Elezioni Europee 2014: il piano di Matteo Renzi per la vittoria

Portare a termine le riforme per battere l'onda euroscettica. Il premier ci prova.

Che le misure e le riforme su cui Matteo Renzi sta spingendo abbiano anche l'obiettivo di portare il Partito Democratico alla vittoria nelle elezioni europee 2014 non è un mistero. Anzi, è stato proprio il premier ad ammetterlo quando ha affermato che avrebbe voluto il taglio dell'Irpef per i dipendenti già ad aprile, in modo che l'aumento in busta paga fosse evidente prima delle elezioni. Niente da fare, visto che - sempre che la promessa sia mantenuta - i famosi 80 euro arriveranno a fine maggio, pochi giorni dopo le elezioni, ma il tentativo rende l'idea di come Renzi consideri le sue misure l'unico modo per spingere il Pd a elezioni in cui i partiti europeisti partono decisamente svantaggiati, come dimostrano anche i sondaggi sul ritorno alla lira.

E quindi, per il Pd e Matteo Renzi, c'è un solo modo per provare a tenere botta e rimanere ampiamente il primo partito italiano: fare le riforme promesse rispettando i tempi e le scadenze. Si tratta in pratica di riuscire a portare avanti tutto quello di cui si sta parlando in questi giorni nei tempi più rapidi possibili. Non una missione facile, visto che il piatto è di quelli (fin troppo) ricchi: legge elettorale, abolizione delle province, taglio dell'Irpef e dell'Irap, abolizione del Senato e riforma del lavoro. Aggiungendoci pure alcune mosse simboliche come la vendita delle auto blu su eBay.

E certo, se anche tutte queste misure hanno dei lati meno chiari (l'abolizione delle province che non le abolisce; la legge elettorale che a prima vista non sembra un capolavoro; riforma dei contratti a termine di stampo iperliberista), è evidente che riuscire a portare a termine alcuni di questi punti e pianificare con precisione le scadenze per le altre darebbe quell'idea di efficienza e di "cose che cambiano" che secondo il primo ministro è l'unico modo per fermare o almeno rallentare l'onda euroscettica.

Un modo anche per sfidare il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo, di gran lunga l'avversario più pericoloso in vista delle Europee dal momento che Forza Italia sembra essere allo sbando. E la sfida al M5S si concentrerebbe su un solo tema: "Noi facciamo, mentre voi sapete solo distruggere". È evidente quindi perché Matteo Renzi abbia tutta questa fretta: la scadenza elettorale si avvicina e il partito di Beppe Grillo entro breve entrerà nel vivo della campagna elettorale, appena dopo aver scelto i suoi candidati per le europee.

Fin qui, il piano per la vittoria nelle europee. Perché Renzi sembra avere anche un piano per arrivare a governare fino al 2018: il presidenzialismo all'italiana. Una nuova riforma che il primo ministro sta trattando nuovamente con Berlusconi e che permetterebbe ai disegni di legge governativi di avere una corsia preferenziale e al premier di poter disporre dei suoi ministri. Rafforzare la premiership, per durare fino alla fine della legislatura. Ma prima c'è da fare bene alle europee.

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