Polverini: dimissioni rinviate, arriva il rimpasto della giunta (e la ricandidatura?)


Aggiornamento ore 18:10. Renata Polverini ha firmato la lettera di dimissioni, dopo aver ridotto a 10 il numero di assessori e aver avocato alla presidenza le deleghe sulla sanità

Annunciate lunedì sera, le dimissioni di Renata Polverini ancora non sono arrivate. E la governatrice (uscente?) del Lazio se la prende con i giornalisti che, all'uscita dalla conferenza delle Regioni, le chiedevano aggiornamenti sulla situazione. "Datemi tranquillità, sono dieci giorni che mi inseguite" ha sbottato, rischiando di finire sotto l'auto di servizio nel tentativo di evitare i microfoni. Eppure martedì sera, a Ballarò, la Polverini accusava di ipocrisia i consiglieri di opposizione che avevano annunciato ma non formalizzato le dimissioni: ora lei fa lo stesso, perché?

Per molti la risposta sta nelle mosse che la governatrice ha messo in atto nelle ultime ore: un rimpasto nella giunta che sa tanto di vendetta nei confronti di chi l0ha tradita, e che la dice lunga sull'aria che tira nel Pdl. Visto che per l'ordinaria amministrazione non servono tutti i componenti attualmente in carica, la Polverini ha cominciato ad accorpare le deleghe per fare fuori gli assessori in quota a Tajani, ad Alemanno e al senatore Augello, identificati come i rivali interni della ex sindacalista: sulla graticola sarebbero Fabio Armeni, Angelo Birindelli, Marco Mattei e Stefano Zappalà. "Tengo solo quelli di cui mi fido" avrebbe detto la governatrice: e guarda caso si fida di quelli che non vengono dal Pdl, come l'Udc Ciocchetti, Teodoro Buontempo de La Destra e gli assessori provenienti dal suo listino elettorale.

Ma si tratta solo di una vendetta o c'è qualcosa di più? Nonostante la Polverini abbia fatto sapere che non sta pensando a una ricandidatura, le mosse delle ultime ore fanno pensare il contrario. A partire dall'imponente campagna di affissioni "Ora facciamo pulizia", che sembra degna di una campagna elettorale piuttosto che di un addio alla poltrona della Pisana. Tantopiù con il simbolo della sua lista Città nuove in bella vista. E allora, visto il feeling con l'Udc e La Destra, in molti scommettono che la Polverini correrà per un secondo mandato alla Regione Lazio con una sua lista e senza la "zavorra" del Pdl.

Quanto all'interessata, ostenta nonchalance, a parte il battibecco con i giornalisti. Il ministero dell'Interno non ha ancora ricevuto le dimissioni formali? "Cosa cambia?" risponde la Polverini, un giorno in più o uno in meno non fa differenza, è la sua tesi, e per ora sta ragionando con il ministro Cancellieri sulla data delle elezioni. E il rimpasto nella giunta? La Polverini ha una risposta anche per questo, e cerca di far passare la resa dei conti nel Pdl per una "spending review", facendo notare che quattro assessori in meno sono anche quattro stipendi tagliati con conseguente risparmio per i contribuenti.

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