Ddl Delrio sulle province, il governo va sotto due volte

Decisiva l'assenza dell'ex ministro Mauro. Il provvedimento oggi pomeriggio in Aula


Cammino accidentato per il disegno di legge sul riordino delle province italiane, che porta il nome del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Graziano Delrio. Un ddl su cui il governo punta molto per avviare quel processo di riforme che, nelle intenzioni di Renzi, dovrebbe cambiare il volto dell'Italia nei prossimi tre mesi, prima dell'avvio del semestre di presidenza italiana dell'Ue. Oggi in Commissione Affari Costituzionali al Senato il governo è andato in minoranza due volte, un segnale preoccupante di sfaldamento della coalizione.

Per la precisione, il governo è finito sotto su un emendamento di Sel che restituisce alle Province le competenze sull'edilizia scolastica, mentre si è visto bocciare un emendamento proposto dal relatore che fissava un tetto all'indennità dei presidenti delle Province in misura non superiore a quella del sindaco del capoluogo dei comuni associati. Due punti non fondamentali dell'impianto della riforma, che però fanno suonare un campanello d'allarme per la tenuta della maggioranza. Decisiva, e chissà se casuale, l'assenza in Commissione dell'ex ministro della Difesa Mario Mauro.

Alla fine, comunque, il governo è riuscito a superare lo scoglio della Commissione ottenendo il via libera al provvedimento. Provvedimento che ora passa al voto dell'aula di Palazzo Madama, dove sarà anche oggetto del parere della Commissione Bilancio. Il voto finale è previsto per domani.

Il ddl Delrio, nella formula licenziata dalla Camera a fine 2013, prevede uno svuotamento delle province dalle funzioni più importanti, in attesa di un intervento a livello di riforma costituzionale che ridefinisca le funzioni degli enti amministrativi.
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