Egitto: scontri pro - Morsi, 529 Fratelli Musulmani condannati a morte

Altri 700 imputati dovranno comparire davanti al tribunale nei prossimi due giorni. Assolti in 17 su oltre 1.200 sostenitori di Morsi che sono alla sbarra.

Sono 529 i militanti pro - Morsi condannati a morte dalla Corte d'assise egiziana di Minya. Appartengono tutti alla Fratellanza Musulmana. Il dossier è stato inviato al Gran Muftì, che ha il compito di ratificare le condanne a morte o di respingerle. Sugli imputati gravavano le accuse di aver ucciso due poliziotti, di aver causato i disordini di agosto durante le manifestazioni a favore di Morsi e di appartenere a un'organizzazione terroristica.

A processo ci sono oltre 1.200 sostenitori dei Fratelli Musulmani, che tra l'altro sono illegali in Egitto. La maggior parte degli imputati sono contumaci. Diciassette sono stati invece prosciolti dalle accuse. Nei prossimi due giorni, ci sarà la sfilata di altre 700 persone, accusate anche loro di aver attaccato un commissariato di polizia e di avere partecipato agli scontri e alle violenze.

Tra loro, c'è pure la guida spirituale della Confraternita, Mohamed Badie, e l'ex presidente del Parlamento, Saad al-Katatni. La tv di Stato Nile tv ha precisato che le condanne sono state inflitte in relazione all'omicidio di alcuni agenti di polizia a Minya, durante le proteste scoppiate il 14 agosto dello scorso anno, a seguito dell'intervento delle forze di sicurezza per sgomberare due sit-in dei Fratelli Musulmani al Cairo e a Giza.

All'inizio dell'udienza, sabato scorso, gli imputati avevano iniziato a gridare, insultando il tribunale e minacciando di travolgere le transenne della loro postazione. Nel corso degli scontri avvenuti nell'agosto scorso, centinaia furono le vittime. In due precedenti udienze, gli avvocati difensori avevano lamentato di non aver avuto la possibilità di esporre le proprie motivazioni.

Dimostrazione pro - Morsi

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