Ucraina, le trattative con la Russia proseguono. Mercoledì vertice a Minsk

Le ultime notizie su quello che sta accadendo in Ucraina e i risvolti nella politica internazionale.

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8 febbraio 2015 - Proseguono le trattative internazionali tra Russia, Germania, Francia e Ucraina. La videoconferenza di oggi ha portato alla decisione di un incontro faccia a faccia tra i quattro leader, incontro che si terrà mercoledì 11 febbraio a Minsk, in Bielorussia.

Putin ha ribadito più volte di non volere un conflitto armato e anche John Kerry, il segretario di stato USA, ha precisato che non ci sono divisioni, noi siamo uniti, siamo uniti nella diplomazia e lavoriamo insieme, tutti d’accordo sul fatto che non possa esserci una soluzione militare.

La tensione tra i Paesi è tangibile, con gli Stati Uniti che nonostante il parere contrario dell’Europa, Germania in primis, non hanno escluso l’opzione di fornire armi all’Ucraina, convinti che Mosca, che invece continua a negare, rifornisca i ribelli filorussi.

La videoconferenza di oggi non ha portato a qualcosa di concreto, ma il nuovo appuntamento fissato lascia ben sperare sul fronte di un cessate il fuoco che, pur essendo stabilito nel settembre scorso, non è stato rispettato.

Solo nelle ultime ore i bombardamenti nei dintorni di Donetsk, roccaforte dei separatisti filorussi, hanno provocato 8 morti e il ferimento di almeno una decine di persone.

Ucraina, Putin precisa: "La Russia non vuole combattere con nessuno"

16.00 - E’ stata l’agenzia di stampa RIA Novosti a riportare poco fa le parole del presidente russo Vladimir Putin, che ha indirettamente risposto alle dichiarazioni di Hollande a proposito di una possibile guerra con la Russia.

Contro la Federazione Russa non c’è una guerra, ma un tentativo di contenere lo sviluppo del nostro Paese con una varietà di mezzi.

Putin, parlando al nono Congresso dei sindacati russi a Sochi, ha precisato che la Russia non vuole combattere con nessuno e che intende “collaborare con tutti”.

Non è chiaro, alla luce delle dichiarazioni dei tre capi di Stato, che piega prenderanno le trattative iniziate nei giorni scorsi e intensificatesi durante il lungo colloquio di ieri al Cremlino. Quello che è certo è che resta comunque confermata la telefonata di domani tra Angela Merkel, Francois Hollande, Petro Poroshenko e lo stesso Putin.

11.20 - In attesa del colloquio telefonico in programma per domani, domenica 8 febbraio, la cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente francese Hollande si dimostrano cauti. Oggi, intervenendo alla conferenza internazionale di sicurezza in corso a Monaco di Baviera, Merkel ha precisato:

Dopo i colloqui di venerdì posso dire che è incerto che questi abbiano avuto successo, ma ha certamente avuto valore il tentativo.

Vogliamo forgiare la sicurezza dell’Europa insieme, anche con la Russia, mantenendo la sicurezza e l’ordine. È fondamentale per affrontare sfide internazionali, come la proliferazione delle armi di distruzione di massa o il terrorismo.

E, ancora:

L’Europa vuole lavorare alla sicurezza con la Russia, non contro. Se è vero che la soluzione non può essere militare, fornire armi non è la soluzione.

Il Presidente francese, dopo le cinque ore di colloquio con Putin, è stato più conciso:

Se falliamo, sappiamo che c'è un solo scenario all'orizzonte... E si chiama guerra.

Sabato 7 febbraio 2015 - A poche ore dalla conclusione della trattativa tra i tre capi di Stato, resta confermato il proseguo dei colloqui via telefono. Angela Merkel e Francois Hollande hanno lasciato la Russia, ma domani risentiranno Vladimir Putin telefonicamente insieme al presidente ucraino Petro Poroshenko.

Ucraina: Merkel, Hollande e Putin si risentono domani per telefono

23:35 - L'incontro tra Vladimir Putin, Angela Merkel e François Hollande è andato avanti anche dopo cena. A sorpresa sono rimasti a parlare, in pratica il vertice in totale è durato ben cinque ore. Il portavoce del Cremlino, Peskov, ha detto che i tre leader hanno definito l'incontro "costruttivo", ma di fatto non è stato raggiunto alcun accordo e si sono dati appuntamento domenica per telefono.

21:10 - L'incontro al Cremlino tra Vladimir Putin, Angela Merkel e François Hollande è durato tre ore e secondo i media russi è stato incentrato su un piano di pace che i leader di Germania e Francia hanno presentato al Presidente russo e che prevederebbe un immediato cessate il fuoco con l'Ucraina, un arretramento dei mezzi armati pesanti e il possibile invio di un contingente di pace internazionale che potrebbe includere anche i caschi blu dell'ONU. Non includerebbe invece una nuova linea di contatto che tenga conto della recente espansione dei territori controllati dai ribelli né il riconoscimento di uno status speciale per il Donbass. Già stamattina Angela Merkel aveva spiegato che il piano franco-tedesco non prevede concessioni territoriali ai ribelli filo-russi.

Venerdì 6 Gennaio - Fonti vicine ai separatisti filorussi riferiscono dell'apertura di un corridoio umanitario nella zona di Debaltseve. La misura, che comprende una tregua dalle 9 alle 18 di oggi, sarebbe stata disposta in seguito ad un accordo con il governo di Kiev.

Con ogni probabilità, l'apertura del corridoio è il primo effetto dell'incontro di ieri tra Francois Hollande, Angela Merkel e il Presidente ucraino, Petro Poroshenko. Il summit è durato 5 ore e sono state discusse anche le possibilità di sviluppo del dialogo "nel formato di Normandia" (Ucraina, Russia, Francia e Germania). Oggi il premier francese e la Cancelliera vedranno Vladimir Putin a Mosca. Il vertice dovrebbe iniziare alle 17 locali, le 15 in Italia.

Colpito ospedale a Donetsk

Mercoledì 4 febbraio 2015, ore 14.53 - Mentre Federica Mogherini, Alto commissario Ue agli esteri, da Bruxelles invocava nuovi colloqui di pace per stabilire una pace duratura tra le parti e cominciare a entrare nel merito del separatismo ucraino, alcuni razzi lanciati dall'esercito di Kiev contro la città di Donetsk, roccaforte dei ribelli filorussi e "capitale" dell'autoproclamata repubblica indipendente, hanno colpito l'ospedale 27 della città.

Secondo le autorità separatiste, i morti accertati sono almeno 5, ma tra le macerie si ritiene ce ne siano altri 10, oltre a numerosi feriti. Danneggiate in città pure alcune scuole e asili.

Ucraina, ancora scontri

Lunedì 2 febbraio 2015 - Non si fermano gli scontri nell'est della Ucraina, nelle ultime 24 ore ci sono stati nuovi violenti scontri nella regione del Donetsk. Un portavoce dell'esercito ucraino riferisce che 5 soldati sono morti e 29 sono rimasti feriti in seguito agli attacchi dei ribelli filorussi. Le operazioni di questi ultimi sono incrementate negli ultimi giorni, l'obiettivo è quello di allontanare gli ucraini dalla citta di Debaltseve, centro strategico. Sono olte 100 gli attacchi portati avanti negli ultimi giorni con artigliera, razzi e carri armati.

Prese di mira le postazioni ucraine, ma anche alcune zone residenziali. Da quando sono stati interrotti i colloqui di pace, la guerra nell'est del paese ha subito un nuovo inasprimento. Nel week end sono complessivamente 15 i soldati ucraini che hanno perso la vita, morti anche 13 civili, il dato è stato diffuso da fonti ucraine.

Ucraina, presto nuove sanzioni per la Russia

Sabato 31 gennaio - Secondo quanto riferisce il ministro degli esteri bielorusso e padrone di casa Denis Pushilin i negoziati che sarebbero dovuti riprendere ieri a Minsk sono cominciati in forte ritardo per via di un rifiuto posto dall'Ucraina all'apertura delle trattative di pace.
L'incontro, previsto per ieri ed oggi, doveva vedere intorno al tavolo rappresentati di Kiev, Mosca e dell'Osce, oltre a quelli delle due autoproclamate repubbliche ribelli di Dontesk e Lugansk.

L'oggetto dei negoziati non è di poco conto: al centro del tavolo vi sono infatti la proclamazione immediata di una tregua tra i contendenti e il ritiro di tutte le armi pesanti dalla linea del fronte.

"Nelle ultime 24 ore la situazione si è rapidamente deteriorata nell'est dell'Ucraina. Si registrano vittime e numerosi feriti. [...] Faccio appello all'immediato cessate il fuoco e al pieno rispetto del protocollo di Minsk del 5 settembre 2014 e del memorandum del 19 settembre 2014. [...] Il conflitto in Ucraina non può essere risolto con la forza ma solo con il dialogo, che va ripreso al più presto".

si legge in un comunicato dell'Osce.

Venerdì 30 gennaio - Le ostilità in Ucraina non cessano e, come dichiarato negli scorsi giorni dal Parlamento ucraino, la Russia continua a essere un “Paese aggressore”: i cessate il fuoco sono più che altro di facciata e morti e violenze proseguono nonostante sia calata l’attenzione dei media internazionali.

La Casa Bianca ha reso noto ieri che potrebbero essere annunciate a breve nuove sanzioni economiche nei confronti della Russia. Il presidente Petro Poroshenko ha inviato una lettera all’omologo russo Vladimir Putin chiedendo il rispetto degli accordi di Minsk e la liberazione della pilota ucraina Nadia Savcenko, prigioniera dei separatisti dallo scorso anni. Intanto dodici persone (di cui sette civili) sono state uccise nei bombardamenti che hanno colpito Donetsk, la roccaforte dei separatisti del sud est nelle ultime 24 ore. I separatisti del sud-est sostengono intanto di aver conquistato la cittadina di Uglegorsk e di aver così concluso l'accerchiamento dei reparti di Kiev nella zona di Debaltseve.

Ucraina, la Nato convoca una riunione straordinaria

Lunedì 26 gennaio 2015 - È stata convocata oggi una riunione straordinaria della Commissione Nato-Ucraina e intanto il presidente della Russia Vladimir Putin ha dichiarato che Kiev si rifiuta di seguire la via "della soluzione pacifica".
Il ministero degli Esteri Lavrov, inoltre, ha detto che nei prossimi giorni ci potrebbero essere dei contatti tra i separatisti e le autorità ucraine.

Intanto oggi a Zasyadko, nella regione orientale di Donetsk, circa 500 minatori sono rimasti intrappolati nel pozzo di un impianto per l'estrazione di carbone perché un colpo di cannone ha messo ko un generatore elettrico e gli ascensori e l'impianto d'aria sono rimasti bloccati poiché funzionano se alimentati dall'elettricità.

30 morti a Mariupol. Papa Francesco: “Basta ostilità”


25 gennaio 2015

- Papa Francesco ha speso oggi qualche parola sulla drammatica situazione in Ucraina, lanciando un appello subito dopo l’Angelus:

Seguo con viva preoccupazione l’inasprirsi degli scontri nell’Ucraina orientale, che continuano a provocare numerose vittime tra la popolazione civile. Mentre assicuro la mia preghiera per quanti soffrono, rinnovo un accorato appello perché si riprendano i tentativi di dialogo e si ponga fine ad ogni ostilità.

Poche ore fa la situazione a Mariupol si è aggravata ulteriormente. Gli attacchi dei ribelli sono continuati e il bilancio dei morti è salito a 30.

Ucraina, 20 morti a Mariupol: offensiva dei separatisti

Sabato 24 gennaio - Il bilancio del bombardamento a Mariupol, ultimo bastione in mano a Kiev nella regione di Donetsk, parla di 20 morti e oltre 70 feriti. La causa sarebbe in un bombardamento che viene attribuito ai ribelli filorussi, che avrebbero colpito la città con razzi Grad centrando un mercato. Sarebbe in corso un'offensiva dei separatisti.

Venerdì 23 gennaio 2015


13:10

- Secondo quanto sostiene l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani sarebbero più di cinquemila le vittime causate dal conflitto tra esercito ucraino e separatisti filorussi nell’est del paese da aprile a oggi. Nel bilancio delle Nazioni Unite sono incluse le 262 persone morte negli ultimi nove giorni, il periodo con più vittime dall’entrata in vigore della tregua a inizio settembre.

Nonostante il ritiro delle truppe ucraine dall'aeroporto di Donetsk, oramai inservibile e gravemente compromesso, almeno 34 persone, tra civili e militari, sono morte nelle ultime 24 ore nell’est dell’Ucraina, negli scontri tra l’esercito ucraino e i ribelli separatisti filorussi.

Giovedì 22 gennaio 2015


08:46

- Bombe alla fermata del tram a Donetsk, in Ucraina orientale, roccaforte dei separatisti filorussi. Colpi di artiglieria hanno centrato una fermata di autobus,provocando morti e feriti.Incerto il numero delle vittime: 13 morti e decine di feriti secondo i media russi, 9 morti e 9 feriti secondo le autorità locali. La tv Russia 24 mostra un bus distrutto e corpi alla fermata e nell'automezzo. Il massacro avviene a qualche ora dal vertice di Berlino dove Kiev e Mosca hanno raggiunto un accordo parziale. Sei soldati ucraini morti in 24 ore.

Accordo raggiunto tra Ucraina e Russia affinchè le forze di Kiev e i ribelli filorussi ritirino gli armamenti pesanti dalle zone di conflitto dell'Est ucraino.

Lo ha annunciato ieri, 21 gennaio 2015, il ministro degli Esteri tedesco, Steimeier, al termine di un summit con i colleghi di Mosca, Kiev e Parigi. I 4 ministri hanno fatto un appello a tutte le parti coinvolte "a troncare le ostilità e a deporre le armi in linea con gli accordi di Minsk in vista di un incontro programmato ad Astana". Per Steinmeier, l'intesa è tuttavia "un progresso, non una svolta".

Da Washington intanto, John Kerry e Federica Mogherini avvertono la Russia a nome di Usa e Ue che le sanzioni resteranno fino alla piena attuazione degli accordi di Minsk.

Stamattina, nel frattempo,Kiev ha abbandonato ai ribelli l'aeroporto di Donetsk: lo sostiene il battaglione di volontari filogovernativi Azov sulla sua pagina Facebook, come riferisce l'agenzia ucraina Unian. L'aeroporto, ormai distrutto, riveste un alto valore simbolico nel conflitto tra governativi e separatisti filorussi.
"I militari che difendevano l'aeroporto di Donetsk sono stati costretti a lasciare quello che ancora un anno fa era un magnifico scalo moderno", ha scritto l'Unian citando la pagina Facebook. "L'epopea della difesa eroica dell'aeroporto", è stato comunicato, "è durata 242 giorni, cioè più della difesa di Stalingrado e di Mosca durante la guerra patriottica (la Seconda Guerra mondiale, ndr). Speriamo che passerà qualche tempo e che la bandiera nazionale ucraina sarà di nuovo issata sull'aeroporto".
Kiev non ha ancora confermato ufficialmente la notizia dell'abbandono dello scalo, intorno al quale nelle ultime settimane si erano intensificati i combattimenti.

Mercoledì 21 gennaio 2015


Il ministro degli esteri russo Sergei Lavrov, nel corso della sua conferenza stampa annuale, ha ampiamente commentato la guerra in Ucraina e l'escalation avutasi negli ultimi giorni nell'autoproclamata Repubblica del Donetsk.

Secondo quanto riporta askanews la Russia chiede l'immediata fine dei bombardamenti delle aree abitate nel Sud-Est dell'Ucraina, "inclusa Donetsk" e sfida Kiev a fornire prove dell'ingresso di truppe russe in territorio ucraino, denunciato più volte in questi giorni dai vertici del Paese ex sovietico.

"Nessuno può fornire fatti concreti sulla presenza di truppe e di armi russe nel Sud-Est dell'Ucraina"

ha dichiarato lo stesso Lavrov nel corso della conferenza stampa, confermando però che Mosca cercherà un immediato cessate il fuoco ai colloqui in formato Normandia (Ucraina, Russia, Francia, Germania) previsti stasera a Berlino.

Lavrov insomma mostra i muscoli della Russia, ma chiedendo ponderatezza alla comunità internazionale: un dualismo che fa il paio con l'atteggiamento anche del presidente Putin, che nelle ultime settimane ha rivisto i toni in ambito internazionale non lesinando sul classico machismo in politica interna e nelle dichiarazioni stampa.

Ucraina, a Donetsk si combatte di nuovo per l'aeroporto e in città

Martedì 20 gennaio 2015 - Da ieri si combatte di nuovo aspramente in Ucraina, nella zona di Donetsk. Teatro di violenti scontri è stato l'aeroporto della città in seguito all'offensiva dell'esercito ucraino contro i ribelli che reclamano il controllo della struttura. Secondo i portavoci militari nelle operazioni sono morti tre militari e altri 66 sono rimasti feriti, l'aeroporto però sarebbe di nuovo sotto il controllo dei governativi. Il condizionale è d'obbligo perché annunci dello stesso tipo sono stati fatti anche dai ribelli filorussi che sostengono di aver respinto con successo gli attacchi e accusano gli ucraini di aver fatto riesplodere la guerra violando gli accordi di Minsk.

Scontri sono avvenuti anche in città, il rappresentante della Difesa dei ribelli Basurin riferisce di cinque civili morti in seguito ai bombardaenti che hanno colpito Donetsk nelle ultime ore. Una bomba di fabbricazione artigianale è invece esplosa davanti al tribunale di Kharkiv, il bilancio è di 14 feriti, quattro dei quali verserebbero in condizioni molto gravi.

Il governo di Kiev denuncia l'ingresso nel paese di almeno 700 militari russi a sostegno dei gruppi paramilitari filorussi, avrebbero varcato il confine lunedì mattina, ma Mosca respinge al mittente ogni accusa. Il dialogo tra Mosca e Kiev però dovrebbe riprendere, Putin ha inviato una lettera al presidente Poroshenko con la proposta di far ritirare l'artiglieria pesante ad entrambi gli eserciti, proposta per ora rifiutata dall'Ucraina che invita i russi ad impegnarsi affinché vengano rispettati gli accordi di Minsk e venga cessato immediatamente il fuoco.

Intanto migliaia di persone hanno marciato per la pace a Kiev domenica sotto lo slogan "Je suis Volnovakha", per ricordare i 12 civili morti la scorsa settimana quando erano a bordo di un autobus. Secondo Kiev il mezzo sarebbe stato colpito dai separatisti che invece sostengono che sia finito su una mina. L'unica cosa certa è che si è ricominciato a combattere e i giovani ucraini vivono con il timore di una chiamata al fronte dopo che il presidente Poroshenko ha firmato una legge di parziale mobilitazione.

Ucraina, a Donetsk si combatte ancora, 10 morti in un attentato

15:00 - Dieci persone sono morte e 13 sono rimaste ferite in un bus colpito da un colpo di artiglieria vicino al checkpoint di Volnovakha, nella regione di Donetsk, lanciato dai ribelli filorussi: lo riferisce Interfax citando la portavoce dell'amministrazione regionale.

Martedì 13 gennaio 2015 - Si continua a combattere a Donetsk, ieri è stata una giornata di intensi bombardamenti nel territorio separatista filo-russo. Fonti militari di Kiev parlano di almeno un soldato ucciso e dieci feriti. Forti tensioni anche nelle città di Mariupol e Lugansk, dove da alcuni giorni sono in corso degli scontri tra i separatisti e i militari ucraini.

