Fosse Ardeatine, 24 marzo 2014: 70° anniversario dell'eccidio, il primo senza Priebke

Giorgio Napolitano parteciperà alla commemorazione al Mausoleo Ardeatino.

Il 24 marzo 1944 le truppe di occupazione tedesca uccisero 335 italiani, tra civili e militari, fucilandoli come rappresaglia in seguito a un attentato che i partigiani avevano messo in atto il giorno prima contro soldati tedeschi del reggimento Bozen in via Rasella causando 33 vittime.

Il generale Mälzer, il colonnello Kappler e il generale Eberhard von Mackensen decisero di procedere con la "vendetta" per i loro "kameraden" e compilarono una lista di 330 italiani da uccidere (dieci per ogni soldato tedesco morto il giorno precedente). Il capitano Priebke rivelò poi che furono uccise cinque persone in più del previsto a causa della confusione che si era creata nei momenti in cui si procedeva all'individuazione dei condannati a morte e ormai avevano visto tutto.

Per mantenere segreto l'eccidio, il colonnello Kappler fece esplodere delle mine per sbarrare le entrate al luogo che era stato scelto per fucilare i condannati a morte, ossia le Fosse Ardeatine, delle cave che si trovavano dalle parti di via Ardeatina e che furono considerate dagli ufficiali delle SS perfette per nascondere i cadaveri.

Nel 1949 in quelle ex cave è stato inaugurato un monumento ai martiri di quell'eccidio e proprio lì questa mattina si terrà una cerimonia commemorativa alla quale parteciperà anche il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e saranno letti i nomi di tutte le 335 vittime. Venerdì scorso si è svolto il "Corteo della Memoria", organizzato dall'VIII Municipio e che si è concluso con la liberazione di 335 palloncini in cielo una volta arrivati al Mausoleo.
Quello che si celebra oggi è il 70° anniversario di quel triste evento ed è anche il primo senza il "boia" Erich Priebke, morto lo scorso 11 ottobre 2013.

Fosse Ardeatine

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