Silvio Berlusconi, irresponsabile? Sì, ma non ... scemo

La sortita di ieri a gamba tesa di Silvio Berlusconi (definito da Gianfranco Fini “Irresponsabile") la dice lunga sulle intenzioni dell’ex premier in riferimento al suo futuro politico. Sparare a zero contro Equitalia è il primo tassello di una strategia della comunicazione per la campagna elettorale tesa a fare perno sull’antipolitica, sul malcontento e sui peggiori istinti dell’elettorato.

Berlusconi rivendica a se stesso successi inesistenti addossando agli altri (a tutti gli altri) tutte le colpe della crisi del Paese. Con i partiti, Pdl in testa, in uno stato comatoso, il Cav pensa che sia possibile ripresentarsi sulla scena come “vero e unico leader”, proprio perché la crisi della politica, invece di cancellare la figura del “Ghe pensi mi”, rilancia quella del leader carismatico, ovviamente espressione della cosiddetta società civile e non certo uno da riciclare.

Evidentemente Berlusconi pensa che sia sufficiente il maquillage fisico per cancellare anni e anni di politica fallimentare. Ma il padre-padrone del Pdl ha ancora qualche freccia nel suo arco: sa che gli italiani sono smemorati e dimenticano il passato anche recente, sa che non sono interessati a programmi politici organici, sa che la sinistra (o centrosinistra) resta sempre divisa e resta “minoranza” nel Paese.

E la corruzione politica? E gli scandali? Berlusconi è abilissimo nel trovare capri espiatori e rilanciare le sue idee come niente fosse. Epperò scandali come quello del “Laziogate” hanno una valenza nazionale, non possono non incidere nell’elettorato, già deluso e provato dalla crisi e dal magna-magna della politica. Berlusconi cercherà di incolpare la politica, tutti i partiti, per spalmare le colpe sui singoli esponenti, infangare tutto e tutti, e uscirne pulito e pimpante quale … nuovo salvatore della patria.

Quando c’è oggi un 50 per cento e passa dell’elettorato indeciso e orientato all’astensionismo, tutto è possibile. Non è assolutamente da escludere – è ancora in alto mare l’accordo fra i partiti sulla nuova legge elettorale – che dalle urne (7 aprile 2013?) esca una situazione di ingovernabilità, comunque una situazione senza maggioranza definita. A quel punto Berlusconi si “sacrificherà”, offrendo i suoi voti (o quelli del suo partito) per una maggioranza come l’attuale – Pdl, Pd, Udc – che sostenga il famoso Monti-bis, cui strizza l’occhio benevolmente persino Barack Obama. Il Cav continuerebbe a fare i suoi comodi, nel business e in politica. Poi, per uno come lui, uno scranno dorato lo si trova sempre. Magari dopo una proposta fatta da … Massimo D’Alema.

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