è maestro, e poco altro. Per la garante della lista di sinistra ecologista, infatti, non c'è stata nessuna svolta politica-economica. Non si è parlato di eurobond, di aumento di bilancio, di tasse sulle transazioni finanziarie e di un piano per l'abbassamento delle emissioni di CO2. Tutti temi, questi, che sono invece presenti nel programma europeista ed antiausterity presentato da Tsipras, leader della formazione Syriza (attualmente prima nei sondaggi in Grecia).

Aggiungiamo noi, che Renzi ha adottato la stessa strategia usata per il viaggio in Germania. Grandi prese di posizione sui media contro le politiche del pareggio di bilancio prima dei vertici, salvo poi rimangiarsi tutto poche ore dopo. Merkel e Barroso hanno in sostanza dettato la linea all'Italia e poi si sono trastullati ad ascoltare la solita "supercazzola" sul rinascimento fiorentino.

Le parole di Spinelli ci offrono l'occasione per ricordare che l'austerity sta già promuovendo un gioco al ribasso sui salari, che si traduce in un crollo della domanda interna. E ciò sta portando un danno alla capacità produttiva dei paesi dell'Europa del Sud. Emiliano Brancaccio, vicino a l'Altra Europa, come vi avevamo dettagliatamente descritto, pensa che gli ultimi sviluppi europei vadano addirittura oltre il mito del pareggio bilancio.

Infatti, per l'economista, preso ormai per certo che il Fiscal Copact è fallito e che molto probabilmente l'Italia si trova già oltre il limite del 3% del deficit pubblico in rapporto al Pil, c'è un altro mito pericoloso che si potrebbe affermare. Quello della precarietà diffusa. Ovvero il tacito allentamento dei vincoli europei si potrebbe accompagnare ad un'ulteriore precarizzazione del mercato del lavoro, al fine di creare occupazione e far crescere i redditi nei paesi del sud Europa.

Per Brancaccio, però, le evidenze empiriche (rintracciabili negli studi Ocse dell'Fmi) smentiscono da tempo l'idea che la flessibilità sia la ricetta giusta per incentivare la creazione di posti di lavoro: "i contratti precari incentivano forse i datori di lavoro ad assumere, ma favoriscono anche la distruzione di posti di lavoro nelle fasi di crisi. L’effetto netto è prossimo allo zero".

Ciò potrebbe produrre un ulteriore colpo ai salari, con un conseguente (quanto drammatico) fenomeno di deflazione. Ma Renzi sembra di tutt'altro avviso. Aumentare la precarietà è un obiettivo imprescindibile per il rottamatore. Basta prendere atto del Job Act su contratti a tempo determinato e apprendistato.

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