Marijuana e hashish tornano tra le droghe leggere: pubblicato il decreto in Gazzetta Ufficiale

Torna ufficialmente in vigore la vecchia distinzione tra droghe leggere e droghe pesanti: ecco il decreto pubblicato in G.U.

Con la pubblicazione del decreto sulla Gazzetta Ufficiale torna in vigore in Italia la vecchia distinzione tra droghe leggere e droghe pesanti, quella abolita nel 2006 dalla discussa legge Fini-Giovanardi, dichiarata illegittima nel febbraio scorso dalla Corte Costituzionale.

Il decreto, approvato la settimana scorsa dal Governo e pubblicato ieri sera, interviene sulle droghe a livello amministrativo e non penale, ripristinando di fatto la tabella sulle sostanze stupefacenti in vigore prima della Fini-Giovanardi.

Marijuana e hashish, quindi, tornano ufficialmente ad essere considerate droghe leggere, con tutte le conseguenze del caso, a cominciare da pene più leggere: dai 2 ai 6 anni di carcere per le droghe leggere e tra gli 8 e i 20 per quelle pesanti, come stabilito dalla legge Iervolino-Vassalli in vigore prima del 2006.

Nella prima tabella restano le droghe considerate pesanti - tra queste ci sono eroina, cocaina, allucinogeni e anfetamine - mentre nella seconda tabella tornano la cannabis indica e i prodotti da essa ottenuti, vale a dire marijuana e hashish in primis:

nella tabella I devono essere indicati:
1) l'oppio e i materiali da cui possono essere ottenute le sostanze oppiacee naturali, estraibili dal papavero sonnifero; gli alcaloidi ad azione narcotico-analgesica da esso estraibili; le sostanze ottenute per trasformazione chimica di quelle prima indicate; le sostanze ottenibili per sintesi che siano riconducibili, per struttura chimica o per effetti, a quelle oppiacee precedentemente indicate; eventuali intermedi per la loro sintesi;
2) le foglie di coca e gli alcaloidi ad azione eccitante sul sistema nervoso centrale da queste estraibili; le sostanze ad azione analoga ottenute per trasformazione chimica degli alcaloidi sopra indicati oppure per sintesi;
3) le sostanze di tipo amfetaminico ad azione eccitante sul sistema nervoso centrale;
4) ogni altra sostanza che produca effetti sul sistema nervoso centrale ed abbia capacita' di determinare dipendenza fisica o psichica dello stesso ordine o di ordine superiore a quelle precedentemente indicate;
5) gli indolici, siano essi derivati triptaminici che lisergici, e i derivati feniletilamminici, che abbiano effetti allucinogeni o che possano provocare distorsioni sensoriali;
6) i tetraidrocannabinoli, i loro analoghi, le sostanze ottenute per sintesi o semisintesi che siano ad essi riconducibili per struttura chimica o per effetto farmaco-tossicologico;
7) ogni altra pianta o sostanza naturale o sintetica che possa provocare allucinazioni o gravi distorsioni sensoriali e tutte le sostanze ottenute per estrazione o per sintesi chimica che provocano la stessa tipologia di effetti a carico del sistema nervoso centrale;
8) le preparazioni contenenti le sostanze di cui alla presente lettera, in conformita' alle modalita' indicate nella tabella dei medicinali di cui alla lettera e);

nella tabella II devono essere indicati:
1) la cannabis indica e i prodotti da essa ottenuti;
2) le preparazioni contenenti le sostanze di cui alla presente lettera, in conformità alle modalità indicate nella tabella dei medicinali di cui alla lettera e);

Il decreto si occupa anche dell’impiego dei medicinali meno onerosi da parte del Servizio Sanitario Nazionale. Per evitare il ripetersi di casi come quello di Novartis e Roche è stato stabilito che nel caso di due farmaci che possono avere lo stesso utilizzo, ma indicazioni per malattie diverse, l'Agenzia italiana del farmaco può richiedere di verificare la possibilità di utilizzare, in sicurezza per i pazienti, l'altro farmaco.

This September 2003 file picture shows a


© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO