Libia, tecnico italiano rapito a Tobruk. Preoccupazioni per la sua salute, nessuna richiesta di riscatto

La Farnesina seguendo la vicenda con il massimo impegno in stretto contatto con ambasciata ed unità di crisi.

Libyan men sit on benches and talk under


21.46 - Secondo il Presidente dell'azienda "Enrico Ravanelli" Sergio Madotto ha dichiarato di non aver ricevuto alcuna richiesta di riscatto da parte dei sequestratori di Gianluca Salviato:

"Non voglio dir cose che potrebbero essere fraintese. Noi ci stiamo adoperando per conto nostro [..] non c'era nessun segnale che potesse far pensare a un pericolo."

Madotto ha anche informato di essere pronto a partire per la Libia. L'azienda offre inoltre una ricompensa a chiunque abbia notizie di Salviato.
Anche l'Unità di crisi della Farnesina segue minuto per minuto la situazione: tutti i canali sono stati attivati, fanno sapere dal Ministero degli Esteri, ed è costante il contatto con l'ambasciata italiana a Tripoli.

Aggiornamento 23 marzo 2014, ore 12.49 - Si chiama Gianluca Salviato, ha 48 anni, ed è un tecnico del settore dell'edilizia: lavora per una ditta di costruzioni presente da anni nella regione, la Enrico Ravanelli di Venzone (Udine), impegnata dall'ottobre 2012 nei lavori per la ricostruzione degli impianti idrici e fognari di Tobruk l'italiano rapito ieri in Libia.

Le agenzie stampa riportano una dichiarazione di un'amica di famiglia:

"Era andato a lavorare all'estero qualche anno fa perché qui in Italia non riusciva a trovare un'occupazione. [...] E' un uomo normale, come tutti gli altri, che aveva scelto la Libia anche per garantire una sussistenza alla famiglia, visto che la moglie era rimasta senza lavoro."

Il Corriere della Sera cita invece una fonte interna all'azienda presso al quale l'uomo lavora:

"Da quello che abbiamo saputo, Gianluca si era recato in città, a Tobruk, per alcuni collaudi e a mezzogiorno era atteso in cantiere come al solito. Ma nessuno lo ha visto rientrare. Per cui abbiamo avvisato le forze dell’ordine di Tobruk e tutte le autorità libiche."

L'uomo, originario della provincia di Venezia, soffre di diabete e nell'auto sono state ritrovate le sue medicine e la sua insulina. Per questo il ministero degli Esteri ha fatto diffondere la notizia del rapimento anche ai media libici, spiegando che ha bisogno di cure: la notizia è stata rilanciata da Radio Tobruk e dai siti internet.

(Andrea Spinelli Barrile)

Libia, tecnico italiano rapido a Tobruk

Un cittadino italiano, tecnico del settore dell’edilizia, è stato rapito oggi a Tobruk, in Cirenaica, nella parte nord-orientale della Libia. Secondo quanto si apprende da fonti locali sarebbe stato sequestrato a fini estorsivi, non ci sono indizi che fanno pensare a un’azione compiuta da un gruppo di integralisti islamici.

L’uomo, la cui identità non è stata diffusa, lavorerebbe in Libia per una ditta di costruzioni presente da anni nella regione, la Enrico Ravanelli Spa, impegnata nei lavori per la ricostruzione degli impianti idrici e fognari di Tobruk. L'automobile dell'uomo è stata ritrovata abbandonata con le chiavi ancora inserite nel cruscotto.

Secondo quanto riferisce la Farnesina, l’uomo avrebbe dei problemi di salute tali da necessitare cure mediche quotidiane. E' malato di diabete e la sua riserva di insulina e le sue medicine erano abbandonate all'interno della vettura.

La Farnesina, scrive l’AdnKronos, sta seguendo “con il massimo impegno in stretto contatto con ambasciata ed unità di crisi”.

(in aggiornamento)

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