Senato delle Autonomie: ecco tutte le novità della riforma approvata dal governo Renzi

Abolito il Cnel, proposta una nuova revisione del Titolo V della Costituzione. Confermata l'abolizione delle province.

Il governo Renzi oggi ha approvato, all'unanimità, il disegno di legge sulla riforma del Senato e del Titolo V della Costituzione, che prevede anche la totale abolizione del Cnel, il Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro.

Ecco punti fondamentali del progetto di revisione costituzionale:


    - superamento del bicameralismo
    - riduzione del numero dei parlamentari
    - riduzione dei costi di funzionamento delle istituzioni
    - soppressione del Cnel
    - revisione del Titolo V

In particolare, il ddl prevede che il nuovo sistema bicamerale sia differenziato e solo la Camera dei Deputati possa dare la fiducia al Governo. Essa esercita le funzioni di indirizzo politico, attività legislativa ordinaria, controllo dell'operato del governo.

Il Senato, invece, diventa Senato delle Autonomie, ossia un organo rappresentativo delle Istituzioni territoriali che partecipa alla funzione legislativa.
Per quanto riguarda il procedimento legislativo, tutte le leggi saranno approvate esclusivamente dalla Camera dei Deputati salvo nel caso di leggi di revisione costituzionale e di leggi costituzionali che sono di competenza anche del Senato. Quest'ultimo, tuttavia, si può pronunciare su ciascun disegno di legge e proporre delle modifiche. Per alcuni ambiti di interesse delle Autonomie territoriali le proposte di modifica espresse dal Senato si possono superare soltanto voto a maggioranza assoluta della Camera dei Deputati.

Per quanto riguarda le funzioni non legislative del Senato delle Autonomie, esso, come avviene oggi, continuerà a partecipare all'elezione e il giuramento del Presidente della Repubblica e alla sua eventuale messa in stato di accusa, e prenderà parte all'elezione di un terzo dei componenti del Consiglio Superiore della Magistratura.

Composizione del Senato delle Autonomie


Il Senato delle Autonomie sarà composto da:


    - i Presidenti delle Giunte regionali e delle Province di Trento e Bolzano
    - i Sindaci dei Comuni capoluogo di Regione e di Provincia autonoma
    - due membri eletti tra i componenti del Consiglio regionale (con voto limitato)
    - due sindaci eletti dai sindaci della Regione (con voto limitato)
    - 21 cittadini nominati dal Presidente della Repubblica, per la durata di sette anni, che abbiano onorato l'Italia per meriti in campo sociale, artistico, letterario o scientifico

In totale i membri saranno 148, in numero uguale per ogni Comune e Regione, anche se il ministro Boschi non ha escluso la possibilità di discutere una composizione proporzionale a seconda della grandezza delle Regioni.

Durata dell'incarico e indennità dei senatori


I membri del Senato delle Autonomie restano in carica per tutta la durata degli organi delle Istituzioni nelle quali sono stati eletti e hanno potere di iniziativa legislativa. Essi non ricevono alcuna indennità (neanche quelli eletti dal Presidente della Repubblica). Inoltre, gli emolumenti spettanti al Presidente della Giunta regionale e ai membri degli organi regionali non possono superare l'importo di quelli spettanti ai Sindaci dei comuni capoluogo della Regione.
I gruppi politici rappresentati nel Consigli regionali non possono ricevere rimborsi o altri trasferimenti monetari in proprio favore.

Riforma del Titolo V


Con la nuova riforma del Titolo V della Costituzione il governo Renzi si propone di definire un sistema di governo multilivello più ordinato, in grado di bilanciare interessi nazionali, regionali e locali e di assicurare politiche di programmazione territoriale coordinate. Viene confermata l'abolizione delle province e si prevede un superamento dell'attuale frammentazione del riparto delle competenze legislative tra Stato e Regioni.

Si prevede inoltre il superamento della rigida ripartizione legislativa per materie in favore di una più moderna e flessibile ripartizione per funzioni con l'eliminazione delle competenze legislative "concorrenti" e la ridefinizione di quelle esclusive dello Stato e quelle "residuali" delle Regioni. Ci sarà inoltre l'introduzione della "clausola di supremazia" della legge statale sulle leggi regionali e l'introduzione della possibilità per lo Stato di delegare anche temporaneamente alle Regioni la funzione legislativa nelle materie di propria competenza esclusiva.

Tra le materie di esclusiva competenza dello Stato troviamo: il coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario; le norme generali sul procedimento amministrativo e sulla disciplina giuridica del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche; l'ordinamento scolastico, l'istruzione universitaria e la programmazione strategica della ricerca; l'ordinamento di Comuni, Città metropolitane ed enti di area vasta; il commercio con l'estero, ambiente, ecosistema, beni culturali e paesaggistici; norme sulla tutela e la sicurezza del lavoro.

Riforma Senato delle Autonomie - Governo Renzi

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