Giustizia, il ministro Orlando: "Rischiamo una multa da 100 milioni l'anno per via delle carceri"

Il guardasigilli Orlando tratta, a Strasburgo, il problema della procedura d'infrazione all'Italia per le condizioni delle carceri. Ma i numeri dati dal ministro sono sbagliati

Il ministro della Giustizia Andrea Orlando ha appena terminato una serie di incontri, a Strasburgo, con le principali autorità del Consiglio d’Europa e della Corte europea dei diritti dell’uomo a Strasburgo.

Argomento di discussione, o meglio di trattativa, è l'imminente multa che l'Italia rischia di vedersi affibbiare dall'Unione Europea per la manifesta violazione dei diritti umani nelle carceri, luoghi ove lo Stato non riesce a garantire agli ospiti nemmeno quei 3 metri quadri di spazio descritti dalla Cedu (Corte Europea dei Diritti Umani) come lo "spazio vitale minimo" sotto il quale si violano i diritti umani.

Al termine degli incontri il ministro della Giustizia ha lanciato l'allarme definitivo: l'Italia rischia, a causa del sovraffollamento carcerario che non si riesce (o si vuole) debellare, una multa salatissima: 100 milioni di euro di risarcimento che ogni anno andrebbero ai detenuti maltrattati in carcere.

"Stiamo predisponendo una banca dati per una mappatura qualitativa delle carceri, che tenga conto anche degli spazi complessivi che i detenuti hanno a disposizione e dell’attività che possono svolgere fuori dalle celle."

ha detto ieri ai cronisti il guardasigilli.

Se andiamo sul sito web del Ministero della Giustizia scopriamo che il numero degli istituti penitenziari in Italia è 206 mentre il numero della capienza disponibile, in queste carceri, è di 49mila posti. Ma, in verità, i numeri che Orlando ha portato a Strasburgo sono ben lontani dalla realtà: a fare i conti a via Arenula ci pensa Rita Bernardini, segretaria di Radicali Italiani attualmente in sciopero della fame con altri mille militanti per denunciare il dramma delle carceri:

"Non sappiamo quali dati stia fornendo il Ministro della Giustizia Andrea Orlando a Strasburgo e a Bruxelles. Dispone sicuramente di quelli riguardanti i posti effettivamente agibili nei 206 istituti penitenziari italiani che non sono 49.000, come riportato sul sito del Ministero della Giustizia, ma molte migliaia di meno perché ai 49.000 occorre sottrarre le sezioni inagibili, quelle in ristrutturazione, e quelle non utilizzate per carenza di personale. La Ministra Cancellieri, con la sua onestà intellettuale, lo aveva del resto detto con chiarezza convenendo con quanto denunciato da noi radicali e dall’Associazione Antigone."

Effettivamente il predecessore di Orlando aveva parlato di cifre molto inferiori, seppur non quantificandole chiaramente, che parlano di 5-6mila posti in meno di quelli annunciati da Orlando (e che descrivono, dunque, una situazione ben più grave, dati i 60mila detenuti nelle carceri italiane).

Per metter almeno una pezza al problema dei risarcimenti, il ministro ha tuttavia sottolineato che l’Italia sta discutendo con la Corte Europa forme alternative per rimediare alle situazioni illegali più evidenti: trattamenti carcerari differenziati per i detenuti che avrebbero i requisiti per ricorrere a Strasburgo, rimedio compensativo, sono varie le ipotesi al vaglio dei tecnici di via Arenula. Orlando dal canto suo ha negato una trattativa che prevede pagamenti ai detenuti in cambio del ritiro dei ricorsi, ma in verità l'ipotesi resta ancora viva.

"La via pecuniaria non può essere considerata quella principale perché riteniamo che nella gran parte dei casi il tipo di risarcimento che lo Stato deve dare, debba essere quanto più possibile finalizzato a un modo diverso di eseguire la pena residuale."

A fare due conti però, il rimedio compensativo sarebbe costato circa 105milioni di euro l'anno (7mila euro per circa 15mila ricorrenti: tuttavia i ricorsi continuano ad arrivare in Europa e la cifra sarebbe destinata ad aumentare), mentre la multa è di "soli" 100milioni.

In realtà sembra che il governo voglia attrezzarsi con l'ennesima foglia di fico, utile solamente a spostare temporaneamente il problema: continuando a concentrarsi sui meri numeri degli spazi (i famosi 3 metri quadri a testa) e dimenticando che le condizioni di detenzione, l'assenza di assistenza medica e psicologica, la totale inadeguatezza del sistema delle pene alternative, i numerosi reati bagatellari che prevedono pene carcerarie e la beffa dello svuotacarceri restano elementi di criticità al pari degli spazi. Inoltre la Corte di Cassazione ha stabilito che nel calcolo dei metri quadrati di cui un detenuto deve legalmente disporre va detratto l’ingombro del mobilio: tavoli, sgabelli, armadietti, letti.

Insomma, i numeri dati da Orlando in Europa sono proprio "numeri", nel senso psichiatrico del termine.

Leggi lo speciale "Dossier Giustizia, in nome del popolo italiano" di Polisblog.

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