Il Monti-bis spiazza Berlusconi

In verità non è che Mario Monti abbia detto qualcosa di nuovo. Non è che ci abbia 'ripensato' e da un giorno all'altro abbia detto: "Ok, mi ricandido". No, semplicemente ha spiegato che "non mi candido, ma in circostanze speciali, che spero non si verifichino, sono pronto a servire l'Italia. Ma saranno gli italiani a decidere il futuro". Che significa? Di sicuro Monti non ha intenzioni di presentarsi alle urne a capo di una qualche bizzarra alleanza di partiti. Ma se la crisi dovesse continuare a mordere, o lo spread tornare su livelli da panico, se si presentassero - insomma - circostanze speciali allora lui sarebbe pronto a sfruttare la sua credibilità internazionale per provare a evitare che la situazione degeneri.

Insomma, se nel 2013 lo scenario sarà apocalittico (ma è lo stesso Monti a continuare a dire che nel 2013 la situazione migliorerà) allora Super Mario potrebbe prolungare la sua esperienza di Governo. A mali estremi, estremi rimedi, in poche parole. Ciononostante Pierferdinando Casini ha colto la palla al balzo per rilanciare il suo pressing costante affinché Monti diventi il punto di riferimento del nuovo centro che sta cercando di costruire. Da oggi, Casini non sognerà altro, ma probabilmente ha fatto male i suoi conti. Un altro che è stato messo in difficoltà dalle dichiarazioni di Monti - mostrando tutta la schizofrenia della politica italiana di questi mesi - è Silvio Berlusconi.

Il Cavaliere nel suo discorso di ieri alla presentazione del libro di Brunetta ha attaccato la Germania, l'ex presidente francese Sarkozy, l'euro (o meglio, il cambio lira-euro) e anche il Governo. Ma è stato abbastanza buono con Mario Monti, sorprendendo chi si aspettava un affondo contro il capo dei tecnici. Perché? Il dilemma sta tutto in una domanda: ma alla fine Berlusconi si candida o no? Il discorso di ieri poteva essere quello della discesa in campo. E il pubblico è andato in visibilio per alcune uscite. Ma il Cavaliere non ha ancora deciso il da farsi.

Se Monti volesse veramente proseguire la sua esperienza, il Pdl potrebbe nascondere sotto il tappeto tutte le sue lacerazioni. Trovare un modo facile facile per sopravvivere a delle elezioni, che si presentano come catastrofiche, e giocare di nuova la carta della "responsabilità contro voglia". Per questo ieri il Cavaliere non ha attaccato a testa bassa. Prima meglio capire quale sarà la legge elettorale e se Monti potrà essere l'extrema ratio per riagganciare un'alleanza con Casini. E provare a salvare il centrodestra che fu.

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