L'intensificarsi delle ostilità ha portato alla cancellazione del vertice straordinario a quattro sulla crisi ucraina ad Astana che si sarebbe dovuto tenere giovedì prossimo. A comunicarlo è stato il ministro degli Esteri tedesco Frank-Walter Steinmeier, al termine di quattro ore di colloqui, a Berlino ieri sera, con il russo Serghei Lavrov, il francese Laurent Fabius e l'ucraino Pavlo Klimkin. In una dichiarazione congiunta, i quattro ministri hanno auspicato al piu' presto una riunione del Gruppo di Contatto (Russia, Ucraina e Osce) "al fine di procedere verso la piena attuazione degli accordi di Minsk" e creare le condizioni per un reale cessate il fuoco. L'accordo di Minsk è la tregua firmata il 5 settembre ma spesso disattesa.

Sabato 10 gennaio 2015 - Mentre l’attenzione della stampa internazionale è concentrata altrove, il sangue continua a scorrere in Ucraina. Nelle ultime ore si sono intensificati gli scontri a Donetsk e Luhansk, coi ribelli impegnati a prendere d’assalto le posizioni dei militari ucraini.

Nuove trattative per un’eventuale pace dovrebbero tenersi la prossima settimana, ma dopo che la Russia ha inviato nuovi convogli con aiuti nelle due regioni in mano ai ribelli, gli attacchi si sono intensificati. In poche ore sarebbero rimasti uccisi almeno due civili e quattro soldati ucraini.

L’incontro tra il presidente ucraino Petro Poroshenko e Vladimir Putin dovrebbe tenersi ad Astana, capitale del Kazakistan, il prossimo 15 gennaio. In dubbio, specie dopo gli eventi che hanno colpito la Francia, la presenza del leader tedesco e di quello francese.

Ucraina, ancora combattimenti per il controllo dell'aeroporto di Donetsk

1 dicembre 2014 - Ancora combattimenti all'aeroporto di Donetsk, capitale della Repubblica Popolare che vuole svincolarsi dall'Ucraina. La battaglia prosegue fra le truppe di Kiev e i ribelli separatisti, che da mesi si contendono il controllo dell'aeroporto. Stando a portavoce del Consiglio di Sicurezza, Andrii Lisenko, i combattimenti si concentrano soprattutto nel vecchio terminal, dopo l'offensiva dei filorussi di sabato scorso.

9 novembre 2014 - Il già debole cessate il fuoco firmato il 5 settembre scorso è stato ufficialmente interrotto nelle ultime ore, quando una nuova ondata di bombardamenti è partita nella città di Donetsk, ad est dell’Ucraina, già da giorno teatro di scontri nell’area dell’aeroporto.

Questa notte, però, gli scontri si sono fatti più intesi e sono durati circa 8 ore. Testimoni hanno riferito che i colpi d’artiglieria sono arrivati da entrambi i fronti, quello dei ribelli e quello dei militari ucraini. Al momento non si segnalano morti o feriti.

Non è un caso che gli scontri sono scoppiati nuovamente nelle ultime ore. Ieri gli Osservatori dell’OSCE avevano segnalato l’arrivo di numerosi carri armati filorussi nell’area. Il governo di Kiev aveva subito attaccato la Russia, sostenendo che quei carri armati contenessero armi e munizioni in arrivo proprio da Mosca.

Poroshenko invia altri soldati a Mariupol e Berdyansk

19.00 - La tregua in Ucraina va avanti ufficialmente dal 5 settembre scorso, ma da quel giorno ad oggi sono morte centinaia di persone. Oggi il sangue è tornato a scorrere a Donetsk, a pochi giorni dalle elezioni che si sono svolte nelle zone filoribelli.

Due adolescenti sono morti e quattro rimasti feriti per un colpo di artiglieria che ha raggiunto il cortile della scuola in cui i giovanissimi stavano giocando, a due passi dall’aeroporto di Donetsk, teatro di scontri in questi ultimi mesi.

5 novembre 2014 - Dopo le elezioni nelle repubbliche separatiste e l’appoggio della Russia alle stesse, l’Ucraina teme seriamente nuove offensive da parte dei ribelli e proprio per evitare conseguenze spiacevoli per il Paese il presidente Petro Poroshenko ha deciso di inviare nuovi rinforzi ai militari che si trovano in alcune delle città chiave dell’Ucraina.

Una nuova ondata di soldati sta raggiungendo in queste ore le città di Mariupol, Berdyansk, Kharkiv e l’area a nord della regione di Luhansk. Se i ribelli decidessero di provare a espandere la loro area di influenza, i militari ucraini saranno pronti a reprimere ogni azione.

Elezioni in Ucraina nelle repubbliche separatiste di Donets e Lugansk

19.58 - Il nuovo presidente dell'autoproclamata repubblica popolare di Donetsk è Aleksandr Zakharcenko, già premier della repubblica del Donbass. Zakharcenko ha ottenuto l'81,37% dei voti, mentre il suo partito, chiamato sempicemnte Repubblica di Donetsk, ha conquistato il 65,11% dei consensi.

2 novembre 2014 - Si sono aperte le urne nelle repubbliche separatiste ucraine di Donetsk e Lugansk. Elezioni per eleggere i loro parlamenti "nazionali" e i loro presidenti. Un voto fortemente separatista, dunque, che rischia di compromettere seriamente il già difficile processo di pace che stenta ad avviarsi seriamente. Secondo il governo di Kiev, infatti, non solo queste elezioni sono illegittime, ma si tratta di "azioni miranti a cambiare l'ordine costituzionale e a prendere il potere".

Le due autoproclamate repubbliche popolari del Donbass puntano ad allontanarsi ancor più da Kiev, consolidando la loro sovranità e magari entrando in futuro a far parte della Russia. Si tratta, d'altronde, di quei territori che lo stesso Putin ha ribattezzato "Nuova Russia". per quanto riguarda i risultati, non ci sono molto dubbi: si tratta dei del premier Aleksandr Zakharcenko a Donetsk e il presidente Igor Plotnitski a Lugansk.

29 ottobre 2014 - Le elezioni parlamentari dello scorso 26 ottobre in Ucraina non hanno riguardato le aree ad est del Paese in mano da mesi ai ribelli filorussi, che in tutta risposta hanno indetto delle elezioni indipendenti in programma per il prossimo 2 novembre. La Russia ha precisato che riconoscerà i risultati di quelle elezioni e le parole del Ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov - “le elezioni nelle regioni di Donetsk e Luhansk saranno importanti per legittimare le autorità locali” - non sono passate inosservate e gli Stati Uniti hanno già tuonato contro Putin.

John Kerry, segretario di Stato USA, ha sottolineato in queste ore che la Russia romperà gli accordi internazionali se riconoscerà le elezioni dei separatisti:

Gli Stati Uniti e il resto della comunità internazionale non riconoscerà le cosiddette elezioni separatiste a meno che non si svolgano con l’autorizzazione del Parlamento e la firma del presidente Poroshenko.

28 ottobre 2014 - Il Cremlino ha annunciato l’intenzione di riconoscere le elezioni parlamentari e presidenziali convocate per il prossimo 2 novembre dai ribelli filorussi nelle regioni orientali di Donetsk e Lugansk. L'annuncio è stato dato dal ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, nel corso di un’intervista rilasciata al giornale Izvestia: “Speriamo che le elezioni si tengano come convenuto, che il popolo possa esprimersi liberamente e che non sia perturbato dall'esterno. Noi riconosceremo il risultato”. Il Governo dell’Ucraina, al contrario, ritiene illegittimo il voto.

18 ottobre 2014 - Dopo un breve periodo di relativa calma, sono ripresi da qualche ora gli scontri a Donetsk, nei pressi dell’aeroporto cittadino. A darne notizia è stato il Consiglio comunale della città, che ha precisato come i bombardamenti avrebbero interessato i quartieri Kuibishevski e Kiivski e che “diversi edifici residenziali sono stati distrutti o parzialmente danneggiati".

12 ottobre, ore 12.20 - A dare la notizia è direttamente il Cremlino: il Presidente russo Vladimir Putin ha ordinato il ritiro delle truppe russe dalla frontiera con l'Ucraina. Si tratta di 17600 soldati impegnati dall'estate ufficialmente nelle manovre di addestramento nella regione di Rostov, nel sud della Russia, proprio al confine con la zona calda in Ucraina.

Altro segnale di raffreddamento del clima è dato dall'incontro tra lo stesso Putin e l'omologo ucraino Poroshenko: un incontro che si terrà a margine del summit euroasiatico Asem in programma a Milano il 16-17 ottobre, nel tentativo di consolidare l’ancora precario processo di pace nell’est del Paese.

Nonostante i segnali di distesa, proseguono gli scambi di terribili cortesie tra l'esercito di Kiev e i ribelli filorussi di Donetsk, scontri a fuoco anche duri ed efferati nei quali le principali vittime restano i civili, incastrati in un braccio di ferro armato dal quale sembra impossibile uscire.

Ucraina, interrotta la tregua. L'Europa: "Condanna nel modo più assoluto"

Ucraina, interrotta la tregua. L'Europa: "Condanna nel modo più assoluto"
3 ottobre, ore 10:00 - La morte di un operatore svizzero della Croce rossa internazionale, Laurent DuPasquier, rimasto ucciso in un bombardamento che si è abbattuto ieri sera su Donetsk, ha portato all'interruzione della tregua tra Ucraina e truppe filorusse e alla ripresa dei combattimenti.

L'Europa ha condannato "nel modo più assoluto" la violazione del cessate il fuoco, mentre secondo la Bild il governo tedesco intenderebbe inviare truppe da combattimento a protezione degli inviati dell’Osce nell’est dell’Ucraina.

19.00 - Un operatore della Croce Rossa Internazionale, secondo le informazioni fornite a Blogo un cittadino svizzero, sarebbe rimasto ucciso nel corso degli scontri a fuoco a Donetsk. Voci incontrollate, e ancora non verificate, parlano anche di un operatore CRI di nazionalità italiana, che oggi sarebbe rimasto ucciso.

La notizia dell'operatore italiano è stata comunicata dal ministro degli Esteri russo Aleksei Meshkov. Il centro di Donetsk oggi è stato bombardato per la prima volta dall'inizio della tregua, lo scorso 5 settembre.

18.01 - Secondo quanto riferisce l'Ansa, citando le agenzie stampa russe Interfax e Ria Novosti, un nuovo bombardamento avrebbe colpito il centro di Donetsk, roccaforte dei miliziani separatisti filorussi nell'Ucraina sud-orientale. Le agenzie stampa precisano che violente esplosioni sono state sentite distintamente nella zona di piazza Lenin e via Artiom.

2 ottobre 2014 - Dalla Russia arrivano pesanti accuse nei confronti del Governo di Kiev, in modo particolare nei confronti del ministro della Difesa Valeri Gheletei, del comandante della 25esima brigata, Oleg Mikas, e di altri dirigenti del governo che secondo Mosca sarebbero i responsabili delle azioni armate contro i ribelli filorussi che da mesi hanno preso il controllo delle due zone ad est del Paese, Donetsk e Lugansk.

Negli ultimi mesi, secondo le stime ufficiali di Mosca, sono deceduti oltre 3 mila ribelli. Da qui la decisione del comitato investigativo russo di aprire un’inchiesta per genocidio nei confronti delle figure appena citate.

In queste ore, intanto, proseguono gli scontri a Donetsk, con le forze ribelli che hanno da poco avviato una nuova offensiva per riuscire a ottenere il controllo dell’aeroporto locale, ad nord-ovest della città. I filorussi ci hanno provato più volte nelle ultime settimane, e ora sono tornati alla carica con l’ennesimo tentativo.

1 ottobre 2014 - Ancora bombardamenti in Ucraina, nelle aree ad est del Paese che continuano a essere sotto il controllo dei separatisti filorussi. Nelle ultime ore in due diverse parti di Donetsk altrettante esplosioni hanno provocato la morte di 10 persone.

Oggi, nel primo giorno di scuola per gli studenti ucraini, un colpo di mortaio ha provocato quattro vittime davanti a una scuola a circa 4 chilometri dall’aeroporto di Donetsk. I bambini che si trovavano nel parco della struttura sono rimasti illesi, ma a morire, secondo quanto riferisce Reuters, sono stati un’insegnante di biologia e tre genitori di altrettanti studenti.

Il proiettile di artiglieria è caduto nel cortile, in un momento in cui era affollato da oltre 300 persone. Le altre sei vittime sono state provocate da un colpo di mortaio che ha raggiunto un minibus in una strada limitrofa all’istituto, sempre nel quartiere Kievski di Donetsk.

Donetsk, attentato 1 ottobre 2014
Donetsk, attentato 1 ottobre 2014
Donetsk, attentato 1 ottobre 2014
Donetsk, attentato 1 ottobre 2014
Donetsk, attentato 1 ottobre 2014
Donetsk, attentato 1 ottobre 2014
Donetsk, attentato 1 ottobre 2014

30 settembre - Secondo l'Unione Europea l'accordo di pace siglato tra Ucraina e Russia non è ancora stato messo correttamente all'opera. Ragion per cui verranno mantenute le sanzioni economiche contro la Russia. Lo annuncia un comunicato della diplomazia Ue: "Mentre ci sono stati sviluppi politici incoraggianti attorno all'accordo di Minsk restano ancora da applicare correttamente punti essenziali dell'accordo".

A conferma di quanto sostenuto dall'Unione Europea, arriva la notizia che alcuni civili sono morti e altri sono rimasti feriti in seguito ad un bombardamento di artiglieria da parte di filorussi nella città di Popasna, nella regione orientale di Lugansk. Non è noto il numero delle vittime, ma i vertici ucraini fanno sapere che il bombardamento con sistemi di artiglieria Grad, ha colpito la zona di un ospedale di Popasna, distruggendo anche alcune ambulanze.

29 settembre 2014 - A Donetsk sono morti sei civili e altri 18 sono rimasti feriti secondo la tv Russia 24 che come fonte avrebbe un portavoce del ministero della Difesa dell'autoprocralamata Repubblica di Donetsk. La città sarebbe stata bombardata dall'artiglieria dall'aeroporto locale che è in mano all'esercito ucraino.

21 settembre 2014 - Il comandante supremo delle forze NATO in Europa, Philip Breedlove, ha confermato che la tanto decantata tregua in Ucraina è tutt’altro che un periodo di cessate il fuoco. Si tratta di una tregua solo di nome, che non ha impedito alle parti coinvolte di continuare a comportarsi come nei giorni precedenti.

La situazione in Ucraina non è buona in questo momento. Abbiamo un cessate il fuoco che lo è soltanto di nome.

Il Generale, però, si è detto fiducioso a proposito del nuovo accordo firmato ieri mattina.

LITHUANIA-UKRAINE-RUSSIA-CRISIS-NATO-DEFENCE

18 settembre - Ci sono circa 4mila soldati russi di stanza nella Crimea del nord, al confine con l'Ucraina. Lo fa sapere il portavoce militare ucraino Andrii Lisenko. "In base alle nostre informazioni, quasi tutte le unità militari russe sono schierate nel nord della Crimea". Immediata la replica di Federica Mogherini, lady Pesc in pectore: "Putin deve dare seguito in modo immediato e concreto agli impegni assunti a Minsk e ritirare i militari russi dall'est dell'Ucraina".

Ucraina, controlli approfonditi per scoprire chi è fedele al Governo di Kiev

17 settembre 2014 - Kiev ha deciso di fare piazza pulita e di chiarire una volta per tutte, vista la delicata situazione in cui si trova il Paese, chi è fedele al Governo e chi no. Il Parlamento ha passato ieri una nuova legge che permetterà agli ufficiali governativi di fare controlli approfonditi sugli agenti e civili ed eliminare così i corrotti e le mele marce.

Il Primo Ministro Arseniy Yatseniuk ha precisato che saranno oggetto di scrutinio anche tutti i dipartimenti che hanno operato sotto il governo di Yanukovych, ma l’analisi approfondita toccherà anche a oltre 1 milione di civili, tutti quelli che hanno operato o operano per conto del Governo, dai ministri ai servizi di Intelligence.

UKRAINE-RUSSIA-CRISIS-POLITICS-SANCTIONS-YATSENYUK

C'è l'accordo con l'Ue. Statuto speciale per le regioni separatiste

16 settembre 2014 - Mentre non si fermano le violenze dell'est dell'Ucraina, con scontri armati ripresi nel Donbass e 17 morti a Donetsk, il Parlamento Europeo ed il Parlamento Ucraino hanno approvato l'accordo tra Ue ed Ucraina:

L'applicazione dell'accordo sarà a partire dal primo gennaio del 2016, una vera e propria concessione a Mosca, che avrà così il tempo per riorganizzare la sua rete commerciale di scambio con l'ex-colonia sovietica. Così il Presidente ucraino Poroshenko:

"Dopo la ratifica dell’accordo, ci sarà un primo Consiglio di Associazione tra l’Unione europea e l’Ucraina il prossimo 17 novembre. Si tratta di un meccanismo pratico per la realizzazione dell’accordo e l’applicazione delle sue linee guida, che si concentrano sulle riforme."

Con il voto di oggi il Parlamento di Kiev ha anche approvato un'amnistia per i filorussi che hanno consegnato le armi, non hanno attentato alla vita dei dirigenti statali e non si sono macchiati del reato di omicidio premeditato o di terrorismo, come l’abbattimento dell’aereo della Malaysia Airlines, e concesso uno statuto speciale per le regioni filorusse dell'est del Paese, che prevede tre anni di autonomia per alcune zone delle regioni di Lugansk e Donetsk.

Nello stesso provvedimento Kiev prevede elezioni locali anticipate nelle zone separatiste, fissate per il prossimo 7 dicembre.

Ucraina, i Paesi NATO cominciano a inviare le armi a Kiev

14 settembre 2014 - Valery Heletey, ministro della Difesa ucraino, ha annunciato in serata che alcuni Paesi Nato hanno cominciato a inviare le armi necessarie per fermare l’avanzata dei ribelli filo-russi nel Paese. Nel precisare che la NATO è l’unico veicolo per proteggere l’Ucraina dalla Russia, il ministro non ha fornito dettagli aggiuntivi, evitando quindi di specificar quali Paesi sono coinvolti e che tipologia di armi sono state inviate.

E’ bene sottolineare come ieri una comunicazione simile sia stata smentita da 5 membri della Nato, a cominciare dagli Stati Uniti. Al momento, invece, non si segnalano smentite dalla Nato, fino a prova contraria dobbiamo considerare valide le parole di Heletey.

L'accordo con l'Ue slitta a dicembre 2015. Convoglio russo oltrepassa il confine

14.54 - Secondo quanto riporta il Kyiv Post il presidente della Commissione Ue, Josè Manuel Barroso, che si trova nella capitale ucraina Kiev, avrebbe lodato il percorso riformista del Paese e promesso altri 760milioni di euro dall'Unione Europea il prossimo mese se il Paese continuerà le sue riforme.

10.47 - Secondo quanto ha dichiarato il premier ucraino Arseni Iatseniuk, citato dall'agenzia Unian, nelle mire espansioniste del Presidente Russo Vladimir Putin ci sarebbe l'intero territorio ucraino.

