Il Pdl sta morendo, ma Alfano non si arrende

Il Pdl si riunisce e Angelino Alfano torna a comportarsi da segretario del partito. Se ne erano un po' perse le tracce, vuoi per il ritorno - a fasi alterne - di Berlusconi, vuoi perché tutta la vicenda delle primarie lo aveva lasciato con le ossa rotte. Beh, lo scandalo del Lazio ha avuto almeno il merito (?) di riportare sulla scena il buon Angelino. Il giovane segretario che, ormai da tempo, sta cercando di trasformare il Pdl nel 'partito degli onesti', di renderlo '2.0' e di rinnovare la classe dirigente. Risultati, questo è oggettivo, per il momento non se ne sono visti.

Non solo, il Popolo delle Libertà è chiaramente in crisi sempre più nera. Lo è da tempo, e il caso della regione Lazio e della Polverini secondo molti ne certifica la morte. I sondaggi lo tengono ancorato a un 20% dal quale non sembra in nessun modo riuscire a schiodarsi. Una percentuale che si può leggere in due modi: o dimostra una difficoltosa tenuta, oppure certifica che essendo il Pdl l'unico partito di centro-destra ha una percentuale fisiologica del 20%. Per la serie, peggio di così non può andare. Dove sta la verità?

"Mai Fiorito ricandidato finché sarò segretario"


La verità è che la morte del partito non la causeranno solo i deludenti sondaggi, ma le faide interne a un partito in cui un capo di cui nessuno voleva il ritorno - il Cavaliere - è stato costretto a scendere di nuovo in campo per la assoluta mancanza di altri leader. Il ritorno di Berlusconi non terrà assieme il partito, al massimo ne eviterà lo sfascio fino alle elezioni 2013. Mancanza di nuovi leader, ex Forza Italia ed ex An che non si sopportano, scandali pesantissimi e sondaggi pessimi: è chiaro che così non si può andare avanti.

Non serviranno i toni duri di Alfano contro Fiorito ("Finché sarò segretario, non sarà ricandidato") e non servirà la traparenza fuori tempo massimo ("I conti del Pdl saranno certificati online"). Per questo fa un po' tenerezza sentire il segretario che si ostina a credere alle possibilità di rilanciare il Pdl: "La maggioranza degli indecisi sono dei nostri, possiamo tornare a essere il primo partito".

Ma per forza Angelino deve continuare a crederci, il momento in cui il Pdl morirà sarà quello in cui morirà anche la sua carriera politica. Quella di un segretario senza 'quid', senza l'esperienza e il carisma per tenere a bada gente come Cicchitto, La Russa e compagnia. Ce lo vedete anche solo un Gasparri che obbedisce ad Alfano perché è lui il capo? No, evidentemente. La verità è che nel dopo-Berlusconi (che doveva essere e non è stato) non si è azzeccata una mossa. Soprattutto, non si è fatta l'unica cosa sensata: le primarie. Che avrebbero lanciato nuovi leader e certificato la popolarità-zero di gente come Cicchitto e Gasparri.

"I conti del Pdl saranno certificati online"


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