Ferrovie dello Stato: Moretti "Se ci sono alternative a me, ben vengano"

L'ad del gruppo presenta il piano industriale 2014 - 2017, lancia frecciate al governo e ricorda: "Nel 2006 nessuno voleva fare l'amministratore delegato di Ferrovie dello Stato".

Fari puntati questa mattina sulla sede di Assolombarda, dove è in corso la presentazione del piano industriale 2014 - 2017 di Ferrovie dello Stato. Naturalmente, l'amministratore delegato Mauro Moretti è al centro dell'attenzione, dopo la polemica sul taglio degli stipendi ai super manager e la possibilità di lasciare l'incarico. "Se ci sono alternative alla guida del gruppo Fs, è bene che queste persone vengano. Nel 2006 nessuno voleva venire a fare l'amministratore delegato di Ferrovie, ricordiamocelo. Questo è un lavoro di fatica, non un giochetto che si risolve con qualche battuta solo per stare un minuto sul palcoscenico".

Entrando poi nel merito del piano industriale, Moretti ha esordito dicendo: "E' stato un anno difficile. Altre società di trasporto di terra, di aria e di mare sono fallite. Chi dice che nel servizio ferroviario non c'è concorrenza, non so in che mondo viva. Nelle merci, poi, non esiste più un mercato domestico, ma sevizi in concorrenza in tutta Europa".

E poi: "Non si può pensare di separare il settore profittevole da quello meno profittevole se non si vogliono fare danni ai passeggeri. Nella pianura padana, l'area più profittevole d'Italia, operano i cinque gruppi ferroviari europei più grandi. La competizione estera è già una realtà, nelle regioni più ricche s'intende, e non parliamo delle merci. Noi siamo i terzi in Europa nel trasporto passeggeri di lunga distanza e nei servizi regionali. E quinti nelle merci".

Critico con il governo italiano, Moretti: "Da noi c'è una politica che favorisce solo il trasporto su gomma. Ma il futuro di Fs è in Europa: il nostro fatturato estero è solo al 12 per cento contro il 30 dei francesi e il 42 per cento dei tedeschi. La grande sfida è sul trasporto locale, vogliamo entrare anche nel mercato autobus e trasporto leggero su rotaia nelle città. Investiremo tre miliardi nel trasporto regionale, e in Italia nessuno l'ha fatto in autofinanziamento".

Moretti ha detto ancora: "Se le regioni vorranno chiedere più servizi, saremo ben disponibili a offrire di più, ma occorrono risorse. Il nostro piano di sviluppo è stato fatto tutto con l'autofinanziamento, io aspetto ancora che arrivino soldi pubblici per il trasporto locale, come hanno fatto i governi francese e tedesco".

Mauro Moretti

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