Egitto: al Sisi annuncia la candidatura alle presidenziali

Scontata, ma mai confermata, ora arriva la disponibilità a correre per la presidenza da parte dell'ex generale e capo delle Forze Armate.

Finalmente è arrivato il sì. Convinto. Senza tentennamenti. Un sì che rispecchia la personalità del generale al Sisi, ex capo dell'esercito egiziano nonché ministro della Difesa. Uomo forte che ieri si è dimesso dalle cariche che gli restavano e ha annunciato la sua candidatura alle prossime elezioni presidenziali. Come la maggioranza degli egiziani sperava. Al Sisi viene infatti considerato l'unico in grado di portare il Paese fuori dal caos degli ultimi mesi.

E pensare che fino all'estate del 2012 il nome del Abdel Fattah al Sissi era sconosciuto ai più. Giustamente, visto che era stato a lungo il capo dei servizi segreti militari di Mubarak. Nel luglio del 2012 è iniziata la sua ascesa al potere: il presidente Mohammed Morsi silurò infatti l'allora odiato generale Tantawi e lo nominò a capo dell'esercito.

Piaceva ai Fratelli Musulmani in quanto considerato molto 'pio': digiuna durante il Ramadan, ha una moglie velata e un cugino legato alla Fratellanza. I rivoluzionari chiusero gli occhi, inebriati nel vedere in Morsi il primo presidente eletto democraticamente nel Paese. Nel luglio del 2013, proprio al Sisi guiderà l'intervento militare che porterà alla fine del breve regno di Morsi. E arriviamo ai giorni nostri.

Al Sisi oggi parla alla nazione promettendo di sconfiggere il terrorismo. Mentre i tribunali stanno facendo fioccare condanne a morte per i sostenitori di Morsi, per i Fratelli Musulmani che erano stati i veri artefici della scalata al potere dell'ex generale. Al Sisi ha proseguito nel suo lavoro, quasi in incognito: è andato a Mosca e ha ricevuto l'appoggio di Putin, ha iniziato a bombardare i tunnel di Gaza, controllati da Hamas, come mai aveva fatto Israele, ha mostrato a Washington di non voler rimanere sotto l'ombrello americano.

E ora ha detto sì alla candidatura. Tra chi ha paura che l'Egitto vada verso una svolta autoritaria e chi ringrazia Allah per aver regalato al Paese l'uomo forte di cui sentiva fortemente il bisogno. Il volto dell'ex ministro compare sui cioccolatini, sui manifesti, sulle magliette, persino sulla biancheria intima. Attenzione, però: gli egiziani dicono di aver cacciato due dittatori in tre anni e di non temere di dover tornare in piazza di nuovo. Un avvertimento per al Sisi. Lui ha le armi e le armate, gli egiziani ora hanno il coraggio.

Al Sisi si candida

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