Elezioni Europee 2014 | Pe chiede dimissioni di Schulz da Presidente

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Elezioni Europee 2014. Ieri il Parlamento europeo, con una maggioranza di 339 deputati, ha invitato Martin Schulz a dimettersi da presidente dell'assemblea. Il candidato alla presidenza della Commissione per i Socialisti e Democratici non l'ha presa bene e si è avvalso di un "trucco procedurale" per togliersi dall'impiccio.

I deputati, appartenenti a vari gruppi, hanno chiesto al socialdemocratico tedesco di fare un passo indietro dalla sua funzione attuale perché in palese conflitto di interessi con il ruolo assunto nella campagna elettorale in corso. In sostanza l'accusa è quella di utilizzare il budget di servizio a fini politici e privati. A questa pesante accusa si è aggiunta anche quella di nepotismo.

Nella risoluzione, votata in plenaria, si chiedeva la formale separazione del "doppio ruolo", per evitare che siano i contribuenti a pagare spese che dovrebbero essere di competenza di Schulz o dei Socialisti e Democratici. Inoltre, nel testo si richiedevano anche informazioni dettagliate sulle modalità con le quali il presidente del Parlamento Ue avrebbe tenuto distinta la gestione amministrativa dalla sua campagna di candidato alla Commissione. Nello specifico, la questione è stata posta riguardo ai costi dei suoi viaggi e alle funzioni del personale del suo Gabinetto e degli uffici esterni del Parlamento.

Non è finita qui. Al presidente del Parlamento è contestata una vera e propria gestione padronale della sua carica. Ingeborg Grassle (Ppe Germania) aveva già contestato, il mese scorso, le nomine riguardanti 5 funzionari dello staff privato di Schulz. Questi sono stati destinati a incarichi "sensibili", come quella di direttore del Parlamento di Bruxelles. Tali provvedimenti sono considerati da molti membri del Parlamento di Strasburgo come politici e incompatibili con il ruolo neutro ricoperto dallo stesso Schulz.

Ieri, la stessa Grassle ha rincarato la dose. Come riportato da EuraActive , ha dichiarato: "La Ue non ha bisogno di un presidente che non fa distinzione tra campagna elettorale e il suo ruolo. Schulz si aggrappa disperatamente al suo posto. Altri Commissari europei, candidati a maggio, si sono sospesi dalle loro funzioni",

Il presidente del parlamento non ha ritenuto, però, di tornare sui suoi passi e si è avvalso di un escamotage: ha stralciato dal testo sul budget la parte inerente al suo caso. Una procedura, legittima, ma del tutto inusuale, che dà il diritto al Presidente di "far saltare" un paragrafo del provvedimento messo a votazione. In segno di protesta, il Parlamento ha deciso allora di rinviare la votazione a metà aprile (l'ultima plenaria della legislatura).

Intanto, il socialdemocratico tedesco è al centro di un'altra polemica. Schulz ha trasformato il suo account Twitter da presidente del Parlamento europeo, che conta più di 80.000 follwers, in quello di candidato alla presidenza della Commissione dei socialisti e democratici. Procedura, questa, giudicata non proprio trasparente.

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