Elezioni Europee 2014 | Tsipras, scelte di Renzi: "autoritarie e neoliberiste"

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Elezioni europee 2014. Oggi pomeriggio, il candidato alla Commissione europea per Sinistra Unita, Alexis Tsipras, in collegamento da Atene, è stato intervistato da Lucia Annunziata nella trasmissione in Mezz'ora. Presenti in studio anche la giornalista e garante della lista L'Altra Europa con Tsipras, Barbara Spinelli.

Il leader del partito di sinistra greco, Syriza (primo nei sondaggi in Grecia), è entrato nel merito delle vicende riguardanti la politica nostrana, senza mai cedere in polemiche qualunquiste. Quando Tsipras parla d'Italia, lo fa sempre con un obiettivo preciso: lanciare un nuovo progetto politico per l'Unione Europea. E' stato così sia al Teatro Valle a Roma sia all'incontro di Palermo del 3 aprile.

Forse uno dei punti, che è emerso con maggior forza dall'intervista di oggi, è il nesso profondo che il leader ellenico individua tra la riapertura dei processi decisionali all'interno della Ue e i temi economici. E' proprio alla luce del nesso democrazia-diritti che Tsipras, sollecitato da Annunziata, ha commentato l'operato del nostro premier:

"Sto seguendo con molto interesse Renzi, che ha mostrato dinamismo sulle tasse, ma che sulle politiche del lavoro rimane ancorato a un nocciolo essenzialmente neoliberista. E questo, lo abbiamo visto, non funziona [...] Le scelte autoritarie in stile Renzi vanno a braccetto con le politiche europee. È successo anche in Grecia. Le nostre costituzioni ci proteggono da questi cambiamenti autoritari in stile neoliberista"

Insomma, per Tsipras può destare interesse una certa riduzione delle imposte, ma tutto il resto non va, è vecchio blairismo, già fallito. Ridurre il costo del lavoro, poi, non è "la misura delle misure", altrimenti "il Bangladesh sarebbe una delle prime economie". Renzi, dunque, sbaglia perché punta ad una radicalizzazione della precarietà, e come dimostrato gli ultimi 15 anni questo approccio si è dimostrato del tutto errato. La svolta sulla flessibilità, aggiungiamo noi, è divenuta ulteriormente chiara a tutti (tranne che alla stampa mainstream) dopo l'incontro con Cameron. Inoltre, Renzi, per Tsipras, è rimasto del tutto prono agli interessi della Merkel. Non basta sforare il rapporto deficit/Pil, come va ripetendo il premier italiano, bisognerebbe imporre riforme radicali.

Per Tsipras i cambiamenti "autoritari" in materia di riforme elettorali e costituzionali del Pd sono in linea con la tendenza della Ue degli ultimi anni. Aumentano il "finto" decisionismo interno (visto che sono le elite sovranazionali a decidere) e tagliano fuori le categorie più deboli dalle scelte importanti. L'opposizione vera in Europa è tra il liberismo social democratico e conservatore (che si appoggia in momenti di crisi, per autoconservarsi, al populismo xenfobo) e le forze sociali e democratiche. Queste ultime devono essere, per il leader di Syriza, fortemente europeiste. Ovvero devono avere la forza di ridisegnare un'Unione Europea non più "commissariata" dalla Troika.



Tsipras dice la sua anche sul Movimento 5 Stelle:

Anni fa abbiamo guardato al fenomeno Grillo con simpatia perché era figlio della rabbia dei cittadini italiani, ma la rabbia da sola non basta. Grillo fa finta di non capire l'importanza della realtà europea"

Come puntualizza Barbara Spinelli, con Grillo si può dialogare sul tema del debito e sugli eurobond, ma non sull'uscita dall'euro: tornare ad una lira in balia del dollaro e del marco non serve. Il problema, se mai, è quello di riformulare le politiche monetarie, tutte a vantaggio della Germania.


Infine, rileviamo che Tsipras, a differenza di altri leader di sinistra europea mostra un atteggiamento fiero, di chi fa sul serio. Come ha evidenziato oggi, Syriza andrà al governo alleandosi con altre forze. Insomma, nella sua visione, la sinistra non è qualcosa da relegare alla testimonianza o al mondo dei sogni. La sinistra deve governare perché ce n'è una grande necessità. E ad Annunziata che gli ha ricordato che il quotidiano tedesco Der Spiegel lo ha definito "il pericolo numero uno dell'Europa", ha risposto serafico di essere onorato del titolo, se ciò vuol dire essere pericoloso per i banchieri e il grande capitale.

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