Secondo il capo del governo di Kiev, nonostante la tregua in atto dal 5 settembre tra le truppe ucraine e i miliziani filorussi, il Cremlino ha interesse a continuare a destabilizzare la situazione in Ucraina orientale per meri fini espansionistici e commerciali, in risposta anche alle misure dell'Unione Europea contro l'economia russa.

Sabato 13 settembre, ore 08.58 - Un convoglio umanitario russo, sotto osservazione perchè "presunto" umanitario (Kiev accusa Mosca di fornire armi e sostegno militare ai ribelli separatisti proprio tramite questi camion) ha oltrepassato il confine e si trova ora a Lugansk, nell'Ucraina orientale. Lo riferiscono Russia Today e l'agenzia ufficiale russa Itar-Tass.

E' la seconda volta, dopo agosto, che un convoglio russo oltrepassa i confini ucraini: la prima volta si è scatenata la crisi internazionale tra Kiev e Mosca che ha portato a nuove sanzioni contro il colosso russo da parte della comunità internazionale e dell'Ue.

Ucraina, l'accordo con l'Ue slitta a dicembre 2015

Venerdì 12 settembre, ore 19:20 - L'entrata in vigore dell'accordo di libero scambio tra l'Ucraina e l'Ue è stato rinviato al 31 dicembre 2015. E' quanto si legge in una nota diffusa a Bruxelles dopo l'incontro trilaterale Ue-Ucraina-Russia. Quest'ultima si è sempre opposta agli accordi Ue-Ucraina, per questo la Commissione europea si è detta pronta a mostrare maggiore flessibilità per favorire la stabilizzazione della situazione in Ucraina se Kiev ratificherà l'accordo di associazione con l'Ue. "Questo ci lascia 15 mesi per continuare le discussioni", ha commentato il commissario europeo al commercio Karel De Gucht in una conferenza stampa.

Il presidente ucraino Poroshenko ha comunque parlato di un "momento storico" per il suo paese e, riferendosi alla situazione della Crimea, ha garantito che la regione tornerà in seno all'Ucraina, non necessariamente con l'intervento militare.

Giovedì 11 settembre, ore 13:33 - Da domani saranno rafforzate le sanzioni contro la Russia per la guerra tra ucraini nel Sud Est e i ribelli filorussi. L’accordo è stato raggiunto tra 28 Paesi Ue che hanno pubblicato il pacchetto di misure. Il presidente del Consiglio europeo, Van Rompuy, spiegherà le motivazioni della decisione presa nonostante la tregua in atto da venerdì scorso. Le sanzioni economiche erano state formalmente adottate lunedì, ma sospese per valutare l'evoluzione degli eventi.

Mercoledì 10 settembre, ore 10:45 Il presidente ucraino Poroshenko ha annunciato al governo di Kiev che il 70% delle truppe russe sarebbero state portate fuori dal territorio ucraino.

Intanto però la Russia fa sapere, tramite il presidente della Duma, Serghiei Narishkin, che risponderà "sicuramente" alle possibili nuove sanzioni adottate dell'Ue, la cui attuazione era slittata di qualche giorno.

Martedì 9 settembre, ore 16:30 - Il Presidente dell'Ucraina Poroshenko, nel corso di una visita a Mariupol, ha annunciato che negli ultimi quattro giorni sono stati liberati 1.200 prigionieri ucraini e che spera che entro la fine di questa settimana vengano liberati i restanti 863 prigionieri ancora in mano ai ribelli. Lo scambio di prigionieri tra Kiev e i filorussi è previsto dalla tregua di Minsk.

Aggiornamento lunedì 8 settembre, 9:00 - Il premier russo Dmitrij Medvedev in un'intervista al quotidiano Vedomosti ha annunciato che nel caso in cui l'Unione Europea faccia scattare nuove sanzioni nei confronti della Russia ci saranno delle "contro-sanzioni" da parte di Mosca che consisteranno nella chiusura dello spazio aereo.
Medvedev ha detto:

"Se ci saranno sanzioni connesse all'energia dovremmo rispondere in modo asimmetrico, ad esempio con restrizioni nella sfera del trasporto aereo. La guerra delle sanzioni non porta alla pace in Ucraina, ma al contrario minaccia il sistema di sicurezza globale"

Rotta la tregua. Berlusconi: "Nato irresponsabile"


Domenica 7 settembre 2014

13:00 - Nei giorni in cui gli occhi di tutto il Mondo occidentale sono puntati su Ucraina e Russia, Silvio Berlusconi torna a rompere il silenzio e a dire la sua su quanto sta accadendo in questi giorni, strizzando l’occhio all’amico Vladimir Putin, che a suo dire sarebbe vittima di un comportamento irresponsabile da parte della Nato.

L’ex Cavaliere, in collegamento telefonico durante il raduno dei giovani di Forza Italia a Giovinazzo, in provincia di Bari, ha spiegato che “a causa di una malaugurata carenza di leadership internazionale si sta assumendo “un atteggiamento ridicolmente e irresponsabilmente sanzionatorio nei confronti della Federazione Russa, che non può non difendere i cittadini ucraini di origine russa che considera come fratelli”.

Non solo:

Siamo in angoscia per la profonda crisi dell’economia che va di male in peggio e ancor più per la situazione internazionale e per le decisioni dei vertici occidentali, americani, la Nato, i vertici europei che, direi incredibilmente e irresponsabilmente, hanno cancellato e stanno cancellando il grande lavoro e i risultati che avevamo conseguito noi, nel 2002, con il trattato di Pratica di Mare, mettendo fine a mezzo secolo di guerra fredda che ci aveva angosciati.

12:20 - I bombardamenti a Mariupol hanno fatto la prima vittima civile dopo la tregua di venerdì. All’alba di oggi, ne hanno dato conto fonti ufficiali locali, una donna di 33 anni è rimasta uccisa in seguito alla nuova ondata di bombardamenti, mentre altri tre civili sarebbero rimasti feriti, non è chiaro in che condizioni.

Aggiornamento 7 settembre 2014, 9:50 - Il cessate il fuoco è ormai a un passo dal collasso. Dopo le esplosioni di ieri nella città portuale di Mariupol, che hanno di fatto interrotto la tregua dopo una manciata di ore dalla sua entrata in vigore, oggi nuove esplosioni sono state registrate nei pressi dell’aeroporto di Donetsk, nell’area in mano ai separatisti filorussi.

Già violato il cessate il fuoco


Sabato 6 settembre 2014

13:07 - È di fatto durata pochissime ore la tregua tra filorussi e ucraini nell'est del Paese, teatro da 9 mesi di scontri prima e di una vera e propria guerra civile.

A meno di 24 ore dall'entrata in vigore del cessate il fuoco arrivano la prime accuse reciproche: il governo di Kiev incolpa i russi e viceversa, mentre il leader dei separatisti di Donetsk, Zakharchenko, ha riferito all'agenzia di stampa russa Ria Novosti di bombardamenti notturni ad Amvrosiivka.

Ieri sera anche il comandante della Guardia nazionale ucraina Poltorak ha denunciato colpi di artiglieria 45 minuti dopo il cessate il fuoco, riporta l'agenzia Interfax.

Aggiornamento sabato 6 settembre, ore 12:29 - I ribelli filorussi nell'Ucraina dell'Est accusano i militari di Kiev di aver violato il cessate il fuoco stabilito ieri a Minsk.

Un autorevole membro del Parlamento dell'autoproclamata Repubblica di Donetsk citato dal Corriere della Sera avrebbe riferito che unità ucraine hanno lanciato diversi missili verso le postazioni ribelli dopo l'entrata in vigore della tregua, ribadendo che le milizie filo-russe continueranno a battersi per l'indipendenza.

Dal vertice Nato gallese intanto le novità per il fronte europeo non sono buone, almeno per Mosca: l'Unione Europea ha decretato nuove sanzioni nei confronti della Russia e la Nato militarizzerà ulteriormente i confini est europei, con cinque presidi permanenti ed una mobilitazione di truppe internazionali inviate da molti paesi membri della stessa Nato: il tentativo è di isolare Putin, che tuttavia non sembra volersi curare dei diktat di Unione Europea, Stati Uniti e Nato.

Poroshenko ordina il cessate il fuoco: libertà linguistica e amnistia


Venerdì 5 settembre

17:50 Il presidente ucraino spiega alcuni dettagli del cessate il fuoco deciso oggi.

Da domani siamo pronti a fare passi straordinari sulla decentralizzazione del potere in alcune zone di Donetsk e Lugansk offrendo loro la libertà economica e garantendo la libertà d'uso di qualsiasi lingua sostenuta da tradizioni culturali

Poroshenko ha poi annunciato un'amnistia.

15:50 Dal vertice Nato, la cancelliera tedesca Angela Merkel fa sapere che, se la Russia rispetterà il cessate il fuoco deciso oggi, l'Ue è pronta a sospendere le nuove sanzioni.

15:30 Il presidente ucraino Poroshenko ha ordinato il cessate il fuoco. La decisione è arrivata dopo il vertice di Minsk con i gruppi di contatto e i rappresentanti delle repubbliche indipendenti autoproclamatesi nel sud est del paese.

14:35 Ad appoggiare gli sforzi dell'esercito regolare ucraino per la riconquista delle province filo russe, ci sono le milizie Azov, milizie "nere", dalle chiare simpatie naziste a partire dalla svastica in bella mostra sull'elmetto.

Il battaglione, seppure non inquadrato formalmente nell'esercito ucraino, spalleggia quest'ultimo nelle operazioni sul fronte orientale, contro i territori che combattono per separarsi da Kiev. Si tratta di 250 uomini, il cui apporto è decisivo, e che negli ultimi mesi stanno raccogliendo adesioni anche da altri paesi, non ultima l'Italia.

Intervistati in un servizio del Tg2, alcuni miliziani fanno sapere che se il presidente Poroshenko negozierà una tregua, loro lo considereranno responsabile di alto tradimento e continueranno a combattere.

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14:15 Romano Prodi parlando da Trento, dove oggi ha ricevuto il premio "Alcide De Gasperi: costruttori d'Europa", ha parlato della situazione in Ucraina e, un po' a sorpresa, si è detto contrario all'inserimento della repubblica ex sovietica nell'Unione Europea. L'ex premier ha spiegato che l'Ucraina "non può essere né russa né europea. O ci convinciamo che è un ponte o va a finire male". Prodi spiega che la situazione a Kiev non può diventare il terreno di scontro tra Usa e Russia, e che l'allargamento dell'Ue non può essere la soluzione al rischio di invasione.

Se ci facciamo la guerra per l'Ucraina è veramente assurdo. L'ultimo atto del mio governo fu votare contro la proposta di Bush per mettere l'Ucraina nella NATO. Non ci deve entrare. Perché non si mettono le dita negli occhi a nessuno. Per risolvere la questione, basterebbero 15 miliardi di euro messi sul tavolo a salvaguardia futura dell'Ucraina, cinque ciascuno da Stati Uniti, Unione Europea e Russia. L'Austria non è nella NATO e nessuno pensa che sia a rischio di invasione


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10:35 Mentre a Minsk si sta aprendo l'incontro tra Russia e Ucraina, sotto l'egida dell'Ocse, per discutere la tregua, a Maripol si continua a combattere. Gli insorti russi della città sul mare di Azov hanno sferrato un attacco contro l'esercito regolare. Scontri anche a Donetsk, con esplosioni nei pressi dell'aeroporto.

Aggiornamento venerdì 5 settembre 2014 - È oggi il giorno della firma della tregua? Petro Poroshenko, il presidente ucraino, parla di "cauto ottimismo" in vista dell'incontro odierno a Minsk in cui Russia, Ucraina e Osce cercheranno di definire un piano di pace nell'est Ucraina, l'augurio è quello di arrivare ad un "immediato cessate il fuoco".

Ieri, nel corso della prima delle due giornate del vertice Nato in Galles, i leader hanno dichiarato tutti di supportare al 100% l'Ucraina, diverse però le posizioni nei confronti della Russia e soprattutto dell'entità delle sanzioni. Il segretario generale della Nato Rasmussen, spiega che "il modo migliore per facilitare la soluzione politica è rispondere con sanzioni economiche più ampie, più profonde e più pesanti".

Meno duro di Rasmussen il nostro ministro degli esteri; Federica Mogherini ha commentato così la giornata di ieri: "Dal vertice Nato emerge la consapevolezza che non c'è una soluzione militare alla crisi ucraina ma va sostenuto lo sforzo di Poroshenko a trovare una soluzione politica e diplomatica", e ha parlato di sanzioni come "strumento di pressione politica" e della necessità di verificare se la Russia "passerà dalle parole ai fatti".

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Russia assente al vertice Nato


Giovedì 4 settembre 2014

10:15 Oggi e domani si tiene in Galles il vertice Nato, con la Russia non invitata: la situazione in Ucraina sarà uno dei temi principali dell'appuntamento. Prima dell'avvio dell'evento, il presidente ucraino Petro Poroshenko incontrerà alcuni dei leader occidentali.

Nel frattempo, sulle pagine dell'inglese The Times, è stato pubblicato un intervento congiunto di Barack Obama e David Cameron: "La Russia ha violato le regole con la sua annessione illegale e autoproclamata della Crimea e con l'invio di truppe sul suolo ucraino minacciando e minando le fondamenta di uno Stato sovrano. Con la Russia che tenta di forzare uno Stato sovrano ad abbandonare il suo diritto alla democrazia e che decide il suo avvenire con le armi, dovremo sostenere il diritto dell' Ucraina a decidere del suo proprio avvenire democratico e proseguire nei nostri sforzi per rafforzare i mezzi dell' Ucraina".

Accordo tra Putin e Poroshenko: è tregua


Mercoledì 3 settembre 2014
15:27

- Il premier dell'Ucraina Arseni Iatseniuk ha parlato oggi in Consiglio dei Ministri di un progetto per la costruzione di un muro come una vera e propria frontiera con la Russia che, a suo avviso, andrebbe indicata come aggressore nella nuova dottrina di difesa ucraina.
A giugno l'oligarca Igor Kolomoiski, governatore di Dnipropetrovsk, aveva anfanato al governo la proposta di costruire lungo il confine tra Russia e Ucraina un muro di 1920 km di lunghezza per un costo complessivo di circa 100 milioni di euro.

15:02 - In queste ore successive all'annuncio di un accordo tra Putin e Poroshenko arrivano notizie sulle condizioni che il presidente russo ritiene necessarie per la tregua, tra queste ci sono il ritiro delle truppe ucraine dal Sud-Est del Paese, la cessazione delle azioni militari dei ribelli, l'esclusione dell'uso dell'aviazione contro i civili, lo scambio di prigionieri e il pieno e oggettivo controllo internazionale del cessate il fuoco.

11:49 - Su Twitter si è diffusa in questi minuti la notizia che il portavoce di Putin ha smentito l'accordo tra Russia e Ucraina sul cessate il fuoco permanente perché Mosca non è parte del conflitto. Si tratta dunque di una precisazione sul fatto che il Cremlino non si sente in guerra. Resta tuttavia il fatto che nella telefonata di stamattina Putin e Poroshenko si sono trovati d'accordo sul fatto di voler risolvere la situazione nell'Est dell'Ucraina per evitare che siano altri morti.

Intanto sull'account Facebook ufficiale del governo ucraino c'è stata una leggera modifica: è stato tolto l'aggettivo "constant" accanto a "cessate il fuoco" (che abbiamo tradotto come permanente).

Russia-Ucraina

10:15 - Arriva la notizia ufficiale attraverso il sito del governo ucraino che Vladimir Putin e Petro Poroshenko si sono accordati su un cessate il fuoco permanente nell'Est del Paese, nel Donbass, il distretto minerario dove sono più forti le spinte separatiste e i combattimenti tra l'esercito ucraino e le milizie filorusse.

Annuncio su cessate il fuoco in Ucraina

Aggiornamento mercoledì 3 settembre - L'agenzia di stampa russa Ria Novosti fa sapere che il suo fotografo Andrei Stenin, che risultava scomparso dal 5 agosto, è morto. Il direttore Dimitri Kiselev ha spiegato:

"Credevamo fosse prigioniero... ora sappiamo che è morto un mese fa"

Il fotografo è stato trovato morto in un veicolo bruciato dopo un attacco dell'esercito ucraino ai separatisti filorussi vicino a Donetsk.

Intanto il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha detto che il Presidente russo Vladimir Putin e il Presidente ucraino Petro Poroshenko si sono sentiti per telefono e hanno "continuato a discutere della crisi umanitaria e militare in Ucraina" scambiandosi opinioni sulle misure prioritarie da adottare per fermare lo spargimento di sangue nel Sud-Est dell'Ucraina. Peskov ha aggiunto che la visione di Putin sulle possibili via d'uscita da questa situazione di crisi coincide in gran parte con la visione di Poroshenko.

Mogherini: "In arrivo nuove sanzioni"


Martedì 2 settembre 2014

18:03 - Un'esercitazione Nato internazionale in Ucraina. A renderlo noto è la stessa Nato, che ha diffuso la notizia dell'inizio dell'esercitazione Steadfast Javelin II, disegnata per rassicurare i paesi dell'Europa orientale.

Steadfast Javelin II sarà un'esercitazione su larga scala con centinaia di militari di nove paesi (tra cui l'Italia) che è cominciata oggi tra Polonia, Germania e paesi baltici e proseguirà fino a lunedì prossimo.

Aggiornamento martedì 2 settembre, ore 10:36 - Il segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon ha messo in guardia l'Occidente contro i pericoli di una escalation militare in Ucraina nel momento in cui la Nato si apprestasse a rafforzare la sua presenza nell'est europeo, una possiblità che si fa sempre più concreta e che rischia di sconvolgere i fragilissimi equilibri nell'est del Continente.

"[...] L'Unione europea, gli americani e la maggior parte dei Paesi occidentali...devono capire che non c'è soluzione militare. Un dialogo politico per una soluzione politica è il cammino più sicuro"

ha detto il segretario generale delle Nazioni Unite. Una posizione che va in scia di quella ufficiale del governo russo, che tuttavia agli occhi del mondo lascia il tempo che trova anche in virtù degli atteggiamenti sibillini e contraddittori dell'esercito di Mosca.

"Tutto dimostra la volontà delle autorità degli Stati Uniti e della Nato di proseguire nella loro politica di deterioramento delle relazioni con la Russia. [...] Il fatto che le infrastrutture militari dei membri Nato si stiano avvicinando ai nostri confini e che si stiano ampliando rappresenterà una delle minacce per la Federazione russa"

ha detto Mikhail Popov, vicesegretario del Consiglio di sicurezza russo. La neonominata "Lady Pesc" Federica Mogherini ha fatto sapere che da oggi e per 3 giorni gli ambasciatori dei 28 paesi Ue discuteranno delle sanzioni ulteriori da applicare nei confronti della Russia se non ci sarà entro sabato una "de-escalation" del conflitto in Ucraina.

Annunciando nuove sanzioni alla Russia, Mogherini ha dichiarato:

"È ormai chiaro che non siamo di fronte a un conflitto all'interno dell'Ucraina, ma ad uno scontro fra la Russia e l'Ucraina"

una posizione, questa, che si smarca completamente da quelle poco velate accuse di essere legata a doppio filo con la politica estera della Federazione russa.

