Svuota carceri: via libera della Camera alle pene alternative

La discussione sulla svuota carceri è in corso. Ecco i punti principali della legge delega.

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13.58 Alcune precisazioni importanti stanno emergendo riguardo alla Svuota carceri. La legge in questione è infatti una legge delega, il che significa che il via libera della Camera di oggi non è un via libera alla legge, ma alla legiferazione della legge da parte del governo. In pratica il Parlamento dà l'incarico al governo di varare la legge in questione. La legge delega è infatti "una legge approvata dal Parlamento che delega il governo a esercitare la funzione legislativa su di un determinato oggetto".

Qual è allora il ruolo del Parlamento e cos'ha varato oggi? Lo chiarisce Wikipedia, nella parte in cui spiega come "nella legge delega devono essere fissate obbligatoriamente alcune indicazioni minime, dette contenuti necessari:
un oggetto definito; un tempo massimo entro il quale promulgare il decreto legislativo; una serie di principi e criteri direttivi ai quali il decreto legislativo deve attenersi; eventualmente, una serie di norme procedurali che impongono al governo di sottoporre lo schema del decreto a determinati organi competenti (parere obbligatorio ma non vincolante). Oltre i 24 mesi di durata della delega, il parere delle competenti commissioni parlamentari diventa obbligatorio anche se non direttamente richiesto dal testo della legge". E in effetti la proposta di legge si intitola: "Delega al Governo in materia di pene detentive non carcerarie e disposizioni in materia di sospensione del procedimento con messa alla prova e nei confronti degli irreperibili".

Le misure della Svuota carceri

12.05 Via libera della Camera alla misura alternativa al carcere. Il voto favorevole è arrivato con 332 voti a favore a 104 contrari, 22 astenuti. Hanno votato contro M5S, Lega e Fratelli d'Italia.

Lo svuota carceri si appresta a diventare legge dopo un lungo percorso. Oggi la Camera darà il via libera definitivo alle misure contenute del decreto legge, che dovrebbe portare a un miglioramento della situazione nelle carceri inaugurando la messa in prova per chi viene accusato per la prima volta per un reato punibile fino ai 4 anni. Condannati che potranno scegliere strade diverse dal carcere, come lavori socialmente utili e un percorso di riabilitazione. Al termine del percorso, il reato sarà estinto e non si terrà il processo.

Ma all'interno del decreto legge ci sono altre due norme molto attese da alcuni e molto contestate da altri: la cancellazione del reato di clandestinità e la depenalizzazione della coltivazione di piante di marijuana. Ecco i punti principali dello svuota carceri.

I braccialetti elettronici diverranno la norma, non più l'eccezione. Se fino a oggi, nel momento in cui il giudice disponeva gli arresti domiciliari, i braccialetti venivano prescritti solo se "necessari", da oggi dovranno essere prescritti sempre. L'eccezione, al contrario, sarà una valutazione di merito che escluda la necessità del loro utilizzo.

Il piccolo spaccio sarà punito con meno severità. Cercando così di evitare quelle pene sproporzionate che erano spesso causate dal "bilanciamento delle circostanze", in cui le aggravanti, per esempio la recidiva, portavano a pene molto pesanti. Cade anche il divieto di non affidare ai servizi sociali il tossicodipendente che sia già stato loro affidato più di due volte, mentre i minori tossicodipendenti e accusati di piccolo spaccio si possono applicare le misure cautelari con invio in comunità. Si ripristina anche una differenza sostanziale tra droghe pesanti e leggere, "unificate", invece, nella legge Fini-Giovanardi.

L'affidamento in prova ai servizi sociali arriverà anche per chi è condannato a 4 anni di pena massimi (ma anche residui). Per reati puniti con reclusione fino a 4 anni o pena pecuniaria o per i quali è prevista la citazione diretta a giudizio, l'imputato può chiedere la sospensione del processo con messa alla prova. La misura consiste in lavori di pubblica utilità, con l'affidamento al servizio sociale per lo svolgimento di un programma di recupero. Se l'esito è positivo, il reato si estingue.

I domiciliari diventano una misura con carattere permanente. Secondo la delega, i domiciliari dovranno diventare pena principale da applicare in automatico a tutte le contravvenzioni attualmente colpite da arresto e a tutti i delitti il cui massimo edittale e' fino a 3 anni. Se invece la reclusione va da 3 a 5 anni, sara' il giudice a decidere tenendo conto della gravita' del reato e della capacita' a delinquere.

I detenuti stranieri saranno espulsi invece che incarcerati, non solo chi deve scontare 2 anni di pena, ma anche chi è condannato per delitti che sono inseriti nel testo unico sull'immigrazione, sempre che la pena non sia superiore a 2 anni, e per chi è condannato per rapina o estorsione aggravata.

Un ulteriore approfondimento si può trovare qui.

A member of the Italian Carbiniere stand

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