Luigi Di Maio (M5S): perché difendiamo il Senato e il bicameralismo

Il vicepresidente grillino della Camera scrive al Corriere della Sera


Ieri, ma anche nei giorni scorsi, Renzi aveva pungolato Grillo accusandolo di contraddizioni nella sua difesa del Senato, contro la riforma che ieri ha varato il Cdm. Oggi il vicepresidente grillino della Camera, Luigi Di Maio, in una lettera aperta al Corriere della Sera spiega il motivo della posizione dei pentastellati, che difendono "un virtuoso meccanismo tramite il quale il Parlamento è in grado di ponderare adeguatamente le scelte complesse e delicate che si trova ogni giorno ad affrontare", ovvero il bicameralismo perfetto che la riforma Renzi vuole superare.

Caro direttore,
da quando sono stato eletto deputato ho potuto comprendere che, troppo spesso, in Italia l’agenda delle riforme non è dettata da razionali obiettivi riformatori, ma da luoghi comuni dei quali l’opinione pubblica viene progressivamente convinta con il sapiente ausilio di una «informazione» compiacente.

Esordisce così Di Maio, annoverando tra i luoghi comuni quello che i problemi istituzionali del nostro sistema parlamentare siano causati dal bicameralismo perfetto, ovvero l'assoluta parità tra le due Camere in fatto di legislazione.

Questa argomentazione scarica ingiustamente sul sistema istituzionale le inefficienze di una classe politica frammentata

Come esempio, Di Maio ricorda che sono numerosi i casi di leggi approvate in prima battuta da una Camera e per le quali la maggioranza ritiene necessaria una seconda lettura nell'altro ramo del Parlamento. Tra queste, la legge elettorale. Ma c'è anche un altro motivo per cui il M5S è contrario alla riforma così come presentata dal governo.

L’automatica equivalenza tra una frettolosa delibera della Camera dei deputati e l’entrata in vigore di una legge comporterebbe la necessità di continui nuovi interventi correttivi con un conseguente e ulteriore deterioramento della qualità della legislazione

Prosegue Di Maio con una frecciata alla politica, che quando vuole è in grado di far passare leggi a tempo di record nonostante il bicameralismo perfetto, e fa l'esempio del lodo Alfano, approvato nel 2008 in soli 20 giorni.

La Costituzione e i Regolamenti parlamentari vigenti contengono gli strumenti che consentono ad una maggioranza parlamentare di legiferare in tempi rapidi

di maio la7

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