Kiev accusa Mosca: "Sta già combattendo al fianco dei filorussi"


Lunedì 1 settembre 2014

12:40 - L'esercito ucraino si è ritirato dall'aeroporto di Lugansk, una delle roccaforti dei filorussi nell'est ucraino, ritiro seguito ai tiri d'artiglieria russi. Lo ha fatto sapere Andrii Lisenko, portavoce militare ucraino. (fine aggiornamento)

Considerato il fatto che è stato accertato lo sconfinamento di truppe russe in territorio ucraino - truppe che stanno dando manforte ai ribelli filo-russi - non è facile interpretare le parole del ministro degli Esteri russo Lavrov, che se non altro, però, evitano un'immediata escalation del conflitto: "Non ci sarà un intervento militare russo in Ucraina". Oggi si terranno i negoziati a Minsk, Lavrov chiede "cessate-il-fuoco immediato e senza condizioni. Usa e Ue dovrebbero chiedere a Kiev quello che chiedono in altri conflitti: mettere fine all'impiego di armi pesanti e dell'aviazione contro le città, contro la popolazione civile".

In tutto questo, però, da Kiev continuano ad arrivare accuse secondo le quali le truppe russe starebbero già combattendo assieme ai filo-russi: lo ha detto il ministro dela Difesa ucraino, Gheletei, affermando che truppe russe sono presenti a Donetsk e nell'aeroporto di Lugansk dove sono in corso combattimenti. "Siamo in guerra con la Russia che decide quello che succede nel Donbass", bacino minerario che comprende le regioni di Donetsk e Lugansk, roccaforti dei separatisti filorussi nell'Est.

Le parole della Difesa ucraina fanno temere che il conflitto possa diventare realtà. E di certo Vladimir Putin ci mette del suo, visto che - secondo quanto raccontato da Repubblica - al presidente Barroso che gli chiedeva conto degli sconfinamenti russi in Ucraina avrebbe risposto: "Il problema non è questo, ma che se voglio in due settimane prendo Kiev". Un modo per far passare il messaggio che è meglio non esagerare con nuove sanzioni, nuove basi Nato o contingenti militari inviati in Ucraina per supportare le forze di Kiev.

Scontri anche nel Mar d'Azov


Domenica 31 agosto 2014

19:00 - Gli scontri tra le truppe ucraine e i separatisti filorussi si spostano anche nel Mar d'Azov, di fatto circondato per tre lati da territorio russo (due se escludiamo la Crimea). Le autorità di Kiev hanno denunciato che un cutter navale è stato attaccato con artiglieria dalla costa, in quello che è stato un atto già rivendicato dai ribelli che occupano la zona.

Le operazioni di soccorsi, lo ha confermato un portavoce del governo di Kiev, sono in corso e al momento non è chiaro quante persone vi fossero a bordo né quali siano le loro condizioni.

15:30 - Vladimir Putin è stato frainteso. Le parole pronunciate dal presidente russo in Tv sono state mal interpretate. A confermarlo è il suo portavoce, Dmitri Peskov, che ha precisato come Putin

si riferiva alla necessità di colloqui inclusivi, da iniziare al più presto, come enfatizzato in passato nei documenti, firmati in vari formati.

Il presidente non ha mai affermato, quindi, di voler cominciare a discutere di un indipendenza dall’area est dell’Ucraina, ma di voler affrettare le discussioni per risolvere la delicata situazione che si è venuta a creare, anche col supporto della stessa Russia.

13:30 - A poche ore dall’ultimatum lanciato dall’Europa alla Russia, il presidente Vladimir Putin ha chiesto di aprire le discussioni sull’essere uno Stato dell’Ucraina dell’est al fine di garantire gli interessi della popolazione locale, che non voglio più far parte dell’Ucraina.

Putin ha dichiarato che al momento non è possibile prevedere la fine della crisi e ha accusato l’Europa di star appoggiando un colpo di Stato in Ucraina.

11:15 - I media russi riferiscono di uno scambio di prigionieri avvenuto all’alba di oggi al posto di frontiera di Nekhoteievka. Dieci paracadutisti russi catturati la settimana scorsa dalle forze di Kiev sono tornati in Russia dopo che le autorità di Mosca hanno fatto rientrare in Ucraina i 63 militari catturati mercoledì scorso quando erano entrati in Russia per sfuggire all’avanzata dei ribelli filorussi.

Domenica 31 agosto - La situazione in Ucraina si fa sempre più tesa. Dopo le parole di ieri del presidente della Commissione europea, Josè Manuel Barroso, anche la cancelliera tedesca Angela Merkel è intervenuta pubblicamente sulla vicenda, preannunciato nuove sanzioni alla Russia se la situazione non cambierà da qui ai prossimi sette giorni:

Abbiamo visto una escalation. Se non ci sarà un cambiamento significativo entro una settimana l'Unione europea varerà nuove misure contro Mosca negli stessi campi già colpiti.

Merkel ha precisato che tutti e 28 gli Stati membri sostengono che la soluzione alla crisi non può essere militare. La Germania si è detta contraria alla fornitura di armi a Kiev perchè “darebbe l'impressione che una soluzione militare è possibile. Anche il Presidente del Consiglio europeo uscente, Herman Van Rompuy, ha rincarato la dose:

La situazione in Ucraina è peggiorata, preoccupano gli intensi combattimenti e la presenza dell'esercito russo su suolo ucraino. La Ue chiede alla Commissione di preparare urgentemente nuove misure in una settimana.

Si tratta di un vero e proprio ultimatum alla Russia. Sette giorni per rivedere il suo coinvolgimento in Ucraina o dovrà fare i conti con nuove sanzioni.

Arriva una forza multilaterale Nato di 10mila unità


Sabato 30 agosto 2014

Gran Bretagna e altri sei Paesi invieranno una forza multilaterale firmata Nato di 10mila uomini per rafforzare la risposta all'aggressione russa in Ucraina. O almeno questo è quanto scrive il Financial Times, che spiega anche come l'annuncio sia atteso la prossima settimana al vertice che vedrà protagonisti i paesi dell'Alleanza Atlantica. Coinvolti Danimarca, Lituania, Estonia, Lettonia, Norvegia e Olanda. Fonti di Londra intanto informano che i soldati russi nell'est dell'Ucraina sono tra i 4mila e 5mila e che altri 20mila sono schierati lungo il confine.

La situazione rischia di deteriorare, o almeno questo è quello che fa sapere il presidente della Commissione Europea, Josè Barroso: "Si rischia il punto di non ritorno", anche se non è troppo tardi per arrivare a una soluzione diplomatica. Queste le parole arrivate dopo l'incontro con il presidente ucraino Poroshenko. Parole che fanno temere la guerra, anche se il ministro degli Esteri Ue,Catherine Ashton, afferma che "non c'è soluzione militare, ma solo politica".

La Nato apre all'Ucraina


Venerdì 29 agosto 2014

16:50. La Nato spalanca le porte a una eventuale adesione dell'Ucraina all'Alleanza Atlantica se il Paese deciderà di volerne fare parte. A dirlo rispondendo alle sollecitazioni di Kiev in tal senso è il numero uno della Nato, il segretario generale Anders Fogh Rasmussen:

"Permettemi di ricordarvi la decisione presa nel 2008 dalla NATO, secondo cui l'Ucraina diventerà stato membro"

Il segretario dell'Alleanza Atlantica ha parlato a margine di una riunione d'urgenza della NATO a Bruxelles ricordando che ogni Stato ha:

«il diritto di decidere autonomamente, senza ingerenze dall'esterno»

Le parole di Rasmussen in questa fase assumono i toni di una riedizione della guerra fredda, il governo ucraino in questi giorni del resto aveva manifestato la volontà di accelerare l'avvio del processo di adesione alla NATO.

Aggiornamento venerdì 29 agosto, ore 16:15 - Il presidente russo Vladimir Putin ha chiesto "agli insorti della Novorossija" (Nuova Russia) - cioè i ribelli filorussi - di aprire un corridoio umanitario per le truppe ucraine rimaste ingabbiate dopo la presa da parte dei ribelli delle città strategica di Novoazovsk, nel martoriato est dell'Ucraina.


"Mi appello alle forze ribelli perché aprano un cordone umanitario per le truppe ucraine che sono state circondate, alfine di evitare inutili vittime e per consentirgli di ritirarsi dalla zona delle operazioni"

Il leader dei ribelli gli ha risposto per le rime:

"Accetteremo solo con la resa delle armi da parte dei soldati di Kiev. Con tutto il rispetto dovuto al presidente Putin, siamo disposti ad aprire un corridoio umanitario per le truppe ucraine finite in questo pasticcio solo a condizione che ci consegnino le loro armi e le loro munizioni"

ha detto stamane il presidente dell'autoproclamata Repubblica di Donetsk al canale televisivo russo Rossiya 24.

Nel comunicato diffuso nella notte Putin dice che i soldati dell'esercito di Kiev sono stati circondati dopo:

"i considerevoli successi (dei separatisti) contro l'operazione militare di Kiev"

Il presidente russo aveva quindi chiesto al governo Ucraino di:

"mettere fine ai combattimenti, stabilire un cessate il fuoco e negoziare con i rappresentati del Donbass".

Putin ha chiesto ai separatisti filorussi di fornire anche "un aiuto medico" ai soldati ucraini feriti aggiungendo poi che la Russia

"si tiene pronta e fornirà aiuti umanitari alla popolazione del Donbass".

Non è sfuggita ovviamente il riferimento di Putin "agli insorti della Novorossija" che fa presagire un'annessione alla madre patria russa come per la Crimea?

Mosca ha poi messo in guardia dai "forti rischi" per le forniture di gas all'Europa in inverno a causa della guerra nell'Est dell'Ucraina. Secondo il ministro dell'Energia russo Alexander Novak, che ha incontrato oggi il commissario Ue per l'Energia Gunther Oettinger, Kiev potrebbe sottrarre parte del gas russo diretto in Europa che passa dai metanodotti ucraini.

Ucraina, Usa: "Pronti a nuove sanzioni contro la Russia"


Giovedì 28 agosto 2014

22:32 - Il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha tenuto una conferenza stampa durante la aule ha detto di essere d'accordo con Angela Merkel sulle responsabilità della Russia riguardo le violenze nell'Est dell'Ucraina e che Mosca pagherà le conseguenze negative e nuovi costi per la sua incursione nell'ex Paese sovietico.

21:46 - La portavoce del Dipartimento di Stato Usa Jen Psaki ha dichiarato oggi che gli Stati Uniti sono pronti a nuove sanzioni nei confronti della Russia a causa dell'escaltion della crisi in Ucraina. Lo sconfinamento che Mosca continua a negare è stato provato da foto satellitari diffuse dalla Nato e Psaki ha detto che gli Usa non pensano a una soluzione militare, ma ritengono che l'approccio più adeguato sia per via diplomatica e in particolare hanno intenzione di insistere con le sanzioni.

19:55 - Stéphane Dujarric, il portavoce del Segretario Generale dell'Onu Ban Ki-moon ha detto che le notizie che giungono dall'Ucraina sono allarmanti in particolare per quanto riguarda i combattimenti che si sono estesi dall'Est al Sud del Paese fino al confine di Mare di Azov con la Russia. Dujarric ha detto che se queste informazioni sono confermate si tratta di una "pericolosa escalation" della crisi e la comunità internazionale non può consentirla.

18:30 - La Nato ha pubblicato le foto satellitari scattate nei giorni scorsi e dalle quali emergerebbe che le forze russe impegnate in operazioni militari al confine con l'Ucraina hanno sconfinato a Krasnodon. Secondo la Nato oltre 1000 militari russi sono entrati in Ucraina. L'inviato russo all'Osce Andrei Kelin ha risposto:

"Gli unici militari russi la cui presenza è stata documentata sono dieci paramilitari, che per sbaglio hanno varcato il confine non segnato e sono stati fatti prigionieri dall'esercito ucraino"

Foto satellitari nato Russia invade Ucraina

17:45 - Il Presidente del Consiglio italiano Matteo Renzi oggi, in qualità di Presidente di turno dell'Unione Europea, ha avuto una conversazione telefonica con il Presidente della Russia Vladimir Putin e gli ha espresso la grande preoccupazione dell'Ue per "l'intollerabile escalation" in Ucraina e ha sollecitato il ritorno al tavolo delle trattative. Nei giorni scorsi Renzi aveva parlato anche con il Presidente ucraino Petro Oleksijovy? Poroshenko e sabato lo incontrerà a Bruxelles.

13:45 - Il Presidente dell'Ucraina Petro Oleksijovy? Poroshenko ha cancellato la visita ufficiale che aveva in programma in Turchia dopo che le truppe russe sono entrate in Ucraina. Inoltre il Capo dello Stato ucraino chiede che su questa questione si riunisca presto il Consiglio dell'Unione Europea. Intanto oggi pomeriggio ci sarà una riunione straordinaria del Consiglio nazionale di sicurezza e difesa dell'Ucraina per sviluppare un piano di azioni.

10:35 - Nel corso dei bombardamenti delle ultime 24 ore a Donetsk, la roccaforte dei separatisti filorussi nell'Est dell'Ucraina, ci sono stati undici morti tra i civili e altre 22 persone sono rimaste ferite. Lo si apprende da un comunicato dell'amministrazione di Donetsk e dai rappresentanti dei separatisti che controllano quella zona.

9:25 - Aleksandr Grushko, rappresentante russo presso la Nato, ha fatto sapere che l'intenzionale della Nato di rafforzare la sua presenza vicino ai confini con la Russia "complicherà" le sue relazioni con Mosca che è pronta a fare tutto quello che serve per mantenere la sicurezza. Inoltre il Cremlino fa sapere di essere d'accordo sulla necessità di un nuovo incontro tra Putin e Poroshenko dopo quello di Minsk, ma va negoziato.

Giovedì 28 agosto 2014 - Secondo il rapporto dell'Alto Commissariato per i Diritti dell'Uomo dell'Onu ci sono stati 2.220 morti in Ucraina da metà aprile a oggi e ben 1.200 hanno perso la vita solo nell'ultimo mese e 3.250 sono rimasti feriti. Questo significa che in un mese fa il bilancio delle vittime è più che raddoppiato. L'Onu sottolinea che nelle ultime quattro settimane la media è di 36 morti e 98 feriti al giorno.

I separatisti filorussi entrano a Novoazovsk


Mercoledì 27 agosto 2014

19:20 - Rischia di allargarsi ulteriormente la porzione di territorio ucraino in mano ai separatisti filorussi. Nella giornata di oggi i ribelli hanno cominciato a farsi strada nella città portuale di Novoazovsk e rischiano di aprire un nuovo fronte di guerra. Le forze ucraine assicurano di avere ancora il controllo totale della città, mentre la Russia nega categoricamente di aver fornito supporto via terra ai ribelli.

13:30 - Sempre più tesa la situazione in Ucraina, coi ribelli filorussi che non sembrano avere alcuna intenzione di cominciare le trattative per una tregua. E’ ancora una volta la tv russa a dare conto delle ultime azioni dei separatisti ucraini, che avrebbero fatto prigionieri altri 124 soldati di Kiev, che si aggiungerebbero così ai 94 già catturati nelle ultime ore.

La fonte russa è l’unica a confermare la cattura nei pressi di Starobeshevo, a una quarantina di chilometri da Donetsk. I separatisti, inoltre, affermato di essere riusciti a riprendere il controllo della città di Ilovaisk, a 45km da Donetsk.

10:45 - A poche ore dal dichiarato appoggio di Putin alle trattative tra Kiev e i separatisti filorussi, dall’Ucraina arrivano notizie poco incoraggianti. Il Governo locale denuncia nuovi attacchi da parte dei separatisti nella regione di Donetsk, mentre decine di mezzi pesanti russi avrebbero già varcato il confine.

Oltre 100 veicoli militari sarebbero diretti a Telmanove, a circa 20 chilometri dal confine russo, mentre un’altra colonna di mezzi pesanti in arrivo dalla Russia - 10 camion e almeno 6 complessi missilistici Grad - si starebbe muovendo verso Dmitrovka, nell’Ucraina dell’est.

Intanto i separatisti rivendicano la cattura di 94 militari di Kiev. Le premesse per un cessate il fuoco, è evidente, sono assai lontane.

Mercoledì 27 agosto 2014 - L’incontro tra il presidente russo Vladimir Putin e quello ucraino Petro Poroshenko si è concluso tutto sommato positiviamente, dopo due ore di discussione. Il leader di Kiev ha definito questo colloquio “molto duro e complesso”, mentre Putin ha sottolineato la necessità di un dialogo tra Ucraina e ribelli filorussi, dimostrandosi però disponibile a fare “tutto il possibile per progressi di pace, dobbiamo intensificare il dialogo su molte questioni”.

Al termine dell’incontro di Minsk, Petro Poroshenko ha anticipato che

Sarà preparata una roadmap per ottenere, il prima possibile, un regime di cessate il fuoco che sarà assolutamente bilaterale.

Ora bisogna capire come reagiranno i ribelli separatisti all’idea di un cessate il fuoco e di trattative col Paese dal quale stanno cercando in ogni modo di separarsi.

BELARUS-RUSSIA-UKRAINE-EU-CRISIS

Bianco

A Minsk si incontrano Putin e Poroshenko


Martedì 26 agosto 2014

Speranze di pace, seppure flebili, al livello embrionale, arrivano da Minsk, dove Putin e Poroshenko si sono incontrati per la seconda volta, dopo il primo faccia a faccia del 6 giugno scorso. La stretta di mano tra i due presidenti è avvenuta in occasione del meeting tripartito Unione Doganale (Russia, Kazakistan, Bielorussia), Ucraina, Commissione Europea. Le prime dichiarazioni di Putin sono poco più che frasi di circostanza:

Siamo pronti a uno scambio di opinioni sulla attuale situazione di crisi acuta in Ucraina, che sono sicuro non può essere risolto da un'ulteriore escalation militare, senza considerare gli interessi delle regioni sud-orientali del paese, senza un dialogo di pace con i loro rappresentanti.

Poroshenko dal canto suo non sembra voler fare passi senza il preventivo sostegno della Germania: anche oggi infatti, prima di incontrare le delegazioni del meeting di Minsk, ha avuto un colloquio telefonico con Angela Merkel, sempre saldamente al comando della "cabina di regia diplomatica" che difende gli interessi dell'Ucraina e cerca di facilitarne l'ingresso in Europa.

Si attende con impazienza che i due leader approfondiscano i colloqui e tocchino i temi sostanziali, come il disarmo dei gruppi filorussi e la cessazione delle ostilità da parte dell'esercito di Kiev, insomma quel doppio e simultaneo passo indietro che potrebbe dare il via al processo di pace.

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Ancora scontri nel Sud dell'Ucraina


Lunedì 25 agosto 2014

Anche oggi si registrano scontri nel Sud dell'Ucraina tra le guardie di frontiera di Kiev e una colonna di blindati russi. Infatti, secondo il governo ucraino, che porta avanti quella che definisce una "operazione antiterrorismo", decine di carri armati e veicoli blindati russi hanno attraversato la frontiera nella zona di Sherbak-Novoazovsk. Tuttavia Mosca nega attraverso il sito Russia Today che interpella il ministro degli Esteri Sergey Lavrov che dice anche di voler inviare un nuovo convoglio di aiuti nell'Ucraina dell'Est.

Intanto la Russia non è stata invitata al vertice Nato che si svolgerà in Galles il 4 e 5 settembre ed è la prima volta in 16 anni che non ci saranno rappresentanti russi a una riunione della Nato.

