Merkel pensa a restrizioni per immigrati Ue. Fine della libera circolazione?

Angela Merkel


Una commissione, nominata dal governo tedesco, ha redatto un rapporto che suggerisce restrizioni inerenti alla residenza degli immigrati provenienti dalla Ue. Il rapporto, accolto con molto interesse in Inghilterra, rimette implicitamente in discussione la libera circolazione europea, misura difesa finora dal capo del governo teutonico, Angela Merkel.

Forse, non è un caso che la revisione del diritto di permanenza in Germania sia arrivata proprio in concomitanza delle elezioni europee 2014. La Csu tedesca e un pezzo di opinione pubblica conservatrice è ossessionata da una potenziale ondata di immigrati provenienti da Bulgaria e Romania. Meglio allora, per la Cdu, non presentarsi alle urne in una versione troppo "buonista". Tanto più che la stampa tedesca da mesi continua ad insistere sull'allarme immigrati.

Secondo quanto riportato da Euractiv, per il ministro degli Interni, Thomas de Maiziere, è necessario parlare di possibili restrizioni perché se "dal punto di vista di una prospettiva nazionale, il numero di immigrati provenienti da Bulgaria e Romania è ragionevole e gestibile, d'altro canto, a livello regionale è allarmante ". Insomma, mancherebbero strutture adeguate e i livelli di spesa regionali possono essere innalzati fino ad un certo punto.

Una delle limitazioni in esame è quella di portare il diritto di soggiorno, valido per la ricerca di lavoro, a tre mesi. Se dopo questo periodo i cittadini di altri paesi europei non troveranno un impiego, potrebbe scattare l'espulsione. Inoltre, ci sarebbe al vaglio l'ipotesi di rivedere le modalità di concessione degli assegni familiari agli immigrati e una riformulazione del diritto commerciale per colpire il falso lavoro autonomo e il lavoro nero.

Tutto ciò è musica per le orecchie dei tories inglesi, che da sempre sostengono fortissime limitazioni al diritto di circolazione. Sui giornali britannici, si va anche oltre lentusiasmo per la "svolta" di Berlino. Il Telegraph e il Financial Times stanno descrivendo il rapporto tedesco come una vittoria del premier David Cameron.

Come vi avevamo raccontato, il leader del partito conservatore ha presentato alla stampa un manifesto di 7 punti. Una sorta di compendio, dal chiaro intento elettoralistico, nel quale detta le condizioni per la permanenza della Gran Bretagna nell'Unione. A tale proposito, ricordiamo che l'immigrazione, per Cameron, è un tema di importanza fondamentale. Per questo motivo, ha evidenziato nel documento la necessità di controlli in ingresso e di limitazioni di welfare per gli stranieri.

Ad ogni modo, non possiamo non rimarcare che l'Inghilterra non ha mai aiutato un reale processo di integrazione europeo. Ciò ovviamente ha acuito i problemi inerenti alla libera circolazione. Le politiche di austerity della Germania, poi, hanno fatto il resto. Così ecco che le ricette Marine Le Pen, anche se presentate attraverso una comunicazione soft, tendono a diffondersi nel continente. Le conseguenze di queste scelte potrebbero farsi sentire nel lungo periodo, qualora si accentuasse, in seno all'Unione, lo scontro tra un'Europa rapace e un'Europa debole e "sottomessa".

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