Elezioni 2013 - Monti-bis: a chi conviene?

Una sola cosa è certa: non si può fare a meno delle elezioni. Questo - per fortuna - l'hanno ripetuto tutti, da Bersani, ad Alfano e pure il Bobo Maroni della rinnovata Lega Nord. Ragion per cui il ritornello del Mario Monti premier anche dopo il 2013 passa da una precondizione: il professore si deve candidare. Peccato solo che lui non ne abbia intenzione: sicuramente non si vede nelle vesti del politico candidato che gira l'Italia in campagna elettorale, rispondendo a tono agli insulti e assalti dei competitor, dando tutto se stesso nell'arte dell'hand shaking, baby kissing, ecc. ecc. Francamente, difficile vedere uno come Monti nell'arena elettorale.

E infatti Monti l'ha anche detto chiaramente: "Sono disposto a servire il paese in condizioni eccezionali". E' chiaro cosa significa: se l'Italia sarà in una situazione drammatica e se i partiti sono disposti a prolungare la durata della legislatura - o al limite formare un grande coalizione che possa essere l'unica possibile vincitrice (e quindi con una campagna elettorale praticamente inesistente) - allora Monti è a disposizione. Altrimenti no. Ma se tutti tranne Fini e Casini sono contrari a questo scenario, di cosa continuano a parlare i due fondatori del defunto Terzo Polo?

E' vero: il Pdl tentenna. Qualche tentazione di mettersi anche lui in fila con il cappello in mano per chiedere a Monti di avere la bontà di proseguire ce l'ha. Anche perché permetterebbe a un partito morto e sepolto di tirare a campare qualche mese ancora. Ma insomma, la cosa è difficile. E quindi a fare pressioni su Monti restano Fini, Casini, l'Assemblea dei mille e il progetto di una Lista Civica Nazionale con la benedizione di Montezemolo. Ce la possono fare? E soprattutto, perché sono così insistenti?

Molti hanno notato come sarebbe impossibile portare a casa la vittoria elettorale per i partiti pro-Monti se gli altri (Pd, Pdl) presentano i loro candidati premier. Fli e Udc assieme arrivano a malapena al 9%. Aggiungeteci pure il - ancora sconosiuto - bacino elettorale di Montezemolo, di certo non può bastare. Il fatto è che quello che sembra un limite in verità per Fini e Casini è un sogno. La questione non è come fanno a pensare di portare Monti di nuovo a Palazzo Chigi con i loro pochi voti. Al contrario, la questione è quanti voti in più prenderebbero avendo Monti come candidato premier. E' chiarissimo: il professore è odiato da molti, ma molto stimato da una parte importante della popolazione. Se lui fosse il portabandiera del nuovo Terzo Polo - o comunque lo si voglia chiamare - i voti di Fli e Udc esploderebbero. Non ci sono dubbi. E probabilmente è questa la ragione per cui Fini e Casini continuano nel loro asfissiante pressing. Facendo finta di non sentire quello che Monti continua a ripetere.

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