USA 2012: Obama in vantaggio nei sondaggi, ora tocca ai dibattiti


A poco più di quattro settimane dal voto del 6 novembre, la corsa presidenziale entra nel vivo: i sondaggi sugli stati chiave cominciano a dare un volto ai possibili risultati elettorali e nella notte di mercoledì, a Denver, Barack Obama e Mitt Romney si affronteranno per il primo dibattito televisivo, cui ne seguiranno altri due e uno tra i candidati vicepresidenti. Una tradizione delle campagne presidenziali americane, che però solo raramente incide in maniera sostanziale sul risultato finale delle elezioni.

Solo in due occasioni i dibattiti presidenziali hanno cambiato il trend dei sondaggi: nel 1960, quando J.F. Kennedy, grazie al suo aspetto sorridente e giovanile, superò di quattro punti Richard Nixon a cui era appaiato nelle proiezioni precedenti, e nel 2000. In quell'occasione, un po' a sorpresa, George W. Bush vinse la sfida dei dibattiti nonostante non fosse un grande oratore e il suo avversario, Al Gore, fosse più abituato a quel tipo di scontri. Ma proprio l'eccessiva sicurezza giocò un brutto tiro a Gore, che apparve troppo condiscendente e impaziente nei confronti dell'avversario, tanto da perdere il vantaggio che aveva nei sondaggi fino ad arrivare al risultato che tutti sappiamo. Ora i consiglieri di Romney sperano che la storia si ripeta.

"Bush non era molto lontano da dove si trova Romney adesso" ha detto al New York Times un sondaggista repubblicano. E in effetti Gore all'epoca era avanti di quasi cinque punti, proprio come adesso Obama, che secondo la media di Pollster è al 48,6% contro il 44,5% del rivale. E i repubblicani sperano che il presidente si presenti in tv troppo fiducioso in se stesso e non riesca a tenere testa a Romney, sebbene nel 2008 Obama sia uscito vincitore da tutti i dibattiti con John McCain. Ma anche se ci dovesse essere un recupero di Romney - che viene da due settimane disastrose a causa delle sue gaffe, prima sul "47% degli americani" e poi sui finestrini degli aerei - sarà importante vedere in quali stati avverrà questo recupero.

Infatti l'ultima settimana ha visto Obama conquistare un serio vantaggio in tre dei principali stati chiave ancora in bilico: Ohio, Florida e Virginia. In tutti questi stati il distacco con Romney è tra i 4 e i 9 punti, con un trend positivo, solo un tracollo senza precedenti potrà invertire la tendenza. A spingere Obama, gaffe di Romney a parte, è il consenso della popolazione anziana nei confronti del programma Medicare (la riforma sanitaria che prevede l'assistenza per gli over 65), che i repubblicani vorrebbero cambiare. Circa il 60% degli elettori nei tre stati chiave ha dichiarato di voler mantenere il sistema Medicare, mentre proprio la scorsa settimana il candidato alla vicepresidenza per Romney, Paul Ryan, ha ribadito la volontà di abolirlo. Un boomerang per i repubblicani, che hanno usato il tema della riforma sanitaria in campagna elettorale, e l'hanno fatto diventare uno dei più sentiti per gli elettori, alle spalle delle crisi economica.

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