Grecia: Tsipras contro la nuova deregulation della Troika

Alexis Tsipras


All'alba di questa mattina, il parlamento greco, sotto dettatura della Troika (Ue-Fmi-Bce), ha approvato un nuovo piano di deregulation. Il decreto omnibus, sostenuto con forza dal governo di Antonis Samaras, fedele alleato di Angela Merkel nel Ppe, prevede liberalizzazioni dei farmaci da banco (che d'ora in avanti potranno essere venduti anche nei supermercati) e l'aumento del tempo di scadenza per il latte fresco (fino a 7 giorni). Quest'ultima misura è stata adottata per favorire le importazioni. Inoltre, è stata disposta la modifica della normativa del Fondo Ellenico di stabilità, così da permettere la vendita, ad un prezzo inferiore rispetto a quello di acquisto, di azioni di banche greche ricapitalizzate. In questo caso l'obiettivo è quello di attirare investitori esteri. Vincolata all'approvazione della riforma era la nuova tranche di aiuti della Troika, e anche questa volta la Grecia ha "obbedito".

Il provvedimento ha avuto un iter molto tortuoso ed è stato approvato da una maggioranza ristretta, 152 voti a favore e 135 contrari. Oltre all'opposizione, anche esponenti del partito socialista, presente nella compagine del governo di larghe intese, e un parlamentare di Nuova Democrazia, poi espulso, si sono schierati contro. Tanto per inciso, in Grecia tutti i provvedimenti lacrime e sangue sono stati approvati celermente da un Parlamento che ha solo un'assemblea: il Senato non è contemplato dal quadro istituzionale. Elemento che dovrebbe far riflettere alla luce della imminente riforma voluta, costi quel che costi, dal Partito Democratico nel nostro paese.

Tsipras e le manifestazioni


Syriza

, il partito di sinistra guidato da Alexis Tsipras, ha condotto un'opposizione durissima. Il candidato alla presidenza della Commissione Europea per Sinistra Unita, sostenuto anche dalla lista italiana L'Altra Europa con Tsipras, ha definito il decreto come una delle tante misure tese a perfezionare una forma di "schiavitù moderna".

Come riportato dalle agenzie di stampa, Tsipras ha accusato il ministro delle finanze Yannis Stournaras di essere " l'amministratore principale del contratto morte contro la società greca". A nulla, però, è servita la mozione di sfiducia presentata di Syriza (attualmente in testa nei sondaggi in Grecia). La mozione aveva la finalità di ritardare il voto sul provvedimento, ma è stata respinta.

A protestare contro il decreto, davanti al Parlamento, ci sono state domenica decine di sigle sindacali e migliaia di manifestanti. In strada non c'era solo la rabbia degli allevatori e dei farmacisti, ma anche quella dei licenziati del settore pubblico e dei cittadini che hanno dovuto subire tagli enormi al sistema sanitario e scolastico negli ultimi mesi. Intanto lo spettro dell'Esm (Meccanismo europeo di stabilità, meglio conosciuto come Fondo salva Stati), aleggia su Atene. Il ritorno sui mercati finanziari della Grecia sembra imminente e l'Esm dovrebbe coprire tra il 33% e il 67% dei prestiti obbligazionari di Stato. Ciò, ovviamente, finirà per tradursi in una nuova ondata di politiche di austerity.

Ricordiamo che in Grecia il tasso di mortalità infantile è aumentata del 43%, il debito pubblico si avvicina al 170% del Pil e la disoccupazione è al 26% (del 58% quella dei giovani sotto i 25 anni), i prezzi delle case sono crollati del 50%-70%, mentre 300 mila famiglie sono state private della fornitura elettrica, perché non potevano permettersi di pagare la tassa sulla casa. Inoltre, il 44% di greci ha percepito, nel 2013, un salario al di sotto della soglia di povertà (di questi, il 14% ha tirato avanti con guadagni al di sotto della soglia di sopravvivenza).

Allarme sociale e allarme democratico


Ad un allarme sociale altissimo sembra corrispondere un vero e proprio commissariamento della democrazia, da parte di tecnostrutture che decidono per i cittadini e veicolano il consenso (basti guardare cosa sta accadendo in Ucraina: "neonazisti di governo" contro "neonazisti di piazza" sono gli attori principali del post "rivolta", mentre il Fondo Monetario è già arrivato a dettare la sua solita ricetta). La Grecia sembra il paradigma di un'Unione Europea che non è mai esistita veramente e che dopo le elezioni potrebbe ratificare, come se non bastasse, anche il TTIP: l’Accordo di Partenariato Transatlantico. Tutto ciò senza nessuna legittimazione democratica, ma con l'avallo di Renzi-Schulz.

Mentre le lobby si accordano "segretamente" con gli U.S.A., lo stato dell'informazione su quanto accade nei paesi dell'Unione diventa sempre più "interessato" e lacunoso. Evidenziamo, a tale riguardo, che le notizie inerenti al contesto sociale greco sono sempre meno frequenti in Italia. Tsipras potrebbe diventare il leader del primo partito in Grecia, ma sui nostri media mainstream è diventato la figurina pop da appiccicare ad soggetto politico che "deve" essere percepito come minoranza colorata e innocua.

Ad interessare la stampa nostrana ed europea è molto più Marine Le Pen. La Leader del Front si è dimostrata il rimedio perfetto per i liberal-democratici di destra e di sinistra in Francia: è riuscita a bloccare l'avanzata della sinistra, che ha ottenuto comunque un risultato eccellente: più del 10% (lo sapevate?). Come ci è riuscita? Cavalcando il malcontento anti euro, certamente, ma anche attraverso i mezzi di informazione. Se non ci credete date un'occhiata alla rilevazioni diffuse dal 10 febbraio al 7 marzo dal Consiglio Superiore dell'Audiovisivo.

Ecco a voi un riassunto dei dati delle più importanti televisioni francesi, che se ne sia parlato bene o male non conta, contava zittire la sinistra:

TF1 : UMP 100 %
France 2 : FN 26.12 % 25.30 % PS , UMP 23,75% , 14,37% LO , la Repubblica permanente 5,72 % 3,14 % Partito Radicale ; EELV 1,60 % Front de Gauche 0 %
France 3 : FN 48.71 % , UMP 23.23 % , 12.74 % LO ; EELV 7,90 % 7,42 % PS ; Front de Gauche 0 % .
France 5 : FN 65.15 % 34.85 % UMP , Front de Gauche 0 %
Canal + ( info) : FN 100 % Front de Gauche 0 %
Canal + (programmi) : UMP 61.35 % EELV 19% FN 16,38 % 3,28 % PS ; Front de Gauche 0 %

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO