Ddl anticorruzione: i nuovi emendamenti "salva-Ruby" del Pdl


Il presidente del Senato Schifani non ha fatto in tempo ad assicurare una corsia preferenziale per il passaggio in commissione e in aula del decreto legge anticorruzione, che il Pdl ha subito depositato tre nuovi emendamenti. Emendamenti che riguardano il reato di concussione e introducono nella forma solo piccole modifiche - una parola qui, un aggettivo lì - ma che sostanzialmente andrebbero a incidere in maniera decisiva su alcuni procedimenti in corso, e in particolare sul processo contro Silvio Berlusconi per il caso Ruby.

Non è la prima volta che il centro-destra, dall'inizio del governo Monti e dell'iter parlamentare del ddl contro la corruzione nella Pubblica amministrazione, presenta emendamenti ad personam per arrivare a un annullamento del processo di Milano per il caso Ruby, evidentemente quello che preoccupa di più il Cavaliere. Ci aveva già pensato il deputato Sisto alla Camera, presentando una proposta che intendeva cambiare la definizione stessa del reato di concussione, limitandolo solo al caso in cui ci sia un danno patrimoniale. Adesso ne spuntano altri tre a firma dei senatori Montagna e Galloni. Vediamo cosa prevedono.

Quello che inciderebbe di più sul processo Ruby (ma anche su decine di altri processi che con Berlusconi non hanno nulla a che vedere) è l'emendamento 19.24 che cambia la natura del reato. Attualmente il codice penale recita, all'articolo 317

Il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio che, abusando della sua qualità o dei suoi poteri, costringe o induce taluno a dare od a promettere indebitamente, a lui o a un terzo denaro od altra utilità, è punito con la reclusione da quattro a dodici anni

Il Pdl ha già diminuito alla Camera la detenzione, che ora va da tre a otto anni, ma l'emendamento incriminato prevede di sostituire il termine "altra utilità" con "altro vantaggio patrimoniale". Cosa significa? Che per avere il reato di concussione, il concussore dovrà ricevere denaro o altro vantaggio patrimoniale, e non di altra natura come, per esempio, favori sessuali. Ed ecco che, come per magia, Berlusconi non sarebbe più imputato a Milano, perché da Ruby non ha ricevuto utilità patrimoniali.

Gli altri emendamenti sono ancora più "chirurgici": nello stesso articolo, il termine "indebitamente" sarebbe sostituito con "illecitamente", restringendo così il campo di azione dei magistrati, che dovrebbero dimostrare che la condotta del Cavaliere non è stata solo indebita ma anche illecita; e il termine "induce" dovrebbe essere sostituito da "determina", altra sottigliezza che dovrebbe complicare la vita ai giudici.

E adesso? Il percorso a ostacoli del ddl è ben lontano dal traguardo, nonostante tutti a parole dicano di volerlo approvare. Ora per il governo diventa sempre più urgente decidere se optare per il normale passaggio in aula, con il rischio che gli emendamenti del Pdl vengano approvati, o forzare il blocco e porre la fiducia sul testo del ministro Severino, col rischio di finire in minoranza.

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