Province, vera riforma o solito bluff?

La trasformazione del Senato, di fatto la sua abolizione, può essere considerato un importante tassello sulla via delle riforme strutturali o, all’opposto, il solito luccichino per le allodole in funzione elettoralistica, un po’ di fumo negli occhi per placare gli elettori anti casta, anti sistema, anti tutto.

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Di più, può essere un anello significativo per smontare il nostro sistema costituzionale, riducendo gli spazi di rappresentanza, quindi di democrazia. Matteo Renzi tira diritto ma maldipancia e resistenze aumentano, dentro e fuori il Pd, dentro e fuori il Parlamento, dentro e fuori il Palazzo.

Bisogna fare le riforme e bisogna fare in fretta. Ma è questa la strada giusta o al populismo berlusconiano e grillino si aggiunge il nuovo populismo di Renzi &C? Il progetto della cosiddetta Camera alta è oggettivamente fumoso, per non dire peggio, così come altri abbozzi di riforma lanciati da Renzi.

Scrive Stefano Folli sul Solo 24 Ore: “Così com'è sembra piuttosto confuso, una sorta di luogo di riposo per ex sindaci ed ex consiglieri regionali, e come tale suscettibile di essere impallinato. Fermo restando che il nostro sistema dovrà essere monocamerale, con il governo che ottiene la fiducia solo a Montecitorio, il Senato non merita di essere maltrattato. Meglio trovargli nuove e più utili funzioni prima che sia troppo tardi”.

Forse ad essere maltrattato non è (solo) il Senato ma tutti gli italiani. A forza di tirare e restringere tutti i luoghi del confronto istituzionale e politico anche la democrazia si riduce e, siccome l’appetito vien mangiando, si arriverà alla proposta finale dell’uomo solo al comando. Anzi, due, se il patto del Nazareno ancora regge.

Comunque, l'obiettivo di Matteo Renzi è quello di far approvare la legge in tempi rapidissimi, per evitare che all'election day del 25 maggio, quando si voterà per il Parlamento europeo e per il rinnovo delle amministrazioni di oltre 4.000 comuni (tra cui Firenze), gli elettori ricevano al seggio anche le schede per le province (in palio ce ne sarebbero oltre 50).

Una cosa è certa, alla fine della giostra i costi della politica per le Province lieviteranno. Diminuirà, di certo, la democrazia.

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