Spagna | Marce per la Dignità invadono Madrid: 101 feriti e 29 arresti


Centinaia di migliaia di persone si sono riversate ieri per le strade di Madrid. Las Marchas de la Diginidad, partite nei giorni scorsi da vari punti della Spagna, sono riuscite a far confluire un incredibile numero di manifestanti nella capitale, per protestare contro il governo di Mariano Rajoy, la Troika e le privatizzazioni. Fino a sera tutto è filato liscio, poi una pessima gestione dell'ordine pubblico, mista al sentimento di rabbia dei manifestanti, hanno dato vita ad una serie prolungata di scontri, conclusasi con 101 feriti e 29 arrestati (3 di questi minorenni, dato confermato da fonti del Pronto soccorso e della Polizia nazionale).

Alla Giornata della Dignità hanno aderito più di 300 organizzazioni, tra partiti, sindacati e movimenti. Segnaliamo le presenze, tra le altre, dei cassa integrati di Panrico e Coca-cola, di operatori ecologici e pompieri di Madrid, delle mogli dei minatori asturiani e dei pensionati, di medici e insegnanti della scuola pubblica e dei comitati femministi per il diritto all'aborto (nati dopo l'emanazione di una legge sull'interruzione di gravidanza, che riporta indietro la Spagna di 30 anni).
Dignity March Reaches Madrid


Arrivati a fine giornata, mentre era ancora in corso l'assemblea in piazza Colón, i poliziotti hanno scelto di passare ad una strategia repressiva, difficile da spiegare. Decine di agenti hanno caricato alcuni dimostranti, che avevano lanciato dei petardi vicino alla sede nazionale del Ppe in Calle Genova. Così la violenza è deflagrata. Per difendesi dalle cariche, dai gas e dai proiettili di gomma, i manifestanti hanno incominciato a lanciare pietre.

Successivamente hanno costruito una barricata e incendiato cassonetti. I poliziotti, allora, hanno intensificato le azioni di risposta e gli attivisti hanno incominciato a spaccare vetrine. Gli scontri sono proseguiti fino a notte fonda. Tra i feriti, secondo il Ministero degli Interni, ci sarebbero anche una sessantina di agenti.

La rabbia sociale nel paese iberico è altissima, nonostante che i "bollettini" ufficiali della Troika e del Ministero dell'Economia spagnolo continuino a parlare di fine della crisi e di ripresa. Dunque, era facile prevedere che sarebbe bastato poco a minare l'ordine pubblico.


Ad esasperare ancora di più il clima, erano state alcune dichiarazioni dei conservatori spagnoli dei giorni scorsi. A tale riguardo, ricordiamo che Ignacio González, presidente della Comunità Autonoma di Madrid, aveva definito i contenuti della manifestazioni simili a quelli propagandati da Alba Dorata in Grecia. A sua volta, il portavoce del Ppe di Madrid, Salvador Victoria, aveva definito i manifestanti come "estremisti di sinistra". Insomma, la teoria degli opposti estremismi per demonizzare e incutere panico sembra essere tornata di gran moda nei paesi del sud Europa.

I governi di Samaras, in Grecia, e di Rajoy, in Spagna, vi si sono largamente appoggiati. Corredandola, "come si conviene", con una serie di misure provocatorie e repressive, come la legge de Seguridad Ciudadana. Ricodiamo che, in base a questo provvedimento, chi manifesta senza autorizzazione davanti al Congresso potrebbe essere costretto a pagare una multa di 600 mila euro.

Dal Mansfesto della giornata di protesta madrilena si legge:

"E' una manifestazione contro il pagamento del debito, per il lavoro dignitoso, per il reddito di base per i diritti sociali, per le libertà democratiche, contro i tagli, la repressione e la corruzione, per una società di uomini e donne liberi. E'una mobilitazione contro un sistema e dei governi che ci attaccano e non ci rappresentano"

.

Scegliete voi se queste semplici istanze sociali siano espressione di estremismo. O piuttosto la reazione naturale di chi subisce quotidianamente l'estremismo delle politiche di rigore.

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