Europee, Pittella (Pd) a PolisBlog: "Sbarramento al 3%. La soluzione di Berlusconi è antidemocratica"

Gianni Pittella, capo della delegazione italiana nel gruppo del Pse, è uno che di Europa se ne intende. Se non altro perché è dal ’99 che siede a Bruxelles: prima eletto nelle fila dei Ds poi, nel 2004, in quelle dell’Ulivo dopo aver incassato, però - piccolo particolare -, in questa ultima tornata, il doppio delle preferenze. Come eurodeputato del Pd è stato uno dei primi a criticare fortemente l’intenzione del premier di alzare – nell’ambito della modifica della legge elettorale per le europee - lo sbarramento al 5% ed eliminare le preferenze. A PolisBlog spiega, nel dettaglio, perché.

Quella del Governo è una soluzione che le piace?
"E' una soluzione inaccettabile perchè antidemocratica. Lo sbarramento e' troppo alto (inutilmente) in quanto il Parlamento europeo non elegge un governo né lo mantiene in vita. Non serve, quindi, una semplificazione. Anzi, il Parlamento europeo deve avere la presenza di tutte le correnti politiche presenti in Europa. Ovviamente lo sbriciolamento della rappresentanza va evitato, i “fai da te” vanno evitati … ma ciò si può ottenere anche con una soglia di sbarramento bassa, diciamo intorno al tre per cento. Esportare il sistema delle liste bloccate in Europa è poi un insulto ai cittadini, già defraudati del diritto di scegliere i propri rappresentanti nel parlamento nazionale. Insomma l'idea di Berlusconi è chiara e coerente: affermare e radicare la democrazia del plebiscito,in cui una persona o poche persone decidono i rappresentanti dei cittadini che, in forza di ciò, sono sempre meno rappresentanti dei cittadini e sempre più portavoce di chi li ha nominati".

A Porta a Porta il premier ha sostenuto che un ritorno alle liste bloccate eviterebbe che alcuni possano cercare finanziamenti in modo illecito con il rischio, così di "ritornare nella vecchia politica di meccanismi occulti" di finanziamento. E' d'accordo?
"Ci vuole una buona dose di sfacciataggine per ammantare di valore etico una scelta di cinico calcolo politico. Berlusconi deve dirci chi, tra gli attuali 78 deputati europei, è stato eletto con procedure e metodi poco chiari: faccia i nomi. Anche le pietre sanno che il Parlamento europeo non ha potere di gestione e quindi non dà strumenti di scambio. Siano seri e dicano con onestà che vogliono proseguire nell'opera di normalizzazione della rappresentanza".

Lo sbarramento al 5% non va nella direzione di semplificazione partitica avviata dal Pd?
"La semplificazione che ha chiesto il Pd riguarda il Parlamento nazionale che ha altre funzioni (elegge il governo, mantiene il governo) rispetto a quello europeo. Ed in ogni caso, sia chiaro che il Pd lavora per un sano bipolarismo, non per un bipartitismo forzoso".

L'obiettivo della maggioranza è davvero, anche secondo lei, estromettere l'Udc da questa competizione elettorale?
"Si, credo che in Berlusconi vi sia anche l'intento di punire l'UDC. E, questo, conferma anche quale idea egli abbia della democrazia e in quale considerazione tenga la politica europea".

Una volta a Bruxelles a quale gruppo aderirà il Pd? Se ne è parlato molto negli ultimi mesi: Pse si, Pse no. Veltroni ha detto: "Costruiamo un campo di forze riformiste". Traduce per cortesia?
"Col PSE daremo vita ad un gruppo parlamentare che veda insieme, auspicabilmente, i vari rappresentanti del riformismo europeo: da quello socialista, a quello cattolico democratico, a quello liberale ed ecologista".

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