Grillo comes back: sotto accusa la modifica della legge elettorale per le europee

Che la Casta cominci a tremare! Grillo è tornato. E, pronto a scuotere nuovamente il Palazzo per ergersi a paladino dei cittadini indifesi, mette sotto accusa, stavolta, la proposta di modifica della legge elettorale per le Europee avanzata dal Pdl. Berlusconi e i suoi collaboratori, infatti, stanno pensando, proprio in questi giorni, che le regole del gioco per l'accesso all'Europarlamento vanno cambiate. Così: eliminazione delle preferenze e sbarramento al 5%. L'accusa del comico genovese? "Vogliono toglierci ogni voce".

Per Grillo si tratta di "due bastardate": "La prima perpetua la nomina da parte dei segretari di partito dei Carra, dei Dell'Utri, delle Carfagne e delle Serafini anche in Europa. La seconda impedisce alle minoranze di essere rappresentate". Perchè la verità - sostiene - è che "vogliono rimanere in due, Pdl e Pdmenoelle" costruendo "un tetto" che "serve solo a fare fuori tutti gli altri".

In realtà - e lo dimostra l'intervista a Gianni Pittella (capo della delegazione del Pd nel Pse) che trovate qui su PolisBlog - i democratici non sono poi così entusiasti delle intenzioni del premier. Ma Grillo fa di tutta l'erba un fascio: "Al Parlamento Europeo non esiste il problema della governabilità sbandierato da Veltrusconi". Veltrusconi? Ma se Veltroni è stato il primo a dire che una modifica come quella proposta dal premier era inaccettabile!
Abbiamo capito: vuoi vedere che anche i grillini sono interessati a uno scranno a Bruxelles?

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