Obama in Arabia Saudita: rassicurazioni su Siria e Iran

Fronte comune sull'aiuto ai ribelli siriani e nessun avvicinamento a Teheran nonostante i negoziati sul nucleare. Così il presidente Usa si è riavvicinato a Re Abdallah.

Una vera e propria toccata e fuga per il presidente americano, Barack Obama, in Arabia Saudita. Ma fondamentale per rassicurare il Re Abdallah ben Abdelaziz al-Saoud, dopo le tensioni che recentemente hanno fatto litigare i due grandi alleati. Il summit si è tenuto nella residenza presidenziale, a 60 chilometri da dove era atterrato poco prima l'Air Force One, in pieno deserto.

Il consigliere aggiunto per la sicurezza nazionale di Washington, Benjamin Rhodes, così ha parlato giornalisti a bordo dell'aereo presidenziale: "Le relazioni tra Riad e gli Stati Uniti sono migliori oggi di quanto lo fossero lo scorso autunno, quando tra i due Paesi ci furono differenze tattiche su come affrontare il conflitto siriano". Al termine dell'incontro, si è appreso che gli Usa hanno ribadito la loro volontà a continuare a cooperare con l'Arabia Saudita per rafforza l'opposizione moderata siriana "politicamente e militarmente".

Per il momento, però, non è arrivato il via libera alla consegna ai ribelli di armi sofisticate. C'è infatti il timore che finiscano nelle mani sbagliate, di qualche gruppo estremista. Obama e il re arabo hanno poi affrontato la questione Iran; i sauditi sono preoccupati che i negoziati sul nucleare possano riavvicinare gli Stati Uniti a Teheran, potenza sciita e quindi tradizionale rivale degli arabi sunniti.

Prima della visita, il vice consigliere per la sicurezza nazionale, Ben Rhodes, aveva fatto sapere che Obama avrebbe evidenziato che quei negoziati non significano che si sono ridotte le preoccupazioni americane su altre attività dell'Iran, compreso l'appoggio ad Assad ed Hezbollah e l'attività destabilizzante in Yemen e nel Golfo. "Quelle preoccupazioni restano costanti e non negoziamo tali questioni in alcun modo nei colloqui sul nucleare".

Da parte loro, gli Stati Uniti hanno rinunciato a trattare due problemi che stanno particolarmente a cuore a Washington: i diritti umano e il trattamento delle donne in Arabia Saudita. Non era il momento giusto. Gli Usa volevano rassicurare l'anziano monarca, 89 anni, che respira grazie all'aiuto di una bombola di ossigeno. Con Obama, all'incontro, c'era anche John Kerry, segretario di Stato americano. Il meeting è durato circa due ore, quindi il numero uno della Casa Bianca è ripartito.

Obama in Arabia Saudita

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