Marò il 28 marzo a processo, De Mistura: "Non ci andiamo"

De Mistura: "Non andremo al processo". Nessuno sviluppo sul caso dei due marò italiani

Ieri il Ministro degli Esteri Federica Mogherini ha incontrato all'Aja il collega indiano Salman Khurshid, con il quale ha parlato del caso di Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, i marò detenuti in India con l'accusa di omicidio.

Un incontro non determinante, che non ha portato ad eclatanti novità, ma che rappresenta una sorta di "strada nuova" nei rapporti tra Italia ed India, deterioratisi rapidamente con l'esplosione del caso marò e con l'aggravarsi della posizione indiana, sempre più sibillina:

"Abbiamo ribadito la nostra determinazione ad esplorare tutte le azioni politiche e legali per vedere riconosciuti i nostri diritti ad esercitare la giurisdizione sul caso marò. [...] L'internazionalizzazione del processo è una strada che stiamo seguendo. La giurisdizione deve essere italiana, non riconosciamo quella indiana. In caso di conflitto la strada è quella dell'internazionalizzazione."

ha dichiarato il ministro italiano. Questa mattina invece, riferendo in Commissione Esteri alla Camera, il Commissario straordinario del governo Staffan De Mistura ha parlato di “giusto e forte sdegno” dell’Italia sulla gestione della vicenda dei due marò da parte delle autorità giudiziarie indiane, che ha provocato una mobilitazione e una “iniziativa internazionale” che è ancora in itinere e che “dovrebbe produrre effetti nel giro di un mese”.

Parlando della prossima udienza del 28 marzo, in realtà il primo giorno del processo ai due fucilieri di Marina, De Mistura ha ribadito la posizione italiana nel processo:

"Qualunque cosa accada nell'udienza del 28 marzo a New Delhi, noi al processo non andiamo. La posizione italiana è fermissima: niente processo."

INDIA-ITALY-MARINES-COURT

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