Turchia senza Twitter, Gul: "Blocco sarà rimosso a breve"

Gli utenti turchi hanno aggirato il blocco imposto dal premier grazie ai consigli del co-fondatore del social network

Aggiornamento 23 marzo 2014, ore 14.11 - Il presidente turco Abdullah Gul ha annunciato che il blocco di Twitter, che ha sollevato tante critiche nel Paese e all'estero, sarà presto eliminato.

"Penso che il problema sarà risolto al più presto: questa è una situazione spiacevole per un paese sviluppato come la Turchia, che è attore regionale di peso, e nei negoziati con l'Ue. [...] Non è giuridicamente possibile chiudere Internet e tali siti."

Turchia senza Twitter: ma il numero di 'cinguettii' aumenta, beffa per Erdogan

Il premier turco Recep Tayyip Erdogan chiude Twitter, ma i cinguettii aumentano. Com'è possibile? Gli internauti turchi hanno trovato il modo per aggirare la censura. Il traffico, ieri, è stato superiore a quello dei giorni precedenti, scrive la versione online di Hurriyet: +33 per cento. Una vera e propria sfida al capo di governo, invischiato negli scandali corruzione.

L'agenzia di monitoring Somera, citata dal quotidiano, rileva che dalle 23 di giovedì alle 12 di venerdì, ci sono stati sei milioni di tweet turchi, contro i 4,5 milioni del giorno precedente, quando il bando non era stato ancora introdotto. E' aumentato pure il numero degli utenti turchi: da 1,49 milioni a 1,75 milioni, con una crescita stimata in percentuale del 17 per cento. Una beffa per Erdogan, insomma, che voleva mostrare i muscoli della Turchia e si ritrova invece a far vedere al mondo le lacune.

Il premier, però, non si ferma nella corsa pazza alla censura, anche in vista delle elezioni amministrative del 30 marzo prossimo. Ora è Youtube a rischio blackout, secondo il sito web del Wall Street Journal. La casa madre del popolare sito di filmati, Google, ha respinto la richiesta del governo turco di rimuovere da Youtube i video che dimostrerebbero alcuni episodi di corruzione di membri dell'esecutivo. Quello a cui punta davvero Erdogan è impedire che, alla vigilia del voto, vengano mostrate nuove registrazioni compromettenti che lo tirano in ballo direttamente.

La censura del "sultano" di Ankara si è già attirata critiche dure. Come quella dello stesse presidente del Paese, Abdullah Gul, che si è dissociato dalla mossa di chiudere twitter. Gli utenti turchi, lungi dal piangersi addosso, hanno aggirato il bando, anche grazie alle alternative consigliate dal co-fondatore del social network, Jack Dorsey. Beffa delle beffe, proprio Gul ha twittato contro il premier, aggirando l'embargo. Unione Europea e Stati Uniti hanno tuonato contro Erdogan. Amnesty International ha parlato di "attacco senza precedenti alla libertà di espressione in Turchia".

Proteste per la chiusura di Twitter



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