Colpito un ospedale a Donetsk


Domenica 24 agosto 2014

ore 11:01 Il presidente ucraino Poroshenko si è impegnato a investire 2,2 miliardi di euro per il riarmo e il rilancio delle forze armate, malgrado il collasso economico che minaccia il suo paese, in pieno conflitto con i ribelli filorussi a Est. "Fra il 2015 e il 2017 - ha promesso in un discorso tenuto a margine di una parata militare, oggi a Kiev,in occasione dell'anniversario dell'indipendenza - stanzieremo più di 40 miliardi di grivnie (oltre 2,2 miliardi di euro) per il riarmo".

Domenica 24 agosto, ore 10:57 Un bombardamento ha colpito questa mattina un ospedale nel centro di Donetsk, la roccaforte dei ribelli filorussi in Ucraina orientale, da giorni assediata dalle forze di Kiev. Secondo quanto riferito dalle fonti locali, alcuni pazienti sarebbero rimasti feriti, altri sarebbero stati portati al riparo nelle cantine dell'ospedale. Negli ultimi giorni i bombardamenti sulla città si sono fatti più intensi e ieri sono morti sei civili, tra i quali un bambino.

Danneggiata la Donbass Arena


Sabato 23 agosto 2014

20:40 - tutti e 32 i camion del convoglio umanitario russo che ieri avevano varcato il confine ucraino senza alcuna autorizzazione hanno lasciato oggi la città di Luhansk, in mano ai ribelli filorussi, e hanno fatto rientro in Russia.

17:40 - sale ancora il numero dei morti a Donetsk. Dopo i tre civili rimasti uccisi questa mattina, nel pomeriggio di oggi altri tre civili, tra i quali anche un bambino, sono morti in seguito a un bombardamento. Lo ha reso noto l’Afp, che ha potuto constatare in prima persona l’accaduto. Si tratterebbe, secondo alcuni testimoni, dei componenti di un’unica famiglia.

16:30 - si continua a combattere a Donetsk, la roccaforte dei ribelli filorussi che il governo di Kiev sta cercando di espugnare ormai da giorni, lasciandosi però alle spalle una scia di sangue.

Nel primo pomeriggio di oggi due esplosioni hanno danneggiato uno dei luoghi simbolo della città, la Donbass Arena, lo stadio in cui normalmente gioca lo Shakhtar, rimodernato pochi anni fa in occasione degli Europei del 2012. La squadra di casa già da tempo aveva cominciato ad allenarsi a Leopoli, nell’Ucraina dell’Ovest. Stando a quanto si apprende lo stadio era deserto e non si sono segnalati morti o feriti.

Sabato 23 agosto 2014 - nessun cavallo di Troia, ma semplici aiuti, almeno per il momento. Sette dei 32 camion del convoglio umanitario russo che ieri avevano varcato il confine ucraino hanno fatto ritorno in Russia dopo aver consegnato gli aiuti ai civili dell’est del Paese, in mano ai filorussi. La conferma arriva direttamente dagli osservatori dell'Osce.

La preoccupazione resta comunque alta: gli Stati Uniti si dicono certi che la Russia abbia schierato oltre 18 mila uomini pronti a combattere in Ucraina, mentre il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon, si è detto molto preoccupato dallo sconfinamento non autorizzato del convoglio russo in Ucraina.

Intanto continua a salire il numero dei morti nel centro di Donetsk, dove i militari di Kiev stanno tentando di espugnare quella che da tempo è diventata la roccaforte dei ribelli filorussi. Almeno due persone sono rimaste uccise negli scontri, portando a oltre 2000 la vittime in appena 4 mesi di offensiva.

Ucraina, si combatte a Donetsk


32 camion russi hanno varcato il confine

Giovedì 21 agosto - Trentadue dei circa 280 camion del convoglio umanitario russo destinato alle popolazioni civili dell'Ucraina dell'Est sono entrati oggi in territorio ucraino. La decisione di Mosca di far partire il proprio convoglio, fermo alla frontiera da oltre una settimana, era stata comunicata stamane dal ministero degli Esteri russo, che aveva puntualizzato: "Tutti i pretesti di Kiev per ritardare l'invio degli aiuti si sono esauriti". Il ministero sostiene inoltre che le truppe ucraine usino missili balistici "sempre più spesso".

Mercoledì 20 agosto 2014: mentre gli occhi dell’Occidente si stanno concentrando in queste sulla situazione in Iraq, in Ucraina continua l’avanzata delle forze armate contro i ribelli che controllano le regioni di Luhansk e Donetsk.

Andriy Lysenko, portavoce Consiglio per la Sicurezza Nazionale ucraino, ha confermato oggi alla stampa che le forze governative sono riuscite ad entrare a Luhansk, a circa 20 chilometri dal confine con la Russia e sono riuscite a riprendere il controllo di “parti significative” della città, ormai da 18 giorni senza elettricità, acqua corrente e linee telefoniche in un braccio di ferro tra il governo di Kiev e i separatisti filorussi.

Lysenko ha anche confermato che gli scontri a Donetsk non si sono fermati e che nelle ultime 24 ore si sono registrati 43 morti, 34 civili e 9 soldati, mentre nello stesso arco di tempo i feriti sono stati oltre 50.

Martedì 19 agosto - La guerra fra Kiev e i filorussi potrebbe aver scritto quest’oggi una delle pagine più oscure del conflitto che da mesi insanguina l’Ucraina. La leadership dell’autoproclamata repubblica di Donetsk ha accusato l’esercito ucraino di avere bombardato un asilo a Makeevka uccidendo 10 bambini. Le accuse di Donetsk sarebbero state confermate, anche se Kiev non ha ancora rilasciato dichiarazioni ufficiali sull’accaduto.

Su Twitter le notizie sono confuse, si parla di granate e mortai, ma anche dell’intervento dell’aviazione militare. L’unica certezza sono i corpi dei bambini e il pianto straziante delle madri. Le autorità locali hanno riferito che un gasdotto di Makeevka è stato danneggiato durante l’attacco e ha preso fuoco. I colpi di artiglieria e i bombardamenti su Donestk e dintorni hanno danneggiato un impianto per la potabilizzazione dell’acqua che serve un bacino d’utenza di 436mila persone.

Lunedì 18 agosto 2014 - Dmitro Iarosh, leader del gruppo nazionalista paramilitare Prvi Sekot (Settore Destro) ha annunciato ieri sera che i suoi uomini non marceranno su Kiev come era stato invece paventato attraverso una lettera inviata al Presidente ucraino Petro Proshenko, ma continueranno a combattere a Est contro i miliziani separatisti. Irash ha detto che una parte delle sue richieste sono state in parte esaudite. Si tratta del siluramento di alcuni dirigenti del ministero dell'Intreno e del rilascio di alcuni militanti che erano stati fermati.
Intanto la Russia, attraverso il portavoce del Cremliano Dmistri Peskov, ha smentito di aver inviato rinforzi militari.
Ieri mattina un aereo da caccia Mig-29 dell'esercito ucraino è stato abbattuto dai separatisti filo-russi della regione di Lugansk.

L'esercito entra a Lugansk


Domenica 17 agosto 2014

13:40 - secondo un portavoce dell’esercito ucraino, Andrii Lysenko, le forze militari di Kiev sarebbero riuscite a entrare a Lugansk, una delle roccaforti dei ribelli, e a prendere il controllo della stazione di polizia. Il militare ha precisato che è già stata issata la bandiera ucraina.

Domenica 17 agosto 2014 - la Croce Rossa ha confermato che alcuni suoi funzionari sono giunti nell’area in cui si trova il convoglio umanitario russo e sono in attesa di istruzioni per cominciare l’ispezione ufficiale. Victoria Zotikova, portavoce del Comitato internazionale della Croce Rossa, ha ribadito il raggiungimento dell’accordo di ieri, ma ha precisato che con ogni probabilità l’ispezione non comincerà oggi.

Ieri c’è stato un accordo su come ispezionare il convoglio, ma le ispezioni ufficiali non sono ancora cominciate.

Intanto la tensione tra Russia e Ucraina è sempre più allarmante e tangibile. Stamattina un portavoce dell’esercito ucraino ha accusato i separatisti ribelli di aver abbattuto un aereo da caccia MiG-29 nella regione di Lugansk, ad est del Paese.

Pochi i dettagli, oltre al fatto che il pilota è riuscito a lanciarsi e dopo un’operazione di ricerca è stato tratto in salvo. Nessuna informazione sulle sue condizioni, ma Oleksiy Dmitrashkovsky ha precisato che si trova in un luogo sicuro.

Intesa sul convoglio umanitario russo diretto nell'Ucraina dell'Est


Sabato 16 agosto 2014
UKRAINE-RUSSIA-CRISIS-MILITARY

21:50 - Pascal Cuttat, capo della delegazione russa del Comitato internazionale della Croce Rossa, ha annunciato che è stato trovato l'accordo tra Kiev e Mosca su come procedere nella preparazione del convoglio umanitario russo diretto verso l'Ucraina dell'Est e su come ispezionare il suo contenuto.

Sabato 16 agosto 2014 - Il Presidente ucraino Petro Poroshenko ha affermato che la notte scorsa le forze armate di Kiev hanno fermato una colonna di mezzi militari russi che stavano penetrando nell'Est dell'Ucraina.
Da Mosca sono arrivate smentite, ma intanto l'ambasciatore russo a Londra è stato convocato dal Foreign Office per dare spiegazioni sul fatto e il Consiglio dei Ministri degli Esteri dell'Ue riunito a Bruxelles ha ordinato di fermare ogni azione militare unilaterale. Anche il presidente francese François Hollande è intervenuto per invitare la Russia al rispetto dell'integrità dell'Ucraina, cos' come il vicepresidente degli Stati Uniti Joe Biden che ha invitato i russi a fermare ogni violazione della sovranità di Kiev.

Dopo l'annuncio di Poroshenko della distruzione di blindati russi da parte dell'artiglieria ucraina, il portavoce del Consiglio di Sicurezza Nazionale del Presidente Usa Barack Obama, Caitlin Hayden, ha ribadito, tramite un comunicato, che l'America è contraria alle incursioni russe e delle forze filorusse in Ucraina e ha aggiunto:

"La Russia non ha alcun diritto di inviare in Ucraina veicoli, persone o materiale senza l'autorizzazione del governo ucraino"

Inoltre Hayden ha detto che se Putin vuole far finire il conflitto può iniziare con il fermare i bombardamenti dell'artiglieria russa in Ucraina, consegnare le armi e smettere di sostenere i separatisti.

Ucraina. ONU, mille vittime negli ultimi quindici giorni


Mercoledì 13 agosto 2014

19:20 - Secondo l'ONU, negli ultimi quindici giorni il bilancio dei morti in Ucraina sarebbe raddoppiato: il numero delle persone uccise, tra truppe regolari e ribelli filorussi,ammonta ora a 2086 vittime e comprende anche 20 bambini. Fino al 26 luglio i morti calcolati dall'Onu erano 1129.

Intanto, come previsto, le truppe Ucraine hanno bloccato alla frontiera il convoglio russo con aiuti umanitari.

13 agosto, ore 10:45 Il convoglio russo composto da 300 camion carichi di aiuti umanitari, partito ieri mattina da Mosca, è arrivato al confine con l'Ucraina. I camion, secondo il programma, dovrebbero attraversare il posto di frontiera della regione di Kharkiv, sotto il controllo del governo ucraino. Kiev però ha fatto sapere di non avere intenzione di far passare il convoglio, che non è autorizzato dalla Croce Rossa. La controproposta del governo ucraino è di trasbordare gli aiuti umanitari su un convoglio di Kiev che procederà poi a consegnarlo alla popolazione.

11 agosto, ore 18:20 - Si torna a combattere in Ucraina: il governo di Kiev ha messo sotto assedio le città di Donetsk e Lugansk, nel nord del Paese, con l'obiettivo di togliere le due città alle forze separatiste. Nelle ultime settimane l'esercito regolare ha guadagnato terreno, riuscendo ad arrivare alle porte delle due roccaforti dei filo russi.

"Per i civili è preferibile lasciare le città che stanno per essere liberate" ha detto il portavoce del Consiglio di sicurezza ucraino, Andrii Lisenko. Intanto l'Ue annuncia che ci saranno conseguenze se la Russia dovesse sconfinare in Ucraina, anche se con il pretesto di una missione di pace.

1 luglio. Il presidente ucraino Porosenko ha deciso di non prorogare il cessate il fuoco e di attaccare i separatisti che controllano gran parte delle regioni di Donetsk e Lugansk. I combattimenti sono quindi ripresi già da stamattina, e un soldato ucraino è stato ferito da cecchini nei pressi di Tarani, nella regione di Donetsk.

Ucciso giornalista russo a Donetsk

Aggiornamento 30 giugno

: Un giornalista della principale tv pubblica russa, Perviy Kanal, è stato ucciso nella regione di Donetsk nell'est dell'Ucraina. Anatoli Klian, 68 anni, che da 40 anni lavorava per la tv russa, insieme a un gruppo di giornalisti russi stava seguendo a bordo di un pullman i filorussi dell'autoproclamata Repubblica di Donetsk che si accingevano a incontrare le madri di alcuni soldati venute a supplicare che i loro figli potessero lasciare la zona.

Combattimenti a Sloviansk


20:10 -

Risultano ancora dispersi gli otto osservatori Osce di cui si sono perse le tracce a fine maggio. Lo comunica la stessa organizzazione internazionale.

Aggiornamento 9 giugno - Sono stati rilasciati i due giornalisti russi fermati il 6 giugno nella regione di Donetsk con l'accusa di spionaggio. Andrei Sushenkov e Anton Malishev, che lavorano per il canale tv Zvezda, si trovano ora a Mosca e hanno denunciato di essere stati tenuti per due giorni "praticamente senza acqua potabile in una stanza angusta dove la temperatura arrivava a 50 gradi".

Intanto nella notte l'esercito di Kiev ha bombardato Sloviansk, causando vittime. Lo sostengono i separatisti filorussi, che però non danno stime sul numero di morti. Il comandante locale dei ribelli -che per il governo ucraino è un colonnello dei servizi segreti di Mosca - ha dichiarato che "la situazione è disperata".

17.24 - Secondo una nostra fonte che si trova a Donetsk l'esercito regolare ucraino starebbe accerchiando la città di Slaviansk, che è stata isolata per ore: la fonte ha preso contatto con i ribelli filorussi asserragliati nella cittadina, i quali riferiscono incessanti bombardamenti ad opera di aerei da ricognizione.

La stessa cosa è successa anche ieri, quando mentre a Kiev Poroshenko teneva il discorso di insediamento come Presidente l'esercito ucraino bombardava Slaviansk dalla collina che la sovrasta.
L'esercito ucraino starebbe schierando anche missili Grad e Hurricane attorno alla città, puntando su obiettivi "sensibili". La città di Sloviansk è il punto più "caldo" degli scontri a fuoco in Ucraina. Qui vi proponiamo una mappa degli schieramenti:

Di contro, nella città di Lugansk i ribelli starebbero attaccando l'aeroporto, che è territorio di sicurezza dell'esercito ucraino: lo ha affermato un paracadutista che difende la base in mano ai soldati di Kiev, citato dalla France Presse.

Aggiornamento 8 giugno 2014, ore 12.28 - Il presidente del Consiglio di Sicurezza della Federazione russa, Nikolai Patrushev, ha esortato Kiev a far cessare totalmente l’operazione militare avviata nella regione a sud del Paese, un'operazione che è stata definita un vero e proprio "massacro". Patrushev, che ieri ha rilasciato una lunga intervista all'emittente russa Rossiya 24, accusa Kiev di "massacrare il suo stesso popolo" nelle zone di Donetsk, Lugansk e Slaviansk.

Le dichiarazioni di Patrushev sono state successive a quelle del presidente ucraino neoeletto Poroshenko, che ieri ha pronunciato il suo discorso di insediamento promettendo un piano di pace per il sud-est dell'Ucraina.

A dar ragione alla posizione russa, questa mattina sono ripresi i bombardamenti sulle periferie di Sloviansk, la città a nord di Donetsk assediata dalle forze ucraine: i ribelli, riferiscono fonti stampa, denuncerebbero numerosi morti, bombardamenti con missili Grad e colpi di mortaio, oltre che difficoltà logistiche di approvvigionamento idrico.

Ucraina, dal G7 Obama minaccia nuove sanzioni contro la Russia

16:30 "La Russia ha 2 o 3 settimane per dimostrare che ha smesso di destabilizzare l'Ucraina. Se non lo farà, non avremo alternative che inasprire le sanzioni": è questo l'aut aut lanciato dal presidente Usa Obama alla Russia, durante il G7 in corso a Bruxelles. I Paesi del G7 sono pronti a "imporre costi addizionali" sul Cremlino. Se Putin cogliesse l'occasione per "tornare nella legge internazionale, sarà possibile per noi tornare a costruire la fiducia".

Aggiornamento 5 giugno 2014 - Il governo ucraino dice no alla bozza di risoluzione Onu proposta dalla Russia per la creazione dei corridoi umanitari nel Paese sconvolto dalla guerra civile. La dichiarazione arriva direttamente dall’ambasciatore di Kiev all'Onu, Yuriy Sergeyev. Il governo ucraino teme che, con la scusa degli aiuti umanitari, entrino nel paese armi e sostenitori del movimento separatista.

Intanto il neo eletto presidente ucraino Petro Poroshenko ha incontrato ieri Barack Obama a Varsavia, ricevendo l'appoggio degli Usa. "Ci hanno rassicurato con forza sul fatto che l’Ucraina ha alleati solidi nell’Unione europea, negli Stati Uniti, in Canada e nel resto del mondo". Gli Usa avrebbero assicurato anche aiuti in termini di armamenti, ma "non letali"

Aggiornamento 3 giugno 2014, ore 11.23 - Si continua a sparare lungo il confine russo-ucraino. L'esercito ucraino avrebbe respinto con un assalto aereo sulla città di Lugansk l'avanzata dei filorussi nella regione: secondo i rivoltosi il bilancio dei bombardamenti, un massacro avvenuto anche con bombe a grappolo, è di cinque morti.

Nella città di Lugansk si combatte a corpi di artiglieria anche nella zona sud, ma anche a Donetsk e Slavyansk si continua a respirare un clima tesissimo; nel frattempo è stata consegnata, nella giornata di ieri, la bozza di risoluzione sull'Ucraina, presentata lunedì al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite dalla Russia, un'iniziativa che punta a far cessare le violenze e aprire delle trattative sui territori in rivolta all'interno dei confini ucraini.

Sparatorie a Donetsk e bombardamenti a Lugansk


Aggiornamento 2 giugno

- A Donetsk vanno avanti le sparatorie nella zona dell'aeroporto e i quartieri limitrofi sono stati chiusi. Secondo Russia Today a Lugansk ci sono state delle vittime in un'azione dei caccia militari ucraini che hanno bombardato la sede dei ribelli. Questi ultimi con una nota ufficiale hanno denunciato che il palazzo in cui ha fissato la sua sede il governo separatista è stato bombardato e i militari hanno usato anche bombe a grappolo. Le autorità hanno avvisato i residenti e hanno suggerito loro di lasciare la zona perché è piena di ordigni.

Giornalisti italiani bloccati a Slaviansk da militari ucraini


15:17

- Un team di quattro giornalisti italiani, secondo quanto apprendiamo da fonti ucraine, sarebbe stato fermato e bloccato ad un posto di blocco delle forze armate ucraine vicino Slavyansk. L'Ambasciata italiana a Kiev è già stata allertata.

