Rapporto shock dell'Unicef sui bambini in Grecia: 35% a rischio povertà

A migrant gives food donated by activist
Lo scorso anno, l'attuale ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, rilasciò una dichiarazione netta sulle politiche di austerity al Wall Street Journal: "Il dolore sta producendo risultati". Rileggere questa affermazione, dopo la presentazione dell'ultimo rapporto dell'Unicef sulla situazione dei bambini in Grecia (The State of Children in Greece 2014), lascia un profondo senso di sgomento e di rabbia.

Lo studio, presentato ieri presso l'agenzia delle Nazioni Unite per l'infanzia, offre un quadro agghiacciante. Se si volesse riassumerlo con poche parole, si potrebbe semplicemente dire che la condizione dei minori, in Grecia, si è progressivamente deteriorata negli ultimi anni a causa della riduzione delle prestazioni sociali, dell'aumento delle barriere di accesso alla protezione sanitaria e dell'incremento della disoccupazione dei genitori.

Nel rapporto si evidenzia che, rispetto al 2012, il numero di bambini a rischio povertà o di esclusione sociale è cresciuto di 686.009 unità (35,4% del totale). Inoltre, il numero di minori che vivono in famiglie con madre e padre disoccupati è salito di 292.000 unità e costituisce il 13,2% del tale (+ 204.000 rispetto al 2008).

Le condizioni alimentari sono allarmanti. Il 74,1% delle famiglie povere con figli e il 29,5% delle famiglie non povere con figli hanno dichiarato la loro impossibilità a coprire i costi di una dieta bilanciata. Le cause delle carenze nutrizionali per i minori vanno rintracciate nelle spese che si sono fatte insostenibili. E, infatti, in molti non ce la fanno più a pagare. Ricordiamo, a tale riguardo, che all'inzio dell'anno, ad Atene, si registravano 8 condomini su 10 privi di forniture di gasolio (si ricorre alle stufe a legna). Inoltre, 300 mila famiglie sono state private della fornitura elettrica, perché non ce l’hanno fatta a saldare la tassa sulla casa.

Infine, a questi numeri, si deve aggiungere che la a mortalità infantile nei primi mesi di vita dei bambini è aumentata del 43% in Grecia. Una strage di innocenti, causata dai tagli alla sanità e dalla povertà diffusa, che si traduce in denutrizione per le donne in stato di gravidanza. Intanto il governo del cristiano Samaras, dopo l'approvazione di una legge quadro sulla deregolamentazione dei mercati e la ricapitalizzazione delle banche, pensa a tornare sui mercati entro giugno. Magari stringendo un nuovo accordo con il Fondo Salva Stati (che potrebbe coprire parte delle emissioni).

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