Crimea, espugnata dai russi l'ultima base ucraina. Le regioni russofone dell'est Ucraina guardano a Mosca

Espugnata dai russi la base ucraina di Belbek: i militari si arrendono cantando l'inno nazionale ucraino.

Aggiornamento 13.53 - Il generale Breedlove, a capo del Comando Alleato in Europa, ha denunciato la mobilitazione militare russa al confine orientale ucraino: la Russia, spiega il generale, minaccia la Transnistria, regione della Moldavia.

Secondo il generale la Russia agisce più come nemico che come partner militare NATO; sulle minacce russe è intervenuto nella mattinata anche Andrii Paroubili, segretario del Consiglio di sicurezza nazionale ucraino:

"L'obiettivo di Putin non è la Crimea, ma tutta l'Ucraina. Le sue truppe ammassate alla frontiera sono pronte ad attaccare in qualsiasi momento."

parole che tuttavia hanno un retrogusto di propaganda che non giova alla giusta causa ucraina. Il ministro degli esteri italiano Federica Mogherini ha invece chiesto nuovamente alla Russia di collaborare per una soluzione pacifica: twittando con il giornalista Gianni Riotta ha anche spiegato come il parlare insistentemente di piano B, alternativo a quel piano A che prevede la diplomazia internazionale in campo, non ha altra utilità che mettere a rischio le trattative.

Nel pomeriggio di ieri è caduta l'ultima base militare ucraina in Crimea: i militari russi hanno infatti conquistato con i blindati la base di Belbek, ultimo presidio ucraino militare di rilievo nella Crimea annessa dalla Russia.

Ad immortalare il momento storico, come si vede nel video, sono le telecamere di sicurezza della stessa base, che capitola così sotto le pressioni russe: mentre i russi evacuavano in via cautelativa i civili presenti nella base, i militari ucraini di stanza a Belbek si arrendevano cantando l'inno nazionale ucraino. Secondo numerose testimonianze, riportate anche dal Corriere della Sera, ci sarebbero stati due feriti.

La resa è stata trattata dal comandante ucraino della base, Iuli Mamciur, il quale ha spiegato ai soldati di avere fatto il possibile per resistere alle pressioni russe: radunati tutti nella piazza d'armi della base, i militari hanno intonato con il loro comandante l'inno nazionale: il ministero della Difesa russo sostiene che ben 147 strutture militari ucraine sono cadute sotto il controllo di Mosca, così come 54 unità navali delle 67 che Kiev aveva in Crimea, compresi un sottomarino e otto navi da guerra.

Nel frattempo però i venti moscoviti cominciano a soffiare anche nelle restanti regioni dell'est Ucraina: ieri, mentre cadeva la base di Belbek, molte mani­fe­sta­zioni filo russe nella parte orientale del paese hanno sot­to­li­neato tutta la distanza poli­tica da Kiev e ribadito la vicinanza con Mosca: in particolare migliaia di filo-russi sono scesi in piazza a Done­tsk e Khar­kiv, importanti centri dell'est.

A Donetsk, secondo quanto riferisce l'agenzia Interfax, i manifestanti avrebbero chiesto un referendum sulla falsariga di quello in Crimea, per chiedere l'annessione alla Russia, mentre nel frattempo i ser­vizi segreti di Kiev hanno arre­stato Mikhail Ciu­ma­cenko, lea­der dell’autoproclamato «Eser­cito popo­lare del Don­bass» (la regione di Done­tsk e Lugansk).

UKRAINE-RUSSIA-POLITICS-CRISIS-MILITARY-CRIMEA

Non sembra dunque aver avuto alcun effetto "l'accordo" e tantomeno "le trattative" gestite dalla comunità internazionale, Unione Europea e Onu in testa: da quando Kiev sembra essersi avvicinata definitivamente a Bruxelles le regioni dell'est Ucraina sembrano rigettare in toto l'ipotesi europeista, chiedendo invece una più stretta vicinanza agli amici moscoviti.

Scrive da Simferopoli il corrispondente de Il Giornale Fausto Biloslavo:

"[...] La sfida sul fronte orientale è rimandata ad oggi quando i filo russi tenteranno di concentrarsi a Donetsk da tutta la regione. Il clima è molto pericoloso, tanto che il Pentagono - che non si fida delle rassicurazioni di Putin - teme che una rapida invasione dell'Est ucraino non potrebbe essere contenuta."

La tensione è quindi sempre più alta nell'est dell'Ucraina, mentre l'ovest sembra volersi avvicinare definitivamente all'Europa di Bruxelles: una frattura che rischia di essere insanabile e di mandare a monte ogni ipotesi di risoluzione pacifica della crisi, con la Russia pronta ad inviare altre truppe.

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