Aggiornamento 1 giugno, ore 12:50 - Sono ripresi nella notte di ieri i bombardamenti dell'artiglieria ucraina sulla martoriata città di Slavyansk, nella regione di Donetsk dove, in un villaggio poco a nord proprio della città di Donetsk, alcuni contadini affermano di aver trovato una fossa comune in un bosco, con 10-15 cadaveri in avanzato stato di decomposizione. Secondo alcuni si tratterebbe dei corpi di alcuni miliziani del Donbass, molti ventenni, che si erano rifiutati di combattere.

La portavoce del dipartimento di Stato americano Jen Psaki ha invece investito Kiev della legittimità necessaria a tenere la propria posizione:

"Kiev ha la responsabilità di far rispettare la legge e mantenere l'ordine sul proprio territorio. Abbiamo visto tanti abusi da parte dei separatisti, comprese
assassini, rapimenti e saccheggi"

ha spiegato il funzionario statunitense. E' sempre più cementata l'ufficialità dell'appoggio Usa all'Ucraina, in contrapposizione ai separatisti filorussi inizialmente appoggiati a loro volta da Mosca. Nel frattempo i separatisti filorussi della regione ucraina di Donetsk sostengono di aver rilasciato tutti gli osservatori dell' Osce, ma l'Organizzazione internazionale non ha confermato la notizia.

31 maggio, 9:30 - ancora bombardamenti nella notte a Sloviansk, confermati dall’agenzia Ria-Novosti, secondo la quale l’intervento dell’esercito di Kiev avrebbe provocato diversi morti. I ribelli accusano e parlano di vendetta per l’abbattimento dell’elicottero militare ucraino che ha provocato la morte di una decina di militari ieri sui cieli di Sloviansk.

A Pavia i funerali di Andrea Rocchelli

14:23 - Si sono tenuti a Pavia i funerali di Andrea Rocchelli, il giornalista e fotografo free-lance italiano morto ammazzato a Slavyansk nei giorni scorsi da mano ignota.

Aggiornamento 30 maggio 2014, ore 10:47 - Continuano le violenze in Ucraina, dove oramai la situazione generale non può che essere definita "di guerra": secondo quanto scrive l'agenzia Ria-Novosti l'artiglieria ucraina avrebbe ripreso il bombardamento sulla città di Slavyansk, roccaforte della milizie filorusse nel sud-est dell'Ucraina, in particolare riportando la notizia che vuole colpi di mortaio sopratutto sul centro della città.

I ribelli filorussi dal canto loro possono contare sugli "aiuti umanitari" (almeno ufficialmente) garantiti da Mosca; il clima si è surriscaldato dopo che ieri i miliziani filorussi hanno abbattuto un elicottero ucraino proprio sui cieli di Slavyansk, in cui sono morti una decina di militari tra cui un generale. Slavyansk è oramai un vero e proprio teatro di guerra, nel quale una settimana fa il fotografo italiano Andy Rocchelli ha perso la vita: i funerali del ragazzo si terranno oggi a Pavia, dove il freelance era molto conosciuto: da giovane aveva frequentato l’ambiente degli scout ed era impegnato nel sociale in una Ong.

Secondo quanto riferiscono numerose testimonianze citate da fonti giornalistiche internazionali in est Ucraina starebbe giungendo un flusso di miliziani anche dalla Cecenia, pronti a dare manforte ai separatisti:

"Nelle ultime due settimane, lì sono stati inviati ex uomini dei battaglioni delle forze speciali federali Vostok (Oriente) e Zapad (Occidente), che fanno capo al Gru (l'intelligence militare russa). A loro si aggiungono volontari di altre strutture"

riferisce un testimone citato dal GRR Rai. Intanto, a Kiev il presidente Poroshenko ha informato che presterà giuramento il 7 giugno prossimo: il "re del cioccolato" neo-eletto ha promesso di negoziare con i rappresentanti dei filorussi nell'est dell'Ucraina, ma anche di sradicare i separatisti che vogliono annettere la regione alla Russia. Nel frattempo lo scrittore russo Nicolai Lilin, molto attivo su Facebook ed attento a quanto sta succedendo in Ucraina (come anche molto critico verso il governo di Kiev), ha pubblicato nuove fotofrafie per denunciare la repressione e le violenze degli ucraini nei confronti dei filorussi.

Filorussi proclamano Repubblica di DonetskUcraina, massacro a Slavyansk

Ucraina, massacro a Slavyansk

Ucraina, massacro a Slavyansk
Ucraina, massacro a Slavyansk
Ucraina, massacro a Slavyansk
Ucraina, massacro a Slavyansk
Ucraina, massacro a Slavyansk

4 osservatori Osce detenuti a Sloviansk

9:09 - Il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama, nel corso di un'intervista alla radio pubblica Npr, ha annunciato che la settimana prossima vedrà il nuovo presidente dell'Ucraina Petro Poroshenko.

Aggiornamento di giovedì 29 maggio 2014 - Viaceslav Ponomaryov, il sindaco "popolare" di Sloviansk (si è autoproclamato tale), ha detto che il team di quattro osservatori dell'Osce di cui si erano perse le tracce lunedì scorso sono detenuti dalla milizia locale. Ponomaryov ha detto:

"Sappiamo dove si trovano e stanno tutti bene. Li avevamo avvertiti che non dovevano andare da nessuna parte, ma sono stati troppo zelanti e sono stati arrestati"

Una seconda squadra di osservatori, di cui fa parte anche un'italiana, è stata invece rilasciata ieri.

La battaglia di Donetsk fa 40 morti. Ban Ki Moon telefona a Poroshenko


Mercoledì 28 maggio 2014

20:04 - Secondo quanto riferito dalla Bbc il team Osce di cui si erano perse le tracce sarebbe "al sicuro", sotto protezione nella città di Donetsk, nell'est dell'Ucraina. Gli osservatori erano in missione di sorveglianza. L'unità di crisi del ministero degli Esteri si era messa in contatto con i familiari della componente italiana del team ed ha confermato poco fa la notizia della liberazione degli osservatori.

19:19 - Mentre il corpo del fotografo Andrea Rocchelli atterrava a Roma su di un volo dell'Unità di crisi della Farnesina il leader dell'autoproclamata Repubblica popolare di Donetsk, Denis Pushilin, ha tenuto un comizio nella città ucraina protagonista della guerriglia degli ultimi giorni, ribadendo la determinazione che muove le ragioni dei separatisti filorussi, una determinazione già ribadita nella tarda mattinata dal primo ministro della repubblica di Donetsk, Alexander Borodai:

"Non combatteremo fino alla fine, ma fino alla vittoria."

La linea dura dei separatisti è la risposta all'ennesimo ultimatum lanciato dal governo di Kiev, che minacciano di "colpire con precisione" i separatisti qualora essi non abbandonino le armi. Secondo quanto riporta l'Ansa il Segretario generale dell'Onu Ban Ki-Moon ha parlato al telefono con Petro Poroshenko, Presidente eletto dell'Ucraina, per congratularsi della vittoria elettorale di domenica:

"Il popolo ucraino si aspetta che Poroshenko si adoperi in fretta per guidare il Paese fuori dall'instabilità politica, economica e sociale portando sicurezza, una maggiore prosperità e una governance democratica."

ha scritto Ban Ki-Moon in una nota.

Aggiornamento di mercoledì 28 maggio 2014, ore 14:25 - Continuano imperterrite le violenze nell'est Ucraina, una zona del paese che può essere considerata (e in larga parte anche ufficialmente si comincia a definirla in tal senso) una vera e propria "zona di guerra". A Donetsk si combatte, i morti sarebbero già circa 40 nonostante l'ultimatum lanciato dal governo ("illegittimo" dicono i filorussi) di Kiev.

Oggi l'Unione Europea è tornata sull'unico aspetto che sembra interessare Bruxelles della guerra civile in Ucraina, ammonendo Mosca in materia di forniture di gas: con l'avvicinarsi dell'estate infatti il fabbisogno diminuisce, e così anche i prezzi (solitamente) e l'Ue vuole far sapere a Putin di non essere disposta nè a vedersi tagliare le forniture nè a vedersi aumentare il costo delle stesse.

La battaglia di Donetsk - 40 morti

La battaglia di Donetsk - 40 morti
La battaglia di Donetsk - 40 morti
La battaglia di Donetsk - 40 morti
La battaglia di Donetsk - 40 morti
La battaglia di Donetsk - 40 morti

Secondo uno studio della Commissione Ue sulla sicurezza energetica gli effetti di un'interruzione delle forniture in inverno avrebbero effetto su tutto il continente, a esclusione della penisola iberica e della Francia del sud; una materia sulla quale l'Europa intende necessariamente intervenire. Ci ha pensato Francois Hollande ad annunciare un incontro con Vladimir Putin per il 6 giugno prossimo.

"Ho invitato Putin in Normandia per le cerimonie in occasione dell'anniversario dello sbarco alleato e avremo colloqui, in particolare sulla crisi ucraina [...] Putin ora riconoscerà il nuovo presidente ucraino Poroshenko e si assicurerà che ci sia una de-escalation della violenza nel Paese."

ha detto nel primo pomeriggio di oggi Hollande. Putin, che in mattinata ha avuto un colloquio telefonico anche con il primo ministro italiano Matteo Renzi, non sembra tuttavia intenzionato a mollare di un centimetro, anche perchè sono in molti a cavalcare l'ondata separatista in Ucraina. Se inizialmente il controllo sulle truppe russe e filorusse del Cremlino era pressocchè totale, grazie anche all'aiuto di "amici" invisibili, oggi le carte in tavola sembrano essere parecchio cambiate.

Con il ritiro delle truppe russe dai confini, in ottica di raffreddare il clima, Putin ha commesso infatti l'errore di escludere anche il controllo sui separatisti, sui quali ha confessato giorni fa di non avere più alcuna ascendenza. Il Presidente russo, non nuovo ad affermazioni depistanti, continua a mostrare i muscoli ma in maniera decisamente differente rispetto a qualche settimana fa, più cauta, dimostrando così che in effetti lo scenario generale è cambiato.

In Italia intanto lo scrittore e tatuatore russo Nicolai Lilin ha denunciato pubblicamente atti di intimidazione e minacce da parte di alcuni ucraini in Italia; l'autore da settimane denuncia, su Facebook, le violenze in Ucraina, puntando in particolare il dito contro la destra ucraina e la violenza verso i russofoni nell'ovest del Paese.

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La battaglia di Donetsk fa 30 morti


Martedì 27 maggio 2014

22:16 - Si continua a combattere, tanto che la Repubblica popolare di Donetsk ha diramato un ordine di evacuazione in alcune zone della città. Da parte di Kiev è invece arrivato un ultimatum inquietante: "Lasciate la città o verrete colpiti con precisione. Resa o morte", ha spiegato, all'agenzia russa Ria, Novosti Vladislav Seleznyov, un portavoce del comando che coordina l'operazione antiterrorismo.

11:26 - L'aeroporto di Donetsk è di nuovo sotto il controllo dei militari di Kiev, secondo quanto sostiene il ministero degli Interni ucraino. Le fonti locali parlano però di combattimenti in corso.

Aggiornamento martedì 27 maggio - La battaglia tra filorussi e nazionalisti ucraini (che stanno avanzando nelle regioni ribelli) che ieri si è concentrata nei dintorni dell'aeroporto di Donetsk ha lasciato sul terreno almeno 30 morti. I ribelli dell'autoproclamata repubblica indipendente chiedono aiuto: servono medici e volontari. Gli scontri hanno fatto levare una densa colonna di fumo, a causa anche dell'intervento degli elicotteri di Kiev, in supporto dei soldati asserragliati dentro l'aeroporto. Anche stamattina si sono uditi spari.

Ucraina, la battaglia di Donetsk fa 30 morti

Ucraina, la battaglia di Donetsk fa 30 morti

Ucraina, la battaglia di Donetsk fa 30 morti
Ucraina, la battaglia di Donetsk fa 30 morti
Ucraina, la battaglia di Donetsk fa 30 morti
Ucraina, la battaglia di Donetsk fa 30 morti
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Ucraina, la battaglia di Donetsk fa 30 morti
Ucraina, la battaglia di Donetsk fa 30 morti

Le trattative tra Russia e Ucraina

11:41 - Il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov ha dichiarato che Mosca ha intenzione di rispettare la volontà che il popolo ucraino ha espresso con le elezioni presidenziali di ieri e dialogherà con il nuovo presidente Poroshenko. Lavrov ha anche detto che se Kiev riprendesse l'offensiva nell'Est del Paese commetterebbe un errore colossale.
Intanto anche Poroshenko si è già detto pronto al dialogo con la Russia e spera di parlare con Putin già entro giugno.

Aggiornamento lunedì 26 maggio - All'aeroporto di Donetsk c'è stato un blitz dei filorussi che vogliono il ritiro dei soldati dell'Ucraina che sorvegliano il perimetro interno dello scalo aereo. I voli sono stati temporaneamente sospesi.
A Sloviansk, roccaforte dei dissidenti, gli scontri vanno avanti, mentre l'ospedale di Semionovka, assediato, è stato evacuato.

I soldati ucraini continuano a usare l'artiglieria sparando dal monte Karaciun contro il villaggio di Andreekva, dove è stato ucciso il fotoreporter italiano, e Vostochny.

17 soldati morti nell'Est del Paese


Aggiornamento del 22 maggio

- Tra ieri e oggi almeno diciassette soldati dell'esercito ucraino sono morti in scontri con paramilitari filorussi nelle regioni di Donetsk e Lugansk, nell'est dell'Ucraina.

Nelle stesse zone i filorussi hanno occupato quattro miniere nel pomeriggio di oggi.

Dal punto di vista diplomatico prosegue il braccio di ferro tra Kiev e Mosca, a colpi di accuse a vicenda: gli ucraini affermano che il ritiro delle truppe russe dal confine non è iniziato, come invece proclamato dall'esercito avversario. Dal canto loro i russi denunciano vittime tra i civili a Sloviansk, dovuti a colpi di mortaio sparati dai militari ucraini, che naturalmente negano.

Intanto cresce la tensione in vista delle elezioni presidenziali di domenica, sulle quali il ministero degli esteri di Mosca ha espresso dubbi di legittimità.

Ucraina: la situazione al 20 maggio

Questa volta, dopo tanti annunci, sembra che le truppe russe si stiano realmente ritirando dai confini con l'Ucraina, come ordinato ieri dal presidente Putin. Lo annuncia il ministero della Difesa russo, spiegando che i comandanti stanno precisando itinerari e piani di movimento. Gli Usa e la Nato avevano fatto sapere ieri di non avere rilevato elementi che potessero confermare il ritiro delle migliaia di soldati russi che si trovano al confine dal mese di marzo.

Ucraina: le notizie del 19 maggio

17:10 - Il Ministro degli Esteri russo Serghiei Lavrov in un incontro con il suo omologo slovacco Miroslav Lajcak, ha reso nota l'intenzione di Mosca di rivedere nella sostanza i rapporti tra Unione Europea e la Russia e tra la Nato e la Russia, riferendosi in particolare all'appoggio incondizionato dato da Ue e Stati Uniti a Kiev nelle vicende che riempiono le cronache internazionali da dicembre ad oggi.

Aggiornamento 19 maggio, ore 12:31 - Si fa sempre più complesso il quadro in est Europa: il Cremlino ha annunciato questa mattina che il Presidente russo Vladimir Putin avrebbe ordinato il ritiro delle truppe di Mosca dal confine russo-ucraino e decretato la fine delle esercitazioni militari, cominciate nel gennaio scorso in contemporanea con la caduta dal potere dell'allora presidente ucraino Yanukovich. Putin aveva già annunciato in precedenza di avere ritirato i militari, ma gli Stati Uniti avevano smentito questa informazione, facendo sapere di non avere visto segnali che la confermassero.

Contemporaneamente però Mosca ha posto parecchi dubbi sulla legittimità del voto della prossima settimana, che decreterà il nuovo presidente ucraino:

"È possibile che elezioni che si svolgono tra il crepitio delle armi possano davvero rispettare le norme democratiche del processo elettorale? [...] Occorre fermare immediatamente le operazioni militari nel sud-est ucraino."

chiede in una nota il ministero degli esteri russo. Dal punto di vista occidentale invece a garantire democrazia, imparzialità e clima sereno è il diplomatico tedesco Wolfgang Ischinger:

"Dai dati che abbiamo, possiamo supporre che le elezioni si svolgeranno tranquillamente in gran parte del Paese."

Tuttavia, dalle zone più calde del paese le notizie non sembrano essere concilianti: l'autoproclamata Repubblica popolare di Donetsk prevede di chiedere di aderire alla Russia, come ha detto il primo ministro della repubblica separatista ucraina, Alexander Borodai, citato dall'agenzia russa Interfax.

Ucraina, Putin: "Se Kiev non paga il debito dal 1 giugno chiudiamo il gas"

19.10 - Secondo quanto dichiarato dal primo ministro slovacco Robert Fico il presidente russo Vladimir Putin è pronto a sospendere da giugno le forniture del gas in Europa, se l'Ucraina non paga il suo debito con Mosca.

"Putin ha informato alcuni paesi Ue, Slovacchia compresa, dell'intenzione di sospendere le forniture del gas dal 1 giugno. [...] In vista di tali circostanze e in conformità con il contratto, la società russa chiede per il gas fornito in Ucraina i pagamenti anticipati. Dopo il 1 giugno le forniture si limiteranno alle quantità pagate in anticipo dalla società ucraina"

Secondo Fico, che ha citato una lettera del presidente russo, il pomo della discordia sarebbe il fallimento delle trattative tra la Russia, l'Ucraina e l'Ue riguardo il pagamento del debito ucraino verso la Russia nell'ammontare di 3,5 miliardi di dollari.

L'Unione Europea importa dalla Russia circa un quarto del gas necessario, la metà del quale arriva in Continente grazie ai gasdotti ucraini: i paesi più a rischio del taglio delle forniture minacciato da Putin sono Romania, Bulgaria, Ungheria e parzialmente anche la Slovacchia.

L'involuzione delle trattative mina seriamente anche i rapporti tra Mosca e Bruxelles: in particolare Putin lamenta l'assenza di proposte da parte dei leader europei sul fronte del debito ucraino, che Mosca si era dichiarata disponibile a negoziare anche con terze parti.

Aggiornamento giovedì 15 maggio 2014, ore 10.47 - Questa notte il comandante dei filorussi del Donbass, Zdriliuk, ha lanciato tramite l'agenzia stampa russa Ria Novosti un ultimatum alle truppe regolari di Kiev presenti nell'est dell'Ucraina:

"Se i corazzati non saranno ritirati e i blocchi stradali delle cosiddette autorità non saranno rimossi, avrò sufficiente potere e mezzi per distruggere e bruciare qualsiasi cosa"

Alle truppe dell'esercito ucraino sono state concesse 24 ore, a partire dalla scorsa mezzanotte, per il ritiro dalla repubblica autoproclamata di Donetsk. Serghei Lavrov, ministro degli esteri russo, ha ribadito a Bloomerg Tv questa mattina le perplessità di Mosca sulle prossime elezioni presidenziali in Ucraina, fissate per il 25 maggio, pur ponendo molti dubbi sulla sicurezza in Ucraina, che sarebbe sull'orlo di una guerra civile sulla quale Mosca non ha più alcun controllo. Sulla stessa linea anche la Duma, il Parlamento russo.

La Francia e la Germania intanto continuano a sostenere lo svolgimento delle elezioni presidenziali anticipate per assicurare "una evoluzione più democratica" nel Paese.

