Strisce blu: è polemica tra Stato e Comuni sulle multe

Il ministero dei Trasporti precisa che parcheggiare oltre l'orario pagato non implica una multa per divieto di sosta, l'Anci resta sulla sua posizione. Più per motivi finanziari che legali.

Lasciare la propria auto nelle strisce blu, ovvero nelle aree di parcheggio a pagamento, per un tempo superiore a quello per cui ha pagato, non implica una multa per divieto di sosta. Lo ha specificato Umberto Del Basso De Caro, sottosegretario del ministero per le Infrastrutture e i Trasporti: "Se l'automobilista lascia la sua macchina in un'area di parcheggio a pagamento oltre l'orario pagato, non incorre in una multa per divieto di sosta, ma in una sanzione molto minore. Dovrà saldare il dovuto per l'orario scoperto e niente di più. Il suo caso non è assimilabile a una sosta vietata, ma a una inadempienza contrattuale".

Stessa cosa succede se si lascia la macchina parcheggiata nell'area a pagamento e non si paga proprio. Il ministro Maurizio Lupi conferma: "Se ho pagato la sosta e poi sto 10 minuti in più, non posso ricevere la multa, ma dovrò pagare la differenza per il tempo in più. Ai Comuni chiediamo di rispettare le regole che il codice della strada prevede. Non serve una norma, perché abbiamo verificato che l'interpretazione della legge è chiara e quindi il caso è chiuso. Per una volta non complichiamo la vita ai cittadini".

Questa volta ci pensano i Sindaci direttamente a complicarla la vita ai cittadini. L'Anci, l'Associazione nazionale dei Comuni, non considera per niente chiuso il caso: "Riteniamo inesatto e difforme dal dato normativo la comunicazione veicolata dal ministero sul regime sanzionatorio applicabile. Si fa presente che la norma è chiara, così come il regime sanzionatorio: se la sosta avviene omettendo l'acquisto del ticket orario, deve necessariamente applicarsi la sanzione di cui all'articolo 7 comma 14 del Codice; se, invece, la sosta si protrae oltre l'orario per cui è stata pagata la tariffa dovuta, si applicherà la disposizione sanzionatoria prevista dalla disciplina della sosta, anche in relazione a quanto disposto dal comma 132, dell'Articolo 17 della legge 127/97, ovvero quella prevista dal regolamento comunale".

Il motivo per cui i Comuni sono così battaglieri non è tanto legale, quanto economico. Senza le multe, ci rimetterebbero parecchio. A Roma le sanzioni per sosta irregolare sulle strisce blu, nel 2012, sono state circa 302 mila e il Comune prevede di incassare 11 milioni di euro circa. Difficile rinunciarci. Tra richiami alla giurisprudenza e interpretazioni della norma difformi, i Comuni ora vogliono tirare in ballo il ministero degli Interni.

Da Torino fanno sapere di avere intenzione di chiedere un parere ad Angelino Alfano. L'Anci prosegue: "La comunicazione del ministero pare muovere da un equivoco sull’assoggettamento al pagamento della sosta, evidentemente non ritenuto atto di 'regolamentazione' come da Codice della strada e dunque non costituente presupposto per l’applicazione della sanzione. Così invece non è". Se un cittadino vorrà contestare le multe per divieto di sosta, si finirà dunque in tribunale perché le amministrazioni locali non hanno intenzione di abbassare la testa.

Davanti ai giudici, poi, tutto è possibile perché le sentenze sono tante, ma spesso contraddittorie. Rita Sabelli, responsabile per l'aggiornamento normativo dell'associazione dei consumatori Aduc, spiega: "Bisogna andarci cauti. Ci sono sentenze della Cassazione secondo le quali la sanzione amministrativa non è comminabile anche in caso di ticket scaduto". Un gran pasticcio.

Parcheggi nelle strisce blu

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