Riforma del Senato, Grasso: “niente abolizione". Renzi replica: "E' ora di cambiare pagina". Brunetta: "intervenga Napolitano"

Il presidente del Senato Pietro Grasso in un'intervista a Repubblica spiega perchè Matteo Renzi non deve abolire il Senato e quali alterative ci sono per ridurre i costi della politica.

20.10: Pietro Grasso è andato in tv a ribadire il suo punto di vista, quello già espresso nell’intervista pubblicata oggi da Repubblica, e per rispondere in modo più o meno diretto alla replica di Matteo Renzi, affidata nel primo pomeriggio di oggi ai microfoni del TG2, che ha sostanzialmente confermato la sua intenzione di proseguire sulla strada già annunciata.

Il presidente del Senato, ospite di Lucia Annunziata, ha spiegato che quello che vuol fare Renzi potrebbero mettere a rischio la democrazia:

Non è che io dico abolizione si o no. Dico: cerchiamo di cambiare la Costituzione mantenendo un presidio di democrazia. Voglio aiutare Renzi a non incontrare quegli ostacoli che potrebbero esserci se le riforme non sono appoggiate dal numero di senatori.

La bozza della riforma, dice Grasso, è una contraddizione di termini” e lui non è il solo a vederla così:

Dopo l'intervista a La Repubblica, ho sentito tanti senatori che mi hanno detto 'finalmente qualcuno che osa dire le cose.

Sulla questione è intervenuto anche Renato Brunetta, Capogruppo di Forza Italia alla Camera, che ai microfoni di SkyTg24 ha dichiarato:

Il presidente del Senato contro il governo e il presidente del Senato del Pd contro il suo segretario. Basta e avanza per dichiarare la fine di questa esperienza di governo di Renzi. […] Noi siamo all'opposizione di questo governo, siamo all'opposizione di Renzi, siamo per una riforma elettorale istituzionalmente concordata. Se questo non è più possibile, ognuno per la propria strada. A casa Renzi e si vada alle elezioni.

In serata Brunetta ha ribadito il concesso, spiegando che

la durezza con la quale Grasso ha criticato la riforma del Senato proposta dal governo, apre una crisi istituzionale senza precedenti tra la seconda carica dello Stato e il presidente del Consiglio. […] Ci domandiamo se di fronte a una lacerazione così frontale e deliberata sia necessaria una parola di chiarezza. Ci domandiamo se tale parola non debba essere detta dal Capo dello Stato nell'esercizio della sua moral suasion.

14.00: la replica di Matteo Renzi non si è fatta attendere e poco fa, ai microfoni del TG2, il premier ha ribadito quali sono le sue intenzioni col Senato e confermato l’appuntamento di domani:

Il modello che proponiamo rispetta la Costituzione. il governo presenterà un ddl costituzionale che dice: basta al Senato come lo conosciamo adesso, riduzione del numero dei parlamentari, il più alto d'Europa, semplificazione del procedimento legislativo e anche semplificazione dei poteri tra le regioni e lo Stato.

E, ancora:

Il punto centrale è che il governo su questa linea non molla: ridare credibilità alle istituzioni e alla politica passa attraverso i sacrifici per i politici, altrimenti si continua così e non si va da nessuna parte.

Poi ha risposto direttamente alle parole del presidente del Senato Grasso, sottolineando però l’esigenza di cominciare a rispettare i paletti messi:

Ho grande rispetto per il Senato, ho grande rispetto per il presidente del Senato e capisco che debba difendere l'istituzione che rappresenta, ma il vero modo per difendere il Senato non è fare una battaglia conservatrice tesa a mantenere lo status quo; è prendere atto dei paletti che ci siamo dati.

Grasso: “niente abolizione, resti un’assemblea di eletti”

A poche ore dalla presentazione del testo preparato da Matteo Renzi, il Presidente del Senato Pietro Grasso frena il nuovo premier sulla riforma del secondo ramo del Parlamento, spiegando in un’intervista a La Repubblica come dovrebbe essere, dal suo punto di vista, la vera riforma del Senato:

composto da rappresentanti delle autonomie e componenti eletti dai cittadini, composto da senatori eletti contestualmente alle elezioni dei consigli regionali, e una quota di partecipazione dei consiglieri regionali eletti all’interno degli stessi consigli. Per rendere più stretto il coordinamento tra il Senato così composto e le autonomie locali, prevederei la possibilità di partecipazione, senza diritto di voto, dei presidenti delle Regioni e dei sindaci delle aree metropolitane.

Grasso spiega, inoltre, che

nessuno parla di abolire il Senato. Al posto di Renzi farei quello che sta facendo lui, lavorando con tutte le mie forze per superare il bicameralismo perfetto, diminuire il numero dei parlamentari, semplificare l'iter legislativo.

Le ultime dichiarazioni di Matteo Renzi durante la sua visita a Scalea, però, non lasciano spazio a interpretazioni:

Se il Senato non va a casa smetto di fare politica.

Grasso si dice convinto che si possono ridurre i costi della politica senza eliminare il Senato. Come?

Possiamo ottenere risparmi maggiori diminuendo il numero complessivo dei parlamentari e riducendo le indennità, solo per iniziare. Poi mi faccia dire che non si può incidere sulla forma dello Stato solo con la calcolatrice in mano.

Nella riforma auspicata da Grasso, una cosa è certa:

non rinuncerei mai ad una parola italiana che viene usata in tutto il mondo. Lascerei il nome di Senato.

Intanto la discussione in consiglio dei ministri per l’approvazione ddl costituzionale sulla riforma del Senato e Titolo V resta fissata per domani, lunedì 31 marzo 2014.

Piero Grasso


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