Il Movimento 5 Stelle e il voto sul reato di clandestinità

Il voto contrario alla Svuota carceri e il referendum di qualche mese fa. Che cos'è successo?

18.32 Il deputato Tancredi Turco ha spiegato la linea tenuta dal Movimento 5 Stelle parlando a Giornalettismo: "Abbiamo votato a favore sul singolo emendamento che prevedeva l’abolizione del reato di clandestinità, così come abbiamo votato contrari ad alcuni emendamenti Lega che prevedevano il ripristino del reato. Sul provvedimento in generale abbiamo votato contro perché c’erano tante cose che non ci convincevano".

I dubbi del Movimento 5 Stelle sul reato di clandestinità

La legge delega Svuota carceri è stata approvata al Senato, e - come hanno recitato le agenzie di stampa - "il voto favorevole è arrivato con 332 voti a favore a 104 contrari, 22 astenuti. Hanno votato contro M5S, Lega e Fratelli d’Italia". Fin qui niente di strano, visto che non è certo la prima volta che il Movimento 5 Stelle vota contro un provvedimento sostenuto dalla maggioranza, anzi. E però qualcosa non torna, se si torna indietro di qualche mese e si va a vedere quanto era successo nel M5S in materia di reato di clandestinità.

Riassumiamo rapidamente: nell'ottobre 2013 due senatori del Movimento 5 Stelle proponevano (e ottenevano) in commissione Giustizia un emendamento che portasse alla depenalizzazione del reato di clandestinità. Apriti cielo, subito Beppe Grillo dal blog tuonava contro l'emendamento in questione, facendo sapere come posizioni di questo tipo avrebbero portato il movimento a percentuali da prefisso telefonico e come, comunque, la cosa non fosse stata concordata con i capi e non fosse nel programma presentato agli elettori.

La cosa aveva creato parecchio caos all'interno del M5S. Ma se n'era usciti, tutto sommato, nel modo migliore: con un referendum tra gli iscritti (siamo nel gennaio di quest'anno) per decidere il da farsi. Sconfessando la linea di Grillo & Casaleggio, i militanti pentastellati avevano deciso che si sarebbe votato a favore della depenalizzazione del reato di clandestinità. Caso chiuso e amici come prima. O no?

Il fatto è che tra le varie misure dello Svuota carceri, c'è anche la norma che prevede di "lasciare penalmente rilevante solo il reingresso in violazione di un provvedimento di espulsione". Stiamo parlando quindi proprio depenalizzazione del reato di clandestinità, quella norma quindi che aveva avuto il via libera dagli iscritti. Ora: forse il Movimento 5 Stelle - dovendosi votare un pacchetto di misure al cui interno ci sono anche le pene alternative al carcere, la depenalizzazione della coltivazione di marijuana e altre cose - non era d'accordo su altre questioni. Resta però la sensazione che il voto degli iscritti sia stato tradito, come confermano le parole pronunciate in aula dal deputato Tancredi:

Non siamo d’accordo anche di fronte alla previsione di una generalizzata trasformazione in illeciti amministrativi di molti reati oggi puniti con pene detentive e della totale depenalizzazione per altri reati. Per molti di questi reati riteniamo eccessiva l’abrogazione completa poiché provocherebbe uno scenario di assoluta liceità di comportamenti che sino ad oggi vengono sanzionati penalmente.

Tra queste "trasformazioni in illeciti amministrativi" c'è anche il reato di clandestinità. E quindi? La sensazione è che il fatto che il voto finale si sia tenuto alla Camera (dove la pattuglia M5S è molto più compatta e fedele al dettato di Grillo) abbia inciso non poco sulla questione. Resta da capire come questa vicenda si concili con il rispetto della volontà dei militanti del Movimento 5 Stelle.

La cosa non è sfuggita alla rete, che sulla questione sta montando un caso:




Dalle parti del Movimento 5 Stelle, per il momento, tutto tace.

Iscritti MoVimento 5 Stelle hanno votato su reato clandestinità

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