Europee 25 maggio, chi sono gli avvoltoi pronti a calare sui resti di Forza Italia?

Sono già tanti, e cresceranno di numero, gli avvoltoi pronti ad avventarsi sui resti di Forza Italia, il partito di Silvio Berlusconi dilaniato dalle faide intestine per l’impossibilità dell’ex Cavaliere (prossimo all’affidamento ai servizi sociali) di dominare la situazione.

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Come nelle più classiche vicende, quando la nave va a picco, anche i topi scappano e chi non fugge via precipitosamente si butta sui resti per accaparrarsi qualcosa, magari l’ultimo brandello della bandiera sdrucita.

Il grande partitone del “Ghe pensi mi” è in caduta libera, sicuramente ben sotto il 20% alle prossime europee, come dire una voragine rispetto al passato ma comunque ancora una montagna di voti appetibilissimi dagli altri contendenti in lizza.

Dove andranno gli elettori delusi di Forza Italia, in una situazione di vento antieuropeista che già nelle elezioni amministrative francesi di domenica scorsa ha punito i socialisti di Hollande premiando il Front National?

Una risposta viene da Stefano Folli sul Sole 24 Ore: “Una parte dell'elettorato berlusconiano è attratto dal dinamismo di Renzi; un'altra è suggestionata dal populismo anti-establishment di Grillo. In fondo sono i due aspetti che Berlusconi ha saputo coniugare in se stesso per vent'anni e che ora tendono a separarsi. Da come si divideranno si capirà l'esito della sfida per l'Europa. Senza dimenticare i centristi di Alfano: anche loro cercheranno di tirare qualcuno dalla loro parte”.

Ecco, i centristi di Alfano o il nuovo costituendo partito dei centristi impegnati – pur dentro tatticismi, gelosie, logiche di egemonismo e miopie di auto conservazione - a fare una lista unitaria per le Europee come trampolino di lancio per il partito della “Terra di mezzo”?

Forse la lezione francese delle elezioni locali è stata liquidata con superficialità rispetto al rifiuto radicale di una Europa fondata su intransigenti politiche di austerità e sul Fiscal Compact. In Italia c’è lo stesso rifiuto e questo si tradurrà nel voto del 25 maggio, con l’astensionismo, il voto al partito di Grillo e anche a quello (solo in parte) del premier Renzi.

Vista l’aria che tira, nel centro destra c’è chi lavora a un aggregazione ampia, fino al partito di Berlusconi, addirittura con dentro anche la Lega i cui atteggiamenti istericamente anti-europeisti potrebbero, in questo caso, attrarre voti dei più intransigenti.

Uno sbocco siffatto potrebbe essere per Berlusconi una ciambella di salvataggio ma nessuno – fra gli aggregatori della nuova lista unitaria moderata – si alza oggi a difesa dell’ex Cavaliere ritenuto inevitabilmente una zavorra da abbandonare in alto mare.

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