Bestiario politico: il piacione

All’interno di quel vero e proprio bestiario che è la politica italiana, ha preso sempre più forza una nuova forma di politico. Dopo l’ormai classico politico trasformista e opportunista, il politico lacchè, lo yesman, il Mastella (bestia con caratteri unici, di cui ancora la scienza attende di venire a capo) una forma ha ormai assunto vita propria: il politico piacione.

Non si tratta del solito politico innamorato del suono della propria voce (a là Bertinotti), del proprio ego (Diliberto o D’Alema) o semplicemente showman (Berlusconi). Il politico piacione, che trova in Rutelli e Casini due esempi agli alti livelli, è quello che ama la dichiarazione, che è convinto di bucare lo schermo, che rilascia il suo commento per il pastone (la carrellata di dichiarazioni cucite assieme nei TG) con occhi languidi e gestualità calcolata e accattivante.ù

Il politico piacione può ovviamente occhieggiare dall’alto di un grande partito, e ce ne danno dimostrazione Buonaiuti del PDL, ormai sempre più abbronzato e con occhio pallato verso la telecamera, e Andrea Ronchi, portavoce di AN, il cui unico scopo è mostrare l’occhio ceruleo a quante più telecamere possibili.

Ma il numero di parlamentari o voti non è una discriminante: ed ecco allora apparire languidi, in ogni TG, Alfonso Pecoraro Scanio, con tono soffice da cantante confidenziale, o lo stesso Casini, impegnato a rilasciare l’ennesima dichiarazione a difesa della famiglia, parallelamente cercando di affascinare l’elettorato delle casalinghe un po’ attempate con il suo fascino sale e pepe.

E proprio la famiglia ci porta allo scopo ultimo del politico piacione: la dichiarazione. Il politico piacione dichiara. Su ogni cosa, sempre. Dichiara, e ancora di più risponde o polemizza. Lo fa per non rimanere come un pesce nell’acquario del pastone (vedendo quindi la propria dichiarazione riassunta dal giornalista di turno sulla sua sola immagine, con l’effetto di una trota che boccheggia), cercando disperatamente la frase ad effetto.

Quella che gli inglesi chiamano soundbite: la frase che può fare da occhiello nei giornali, guadagnare una citazione di merito dagli opinionisti amici, strappare il sorriso al pubblico da casa. Il politico piacione va oltre la politica spettacolo, è già un passo oltre, nella politica avanspettacolo.

Un esempio di soundbite all’amatriciana è quello di una dichiarazione di Daniele Capezzone – altro esempio di politico piacione tristemente allontanato dagli onori della telecamera – il quale parlando della difesa della famiglia da parte del centrodestra, annunciava da ogni schermo (e con scherno):
"I politici del centrodestra difendono la famiglia perché la amano. La amano così tanto da averne perlomeno due".

Adesso, ovviamente, Capezzone ha fatto in tempo a lasciare i Radicali (dei quali era l’indiscusso frontman televisivo), a fondare un movimento e a dichiarare grande interesse e possibile dedizione al Popolo della Libertà. Sarà astinenza da video. In fondo, al politico piacione da che parte si sta poco importa, pur di essere in TV all’ora di cena.

O forse, questa nuova categoria dello spirito politico deve lasciare spazio alla sua più concreta e meno appariscente anima trasformista/opportunista. In fondo, è un tipo di politico giovane e concreto, e sa che per poter tornare a guardare dritto in camera, occorre perlomeno tornare alla Camera.

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