Martedì 13 maggio, ore 18.22 Si torna a combattere a Kramatorsk nella regione di Donetsk. Secondo Kiev, vicino a Sloviansk almeno 6 soldati sono morti in un attacco dei ribelli filorussi. Almeno una trentina di miliziani ha compiuto un agguato contro un convoglio militare, ferendo altri 8 soldati e distruggendo diversi mezzi.

Ucraina, referendum separatista: Donetsk chiede l'annessione alla Russia


Lunedì 12 maggio, aggiornamento 18.43

Il leader dell'autoproclamata repubblica di Donetsk,Pushilin, ha proclamato la sovranità del nuovo Stato in base ai risultati del referendum e ha annunciato di voler chiedere alla Russia di esaminare richiesta annessione e ha detto: "Le autorità della Repubblica popolare di Donetsk si riservano il diritto di chiedere l'invio di forze di pace in caso di aggravamento della situazione". La Russia per il momento si premura di fare pressioni sull'Ucraina chiedendo il pagamento delle forniture di gas, che se non dovessero arrivare celermente, potrebbero anche essere tagliate.

Come facilmente prevedibile hanno stravinto i sì nel referendum separatista tenuto in Ucraina nelle regioni di Donetsk e Lugansk. Referendum organizzato dai secessionisti nonostante le proteste internazionali e nonostante lo stesso Putin avesse chiesto una sospensione. Il presidente della commissione elettorale di quella che già è autoproclamata Repubblica Popolare di Donetsk, Roman Liaghin, ha fatto sapere che la vittoria è stata conseguita con l'89,07% dei voti. Vittoria tanto più significativa vista l'alta affluenza alle urne, circa il 70% degli aventi diritto.

L'Occidente non riconosce il voto, bollandolo come "nullo e illegale" sia in ambito Ue che da parte degli Usa. Parole molto più dure arrivano ovviamente da Kiev, che definisce il tutto "una farsa criminale organizzata dal Cremlino". Sarà molto più difficile riprendere in mano la situazione, per l'Ucraina, considerato che i ribelli possono ora richiamarsi alla volontà popolare.

Al via il referendum in Ucraina

20.05: i seggi nelle autoproclamate “Repubblica di Donetsk” e “Repubblica di Lugansk” sono stati chiusi in anticipo rispetto all’orario prefissato per motivi di sicurezza. A renderlo noto ci ha pensato Roman Liaghin, presidente della commissione elettorale centrale Donetsk, secondo il quale l’affluenza nella città è stata del 77,08%. Le operazioni di voto nelle due regioni sud-orientali dell’Ucraina sono proseguite per tutta la giornata senza scontri o episodi di violenze, ma il risultato potrebbe non essere quello sperato dagli organizzatori.

Secondo una ricerca condotta dal Pew Research Centre circa il 70% dei cittadini dell’Ucraina dell’est, nonostante i dubbi a proposito del Governo, vorrebbe restare un Paese unito.

13.30: le operazioni di voto stanno andando avanti senza particolari problemi nelle due regioni orientali coinvolte, sette milioni di persone sono chiamate a esprimere la propria preferenza sulla separazione dall’Ucraina, mentre il Paese denuncia che si tratta di una farsa criminale:

Il referendum dell'11 maggio, ispirato, organizzato e finanziato dal Cremlino, è giuridicamente nullo e non avrà alcuna conseguenza giuridica per l'integrità territoriale dell'Ucraina. Gli organizzatori di questa farsa criminale hanno violato la Costituzione e le leggi ucraine.

Si vota dalle 8 di oggi - le 7 in Italia - e al momento non si sono registrati scontri violenti risultati in decessi.

Ucraina, referendum separatista dell'11 maggio 2014

Ucraina, referendum separatista dell'11 maggio 2014

Ucraina, referendum separatista dell'11 maggio 2014
Ucraina, referendum separatista dell'11 maggio 2014
Ucraina, referendum separatista dell'11 maggio 2014
Ucraina, referendum separatista dell'11 maggio 2014
Ucraina, referendum separatista dell'11 maggio 2014
Ucraina, referendum separatista dell'11 maggio 2014
Ucraina, referendum separatista dell'11 maggio 2014
Ucraina, referendum separatista dell'11 maggio 2014
Ucraina, referendum separatista dell'11 maggio 2014
Ucraina, referendum separatista dell'11 maggio 2014
Ucraina, referendum separatista dell'11 maggio 2014
Ucraina, referendum separatista dell'11 maggio 2014
Ucraina, referendum separatista dell'11 maggio 2014
Ucraina, referendum separatista dell'11 maggio 2014
Ucraina, referendum separatista dell'11 maggio 2014
Ucraina, referendum separatista dell'11 maggio 2014

Aggiornamento 11 maggio 2014, 9.50: è partito come da programma, dopo l’avvio anticipato di ieri in due circoscrizioni, il referendum separatista indetto dalle due regioni che vogliono staccarsi dall’Ucraina, la “Repubblica di Donetsk” e la “Repubblica di Lugansk”. Si vota oggi, dalle 8 alle 22 ore locali, nonostante la richiesta di Putin di rimandare l’evento e le parole dell’Ucraina, secondo la quale il voto di oggi potrebbe finire col distruggere le due regioni. Gli scontri tra i separatisti e quelli che invece vogliono restare con Kiev non sono mancati ieri - almeno 7 morti nei pressi del porto di Mariupol - e si teme che oggi la situazione potrebbe aggravarsi ulteriormente.

Viaceslav Ponomariov, sindaco autoproclamato di Sloviansk, si dice certo che questo referendum sarà un successo con un’affluenza del 100% e voti contrari che si conteranno sulle dita di una mano.

Già alle prime ore di oggi, però, si registrano i primi scontri proprio a Sloviansk, dove i separatisti filorussi hanno attaccato una torre di trasmissione televisiva ancora nelle mani di Kiev.

Aggiornamento sabato 10 maggio 2014 - Il referendum che Putin ha chiesto di rinviare e che sarebbe in programma per domani, 11 maggio, secondo il Presidente dell'autoproclamata Repubblica di Donetsk, Liagin, è già in corso in due circoscrizioni su 53. A Mariupol è iniziato addirittura ieri dopo che si sono diffuse le notizie di un possibile aggravamento della situazione politica. Nella città dell'Est Ucraina, infatti, ci sono stati gravissimi scontri tra i separatisti e coloro che invece vogliono restare fedeli a Kiev. I seggi in totale sono 1.500.

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Scontri a Mariupol: almeno 21 morti


Venerdì 9 maggio 2014

16.16 È molto più grave del previsto il bilancio degli scontri a Mariupol, nella regione di Donetsk in Ucraina: gli scontri fra truppe ucraine e separatisti avrebbero causato infatti già 21 morti. Lo ha riferito il ministro dell'Interno, Avakov, su Facebook: tra le vittime ci sono 20 miliziani filo-russi e un poliziotto. Altri 5 poliziotti sono stati feriti, catturati 4 separatisti.

Aggiornamento venerdì 9 maggio. Dopo lo smacco dei ribelli a Putin, cui era stato chiesto di rinviare il referendum dell'11 maggio che è stato invece confermato, oggi la cronaca dall'Ucraina sarebbe di 2 morti e 8 feriti a causa degli scontri di oggi a Mariupol, tra insorti filorussi e le truppe di Kiev. Ferito un giornalista della tv filo-Cremlino Russia Today. Mentre in conferenza stampa da Tallin, il Segretario generale Nato, Rasmussen, ha detto di considerare "la visita di Putin in Crimea inopportuna".

12.56 - A dimostrazione di come Putin non abbia più il controllo dei ribelli separatisti in Ucraina c'è una dichiarazione degli stessi separatisti, che fanno sapere di non avere alcuna intenzione di annullare la consultazione referendaria prevista per l'11 maggio, che si svolgerà dunque come previsto.

La proposta di Mosca ai secessionisti


Aggiornamento giovedì 8 maggio 2014, ore 10.41

- Il Presidente russo Vladimir Putin ha presieduto nella tarda serata di ieri, mercoledì, una riunione urgente del Consiglio di sicurezza nazionale russo sulla crisi ucraina, anche in virtù dell'accordo su una road map raggiunto ieri con l'Osce.

Il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov ha reso noto della proposta di Mosca ai secessionisti filorussi del sud-est ucraino, al fine di rinviare il loro referendum indipendentista dell'11 maggio per avviare un dialogo con Kiev. Proprio dalla capitale ucraina il presidente ad interim Oleksandr Turcinov, come pure mercoledì il premier Arseni Iatseniuk, respinge questa mattina l'ipotesi di negoziati con i secessionisti filorussi del sud-est del paese:

"Siamo pronti a discutere con i rappresentanti delle amministrazioni locali, con gli attivisti pubblici e gli imprenditori delle regioni di Donetsk e Lugansk, ma gli Stati civilizzati normalmente non parlano con criminali armati con mani sporche di sangue"

ha dichiarato Turcinov, citato dall'Ansa.

Putin: "Rinviare il referendum dell'11 maggio". E con l'Osce c'è l'accordo su una road map

Aggiornamento mercoledì 7 maggio 2014 - Vladimir Putin ha oggi ricevuto al Cremlino il presidente di turno dell'Osce Didier Burkhalter e lo ha invitato ad "analizzare insieme la situazione in Ucraina e a creare delle vie d'uscita dalla crisi".
Burkhalter ha presentato un piano per la stabilizzazione in Ucraina evidenziando come l'unico gesto distensivo da perte dei filorussi finora sia stato solo la liberazione degli ispettori Osce e dei militari ucraini che li accompagnavano. Putin da parte sua ha chiesto ai sostenitori filorussi della federalizzazione dell'Ucraina di rinviare il referendum (previsto per l'11 maggio), mentre ha fatto un appello all'esercito ucraino affinché fermi tutte le operazioni contro gli attivisti filorussi che hanno conquistato palazzi governativi e stazioni di polizia in una decina di città dell'Ucraina orientale. Putin ha anche detto che la Russia ha ritirato le sue truppe dalla frontiera ucraina, ma la Nato dice di non avere conferme del ritiro.
Putin e Burkhalter hanno poi trovato un accordo di massima su una road map che contiene passi concreti per la soluzione della crisi e che è destinata ai firmatari degli accordi di Ginevra, ossia Russia, Ucraina, Stati Uniti e Unione Europea.

A Sloviansk continuano i combattimenti che oggi si sono concentrati nella zona Sud-Ovest, intorno a un ripetitore televisivo, c'è stato anche uno scambio di prigionieri: tre ufficiali del gruppo speciale Alfa sono stati liberati in cambio di tre esponenti filorussi, tra cui il governatore "popolare" dell'autoproclamata repubblica di Donetsk, Pavel Gubarev.

30 morti fra i filorussi


Martedì 6 maggio 2014

17:11 - A Sloviansk continuano i combattimenti fra le unità speciali ucraine e le milizie filorusse. La città in mano alle forze separatiste è stata circondata dalle forze armate ucraine che hanno ripreso il controllo della torre televisiva. I sepratisti parlano di 10 morti, fra cui alcuni civili, mentre fra sarebbero 5 i paramilitari di Kiev rimasti uccisi. L’esercito di Kiev vorrebbe prendere il controllo delle città ribelli prima di domenica 11 maggio, data dei referendum. La Russia annuncia una “catastrofe umanitaria, mentre la Germania preme per una Ginevra 2.

Aggiornamento martedì 6 maggio, ore 11:02 - Oltre trenta uccisi e decine di feriti: sono le stime delle vittime tra i separatisti filorussi negli scontri di ieri con l'esercito ucraino nell'est del Paese, secondo quanto reso noto oggi su Facebook dal ministro degli interni di Kiev Arsen Avakov. Ieri i 'ribelli' avevano diffuso un bilancio di una decina di morti e 20-25 feriti.

Le foto e i video choc da Odessa


Aggiornamento lunedì 5 maggio, ore 18:36

- Le foto e i video che arrivano da Odessa, città del sud dell'Ucraina alle prese con gli scontri tra nazionalisti e filorussi, sono di quelle veramente scioccanti. E risalgono a quanto avvenuto venerdì in città, quando una quarantina di separatisti, asserragliatisi dopo gli scontri nella sede del sindacato hanno visto questa messa a fuoco. Più di 40 i morti nell'incendio, in parte bruciati vivi, in parte morti dopo essersi gettati dalla finestra e in parte, stando alle testimonianze, colpiti a morte dai nazionalisti ucraini. Decidendo di pubblicare le immagini, che in Italia sono state rilanciate anche da Nicolai Lilin, lo scrittore di Educazione Siberiana, sul suo profilo Facebook, abbiamo deciso di condividere il suo messaggio.

L'orrore va mostrato, condiviso e sofferto, almeno in una millesima parte. L'orrore esiste (...). Mi dispiace con tutto il cuore di aver urtato la vostra sensibilità con queste immagini, ma se esiste la verità, sono sicuro che in questo momento ha il volto sfigurato del fuoco, come quello dei cadaveri che vedete in queste foto. E spero che mister Obama e i suoi consiglieri, con quei bei sorrisi da Nobel stampate sulle loro facce di gomma, possano riportare nelle loro anime la stessa micidiale devastazione che hanno portato sui loro corpi quegli innocenti di Odessa.

Il pensiero è di Nicolai Lilin, personaggio controverso che oggi parla di verità, ma che nei suoi libri non sembra dare alla verità lo stesso valore. E a proposito di verità, va detto che su queste foto c'è un certo dibattito: come spesso avviene per quanto prende improvvisamente a circolare su internet ci sono alcuni dubbi sulla veridicità delle immagini, mentre altri - proprio sul profilo di Lilin - sottolineano come la realtà dei fatti, al di là delle immagini, sia altra, e come i nazionalisti ucraini abbiano in verità aiutato i separatisti intrappolati a uscire. Una versione dei fatti, quest'ultima, che stride con i video in cui si vedono chiaramente persone mascherate colpire con delle mazze le persone che provavano a sfuggire, persone probabilmente appartenenti al famigerato "settore destro", il gruppo paramilitare che tanta parte ha avuto nella rivolta di piazza Majdan.

Viste così, e vista la brutalità accertata di quanto avvenuto a Odessa, si può credere alla veridicità delle immagini che stanno circolando, fino a prova contraria (qualcuno fa notare che abbia poco senso che una persona carbonizzata viva abbia i vestiti quasi intatti addosso, e altri particolari non tornano). E forse essere turbati dalla violenza di queste foto può aiutare a capire meglio cosa sta davvero accadendo da quelle parti, al di là dei giochi sullo scacchiere politico, delle ripercussioni geostrategiche e delle dichiarazioni della Nato, della Ue e della Russia.

(Andrea Signorelli)

Ucraina: le foto e i video choc da Odessa

Gallery. Ucraina: le foto e i video choc da Odessa

4 maggio: la situazione in Ucraina


Domenica 4 maggio 2014

14:30 - La tv Russia Today, vicina al Cremlino, ha annunciato che le forze governative ucraine hanno lanciato due attacchi in altrettante città della regione di Donetsk, l’area attualmente controllata dai separatisti. Si scontri si sarebbero registrati a Mariuopol e Konstiantinivka, come confermato anche dal ministero dell’interno ucraino Arsen Avakov, secondo il quale diversi soldati sarebbero rimasti feriti.

Aggiornamento 4 maggio 2014, 11:30 - Arseniy Yatsenyuk, Primo ministro ad interim dell'Ucraina, ha dichiarato alla stampa locale di ritenere le forze dell’ordine direttamente responsabili per gli oltre 40 morti:

Personalmente do la colpa al servizio di sicurezza e le forze dell’ordine per non aver fatto nulla per fermare questa repressione. Queste forze di sicurezza sono inefficienti e hanno violato la legge.

Per questo, lo ha confermato il premier alla BBC, ci sarà un’indagine completa e indipendente che riguarderà anche il capo della polizia, i suoi vice e ogni singolo agente.

Rilasciati gli osservatori Osce


Sabato 3 maggio 2014

21:30 - Il ministro degli esteri russo Lavrov, in una conversazione telefonica con John Kerry ha chiesto agli Usa di "usare tutta la loro influenza per costringere Kiev a cessare immediatamente le azioni belliche nelle regioni sud-orientali ucraine, a ritirare le truppe e a liberare i partecipanti alle manifestazioni di protesta"

17:00 - Il fronte degli scontri si sposta a Kramatorsk, con le truppe di Kiev pronte a riprendere il possesso anche di questa città dell'est. Fonti del Centro anti-terrorismo ucraino confermano che sono in corso pesanti combattimenti nella città, una delle roccaforti dei ribelli in Ucraina orientale.

Intanto almeno 5mila tatari si sono riuniti al confine fra Ucraina e Crimea per far rientrare nella penisola uno dei loro leader. La polizia russa ha formato un cordone lungo la frontiera per impedire il ritorno di Mustafa Dzhemilev, deputato del parlamento di Kiev che in aprile è stato messo al bando dalle autorità russe.

11.05 - Il ministro dell'Interno Avakov rende noto questa mattina di aver rimosso dall'incarico il capo della Polizia di Odessa, Lutsiuk, in seguito ai violenti e nefasti scontri di ieri. Le autorità hanno dichiarato tre giorni di lutto cittadino, mentre il bilancio definitivo è di 42 mori e 125 feriti, tra cui 21 poliziotti.

La spirale di violenza preoccupa, almeno a parole, anche Mosca: la Russia non ha ancora deciso come affrontare gli ultimi sviluppi nei territori di Odessa; secondo il portavoce del Presidente Vladimir Putin Mosca avrebbe effettivamente perso la sua influenza sulle forze di autodifesa nel sud-est dell'Ucraina e non sarebbe in grado di risolvere la situazione da sola.

10.04 - Sono stati rilasciati gli osservatori dell'Osce trattenuti da una settimana da alcuni ribelli filorussi a Sloviansk: a dare la notizia, ancora da confermare, è stato il sindaco della città Ponomariov, autoproclamatosi tale pochi giorni fa. Gli ispettori Onu, spiega il sindaco, si troverebbero nella sede della municipalità: il rilascio sarebbe imminente.

Nella giornata di ieri è inoltre comparso questo video:

Il video (che ha pubblicato il blog Diritto di Critica) mostra un soldato, il cui schieramento sembra essere filorusso, che parla con alcuni fotografi un perfetto italiano (ed attacca le ingerenze statunitensi negli ultimi secondi).

La didascalia "??????????? ???????" significa "mercenario italiano" ma, a giudicare dall'accento, sembra più un russo con un ottimo italiano, anche se il dubbio rimane.

09.41 - Anche da Sloviansk, dove l'esercito ucraino ha riconquistato alcuni trasmettitori tv occupati dai filorussi, continuano a giungere notizie terribili: l'autoproclamato sindaco di Sloviansk, Ponomariov, ha affermato che durante la notte sono morti oltre 10 civili del villaggio di Andreievka nel tentativo di bloccare un corteo di auto degli ultranazionalisti di Pravi Sektor; negli scontri 40 persone sarebbero rimaste ferite, ma la notizia non è ancora stata confermata.

Aggiornamento sabato 3 maggio, ore 08.23 - Questa mattina il ministro dell'Interno ucraino Avakov ha reso noto a mezzo stampa che le truppe dell'esercito giallo-azzurre stanno contrastando l'azione dei ribelli fulorussi nella zona più a est della città di Kramatorsk: le forze di Kiev hanno ripreso il controllo dei ripetitori della tv a Kramatorsk, bloccati per protesta dai ribelli filorussi.

A Odessa, sul Mar Nero, nella notte si è assistito a vere e proprie scene di panico, dopo i 38 morti di ieri negli scontri tra miliziani filorussi e autorità ucraine o filogovernativi: il bilancio dei morti, questa mattina, è tragicamente salito a 40. Sono più di 130 gli arresti per gli scontri di ieri al porto di Odessa tra gruppi antagonisti a Mosca e filorussi: il capo della Polizia, Lutsiuk, ha spiegato che gli arrestati potrebbero essere accusati di omicidio premeditato e che comunque gli sforzi delle forze di sicurezza pubblica è incentrato sul non far più accadere nulla di quanto avviene in questi giorni.

Il ministro dell'interno ucraino, in una conferenza stampa, ha inoltre mostrato i muscoli al "nemico" russo, mostrando la volontà di non retrocedere di un solo passo da parte dell'Ucraina.

In Ucraina è guerra: scontri a Sloviansk, 38 morti a Odessa


Venerdì 2 maggio 2014

21:05 - Notizie sempre più drammatiche da Odessa, dove l'incendio scoppiato dopo gli scontri avrebbe causato fino a questo momento almeno 38 morti. A Sloviansk, il leader dei separatisti ha annunciato l'abbattimento di due elicotteri dei filo-governativi.

20:30 - Sale a 4 il bilancio dei morti a Odessa dove, negli scontri tra filo-russi e truppe governative, sono rimaste ferite altre 15 persone. Gli scontri sono scoppiati davanti all'edificio che ospita l'amministrazione regionale, e che è poi stato dato alle fiamme.

17:29 - Gli scontri tra separatisti e lealisti si sono estesi anche a Odessa dove si è registrato un morto. Il presidente ucraino Turchynov ha confermato, intanto, che "molti ribelli" hanno perso la vita vita durante l'offensiva militare a Sloviansk. "I criminali - ha detto in un discorso alla tv - hanno subìto molte perdite: diversi morti, feriti e anche alcuni arresti". Infine rivolto ai russi: "Mi appello alla Federazione russa: fermate l'isteria dilagante in Ucraina. Smettete di minacciarci e di intimidirci".

17:23 - La Russia ha chiesto una riunione urgente del Consiglio di Sicurezza dell'Onu sulla crisi ucraina, motivata con "la grave escalation delle violenze nell'Est dell'Ucraina". L'incontro tra i Quindici dovrebbe avvenire questo pomeriggio nel Palazzo di Vetro di New York.

10:11 - Nel raid dell'esercito ucraino a Sloviansk sarebbero stati abbattuti quattro elicotteri. La televisione Russia Today conferma che un pilota è rimasto ucciso e uno è stato catturato. Il ministro dell'Interno ucraino, Arsen Avakov che ha confermato il raid, aggiunge che vi sono anche dei feriti. L'abbattimento dei velivoli testimonia, secondo Avakov la presenza di "militari specialisti stranieri". Le truppe di Kiev hanno attaccato anche Kramatorsk, che si trova a una ventina di chilometri da Sloviansk.

Aggiornamento venerdì 2 maggio, ore 08:55 Più fonti riportano di un morto, si tratta del pilota ucraino di uno degli elicotteri abbattuti.

08:28 - Le forze ucraine stanno tentando di riconquistare Slaviansk con un’operazione su vasta scala. Questa mattina diversi spari ed esplosioni sono stati avvertiti nella città separatista filo-russa. Due elicotteri delle forze speciali di Kiev sono stati abbattuti.

Sfuggita al controllo del governo ucraino da oltre due settimane, Slaviansk è la città dove sono trattenuti da una settimana gli osservatori dell’Osce.

Per avvertire del pericolo imminente, nella città sono state fatte risuonare le campane. L’offensiva di Kiev è la risposta su ampia scala alle forze filo-russe che hanno preso il controllo degli edifici pubblici della città situata nel sud-est dell’Ucraina.

L'Ucraina reintroduce il servizio di leva


Giovedì 1 maggio 2014

19:30 - Il Presidente ad interim dell'Ucraina Oleksandr Tur?ynov ha firmato un decreto con il quale viene immediatamente reintrodotto il servizio di leva, il motivo è da rintracciare nel "deterioramento della situazione nell'Est e nel Sud del Paese" e nell'aumento delle forze filo-russe "che minacciano l'integrità territoriale". La forza militare dell'Ucraina è composta da 130mila unità che diventano un milione con le riserve.

15:55 - A Donetsk un gruppo di manifestanti filo-russi ha occupato l'ufficio del procuratore regionale. Nell'incursione quattro poliziotti sono stati feriti dopo essere intervenuti in tenuta antisommossa per difendere l'edificio. La folla ha lanciato pietre, mentre gli agenti hanno risposto con granate stordenti e lacrimogeni. I manifestanti hanno disarmato i poliziotti e li hanno picchiati chiamandoli "fascisti".

Ucraina reintroduce servizio di leva

15:02 - Angela Merkel ha chiesto a Vladimir Putin di intervenire affinché gli ispettori dell'Osce ancora ostaggio dei filo-russi in Ucraina vengano liberati. Secondo una fonte del Cremlino la cancelliera tedesca ha telefonato al presidente russo e ha insistito sulla necessità di una mediazione dell'Osce in Ucraina e sul ritiro delle truppe nel Sud-Est del Paese.

12:41 - L'agenzia Interfax ha diffuso la notizia secondo cui l'addetto militare russo presso l'ambasciata di Mosca a Kiev è stato arrestato per spionaggio ed è stati dichiarato "persona non gradita" perché secondo il ministero stava compiendo attività di intelligence non in accordo con lo status diplomatico. Ora gli è stato ordinato di lasciare l'Ucraina.

11:35 - Questa mattina mattina sulla Piazza Rossa a Mosca hanno sfilato circa 100mila persone come da tradizione nella giornata del Primo Maggio, per i festeggiamenti della Festa del Lavoro, come aveva anche ai tempi dell'Urss. Quest'anno, però, la manifestazione è stata anche una prova di patriottismo e orgoglio russo in relazione alla situazione in Ucraina. Sono infatti stati esposti degli striscioni con scritte come: "Sono fiero del mio Paese" e "Putin ha ragione". L'evento di oggi è stato un'occasione per celebrare il ritorno della Crimea alla Russia, come hanno fatto gli esponenti sindacali nei loro discorsi e e i manifestanti con i loro striscioni.

Piazza Rossa Mosca

Giovedì 1 maggio - Sergey Lavrov, ministro degli Esteri russo, è in viaggio in Perù da dove ha fatto sapere che Mosca è favorevole al dialogo con l'Ucraina sotto l'egida dell'Osce per trovare una soluzione alla crisi.
Lavrov ha detto:

"Speriamo che i nostri colleghi occidentali lascino le autorità di Kiev e quelle delle altre regioni avviare un dialogo tra loro senza frapporre tropo ostacoli"

Russia: "Sanzioni? Gli Usa hanno perso il senso della realtà"


Lunedì 28 aprile 2014

17:10 - Il viceministro degli Esteri russo Riabkov ha commentato la minaccia di sanzioni alla Russia da parte degli Usa dicendo che gli Stati Uniti hanno perso il senso della realtà e che la loro azione non resterà senza risposta. Intanto la Cina invita al dialogo e attraverso il suo ministero degli Esteri esprime una ferma opposizione all'uso di minacce e sanzioni nelle relazioni internazionali perché non risolvono i problemi, ma aumentano le tensioni.

15:00 - Ancora tensione a Kharkiv, il sindaco della città che si trova nella parte orientale dell'Ucraina è stato vittima di un agguato ed è rimasto gravemente ferito. La tv russa Rossiya ha detto che è stato colpito da un cecchino mentre faceva il bagno in una sorgente. La portavoce dell'ospedale in cui è stato ricoverato ha detto che i medici stanno lottando per salvarlo.

10:52 - Il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama che è in questi giorni in viaggio in Asia, oggi in particolare a Manila, nelle Filippine, ha detto che entro questa giornata dovrebbero essere formalizzate le nuove sanzioni degli Usa contro la Russia per la crisi in Ucraina e saranno colpiti imprese, individui, prodotti militari hi-tech della difesa russa. Anche Bruxelles dovrebbe comunicare oggi l'inasprimento delle sanzioni Ue per la Russia in accordo con gli Usa.

10:31 - Il ministero dell'Interno di Kiev ha confermato che un gruppo di uomini armati ha preso il controllo di un dipartimento di polizia a Konstantynovka, nella regione di Donetsk. Poco prima era stato occupato il municipio cittadino sul cui sito web si legge che sono state erette delle barricate dagli autori del blitz.

10:25 - Il presidente dell'Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa nonché ministro degli esteri svizzero Didier Burkhalter ha chiesto l'immediata liberazione degli osservatori Osce che sono stati rapiti dai ribelli filo-russi nell'Est dell'Ucraina venerdì scorso e ha detto che la situazione che si è venuta a creare è "inaccettabile".

Lunedì 28 aprile - A Kharkiv, nell'Ucraina orientale, 15 dimostranti filorussi che avevano partecipato a una manifestazione non autorizzata sono stati arrestati. Si erano sistemati in Piazza della Libertà con tende e recinzioni di legno e sabbia. Durante l'operazione la polizia ha anche sequestrato maschere, molotov e bastoni di legno. Sempre a Kharkiv ieri 14 persone erano rimaste ferite negli scontri tra tifosi ultrà e manifestanti filorussi.

Obama conferma imminenti sanzioni alla Russia


Domenica 27 aprile 2014

19:10 - Uno degli osservatori Osce rapiti venerdì scorso è stato rilasciato per motivi di salute. Lo svedese, scortato fuori dall’ufficio governativo e fatto salire a bordo di un’auto dell’Osce, secondo quanto riferito dal portavoce delle milizie filorusse a Sloviansk, soffre di una leggera forma di diabete e per questo si è deciso di liberarlo.

13:10 - Gli osservatori dell’Ocse rapiti venerdì scorso hanno fatto sapere che i militati filorussi che li tengono prigionieri li stanno trattando bene:

Date le circostanze, siamo stati trattati bene. Non siamo prigionieri di guerra, siamo ospiti del sindaco.

Lo ha reso noto oggi SkyNews, riferendo dell’incontro con la stampa che si è tenuto oggi a Sloviansk, la cittadina dell'Est dell'Ucraina caposaldo dei separatisti filorussi, nella sala del palazzo del Comune, da tempo occupato dagli insorti, davanti a circa 60 giornalisti invitati lì per l’occasione.

27 aprile 2014, 12:00 - Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama, durante una conferenza stampa in Malaysia, ha ribadito che le già annunciate sanzioni alla Russia potrebbero essere imposte già a partire da domani:

È importante assumere nuove misure per far capire a Mosca che gli atti di destabilizzazione in Ucraina devono finire.

Intanto il leader separatista di Slaviansk, Viatcheslav Panomarev, ha annunciato che i tre osservatori dell’Osce rapiti venerdì scorso nell’est dell’Ucraina sono a tutti gli effetti dei prigionieri politici. Allo stesso tempo il leader dei gruppi armati dei separatisti filorussi dell'Ucraina orientale, Igor Strelkov, ha confermato la cattura di tre agenti delle forze speciali ucraine "Alpha" nella città di Horlivka, a sud-est del Paese.

Kiev chiude l'acqua alla Crimea


Sabato 26 aprile 2014

19:44 - Secondo quanto riferiscono i media locali, Kiev avrebbe chiuso i rubinetti d'acqua alla Crimea. E' quanto denunciano le autorità autoproclamatesi in Crimea:

"Si tratta di un atto di sabotaggio ma lo stop riguarda solo il settore agricolo e non ci sono problemi per l’acqua potabile"

ha dichiarato il presidente della Crimea Serghiei Aksionov. La guerra tra l'Ucraina e la Russia passa anche dalle condotte idriche, mentre sono costanti i contatti tra Mosca e Washington: oggi il ministro degli Esteri russo Lavrov ha chiesto al collega americano Kerry di ordinare la fine dell'operazione militare contro i manifestanti filorussi nel sud-est ucraino e degli attacchi degli ultranazionalisti di Pravi Sektor, nonostante gli Stati Uniti formalmente non siano presenti in alcun modo nella diatriba, se non sotto il profilo diplomatico. Lavrov ha anche chiesto la liberazione dei leader del movimento di protesta separatista, al fine di risolvere la situazione dei 13 osservatori Osce bloccati a Slavyansk.

14:44 - Il premier ucraino Yatseniuk ha incontrato, nella tarda mattinata in Vaticano, Papa Francesco, il quale ha regalato al capo di Stato ad interim una penna:

"Spero che con questa penna firmi la pace, io farò tutto il possibile"

ha detto Bergoglio a Yatseniuk, che ha regalato al pontefice una foto di piazza Maidan. Giunto al sacrario di S. Lucia, il premier ucraino ha acceso una candela in memoria dei "martiri ucraini" ed ha attaccato, nuovamente, Vladimir Putin:

"Putin, con la sua offensiva nell'Est e nel Sud dell'Ucraina, sogna di far rinascere l'impero sovietico [...] Il rapimento dei sette membri Osce a Sloviansk da parte dei filorussi è un atto di terrorismo [...] Mosca non ha condannato l'atto e continua a sostenere militarmente queste bande: deve ritirare le truppe e lasciarci in pace."

ha dichiarato ai giornalisti presenti. A proposito degli osservatori internazionali sequestrati da miliziani filorussi intanto, le notizie che arrivano dall'Ucraina sembrano atte a rassicurare la comunità internazionale e le istituzioni transnazionali: il portavoce dei rapitori, Denis Pushilin, pur ribadendo l'appartenenza alla Nato di tutte le persone sequestrate ha aperto uno spiraglio, dicendosi disposto a rilasciare gli ostaggi all'interno di uno scambio prigionieri, chiedendo la liberazione dei miliziani filorussi finora arrestati dalle truppe ucraine.

11:19 - Mentre il G7 informa che lunedì varerà e renderà attive nuove misure sanzionatorie contro Mosca il premier italiano Matteo Renzi, con il ministro degli Esteri Federica Mogherini, è in questi minuti a colloquio, a Roma, con il Presidente dell'Ucraina ad interim Arseniy Yatseniuk. A darne notizia è lo stesso ministro su Twitter:

Nel frattempo, i separatisti filorussi che ieri a Slovianks hanno sequestrato 13 osservatori internazionali dell'Ocse oggi rincarano la dose e, in un comunicato stampa, denunciano che questi ostaggi sarebbero in realtà delle spie mandate dalla Nato; il leader dei filorussi di Donetsk, Pushilin, ha affermato che le 13 persone non verranno liberate.

Aggiornamento 26 aprile, ore 09:40 - Si fa rovente il clima nell'est dell'Ucraina, con miliziani filorussi agguerritissimi e determinati nelle loro intenzioni indipendentiste: in una nota pubblicata questa mattina, il G7 ha espresso profonda preoccupazione per i fatti di guerra in Ucraina ed ha assicurato la comunità internazionale su ulteriori sanzioni che presto verranno mirate su Mosca.

I sette grandi condannano il "tentativo illegale" della Russia di annettere la Crimea e Sebastopoli: le nuove sanzioni, ha dichiarato un funzionario americano, potrebbero essere rese note già oggi, al più tardi lunedì mattina, e si aggiungeranno a quelle già in vigore: stressare l'economia russa è, sperano i 7 grandi, forse l'unico modo per dissuaderla dal perpetrare la direzione d'orchestra oltre i confini ucraini.

Standard & Poor's ha tagliare il rating della Russia e la banca centrale del paese ad aumentare i tassi di interesse di mezzo punto percentuale al 7,5% in seguito ai rischi di inflazione legati alla caduta del rublo, sceso del 10% rispetto al dollaro dall'inizio dell'anno.

"Mentre continuiamo a preparare sanzioni più ampie e coordinate, mettiamo in evidenza che la porta resta aperta per una soluzione diplomatica, sulla base dell'accordo di Ginevra. Chiediamo alla russia di unirsi a noi nell'impegno su questa strada."

si legge nella nota del G7, che accusa la Russia di far montare rabbia e malcontento in Ucraina fomentando i filorussi in quella che è, secondo il Presidente ucraino ad interim, un atto di guerra.

UKRAINE-RUSSIA-POLITICS-CRISIS-SLAVYANSK

Ucraina, Iatseniuk: "Russia vuole la terza guerra mondiale"


Venerdì 25 aprile 2014

19:18 - A Sloviansk, nell’est dell’Ucraina, sette osservatori dell’Osce sono stati rapiti dai filorussi: lo afferma il ministero dell’Interno di Kiev.

16:17 - Parole molto dure quelle del premier ucraino a interim Arseni Iatseniuk nei confronti della Russia dopo l'esplosione dell'elicottero avvenuta questa mattina a Kramatorsk:

Tentativi di aggressione militare sul territorio ucraino da parte della Russia porteranno a un conflitto armato nello spazio europeo. Il mondo non ha dimenticato la seconda guerra mondiale e la Russia vuole già iniziare la terza. Tutta la responsabilità per l’aggressione sul territorio ucraino e per la minaccia alla stabilità e alla sicurezza internazionali - ha concluso il premier ucraino - è della Russia.

13:02 - In una telefonata al presidente russo Vladimir Putin, la cancelliera tedesca Angela Merkel ha espresso "la sua profonda inquietudine" sulla situazione in Ucraina. Lo ha detto il portavoce della Merkel, Steffen Seibert, spiegando che Berlino si aspetta "che il governo russo lavori per l'attuazione" degli accordi di Ginevra. Il Cremlino, da parte sua, ha sottolineato l'importanza di tenere al più presto i colloqui con Kiev e l'Unione Europea sulla sicurezza delle esportazioni di gas russo verso l'Europa, attraverso l'Ucraina.

12:59 - Secondo quanto anticipato dal presidente Barack Obama, gli Stati Uniti si consulteranno con i leader europei su nuove possibili sanzioni alla Russia. Obiettivo dei colloqui è stabilire "un approccio comune" nella crisi ucraina poiché la Russia "non ha fatto nulla per attuare l'accordo di Ginevra".

12:52 - Si combatte a Kramatorsk, nell'Ucraina orientale, dove – secondo quanto riferito dall’agenzia Unian e da altre fonti locali - un elicottero militare ucraino Mi-8 è esploso in volo dopo essere stato colpito da armi da fuoco all'aerodromo locale. L'elicottero sarebbe stato colpito subito dopo il decollo e il pilota sarebbe riuscito a mettersi in salvo saltando giù. Sempre secondo i media locali, vi sarebbe stata un'altra esplosione presso l'aerodromo, circondato da uomini armati. Un blindato è in fiamme.

Aggiornamento 25 aprile, ore 10:50 - Prosegue nel Sud-Est dell'Ucraina l'operazione di Kiev contro i filorussi.Lo fa sapere il ministro dell'Interno, Arsen Avakov, secondo cui "la popolazione pacifica non ha nulla da temere". Intanto la Russia ha stabilito il confine di Stato tra Ucraina e Crimea e presto saranno stabiliti i posti di controllo doganale. Il ministro degli Esteri di Mosca, Sergej Lavrov, denuncia l'operazione di Kiev contro i filorussi come un "sanguinoso delitto", di cui il governo ucraino "risponderà davanti alla giustizia".

Ucraina: attacco di Kiev contro Sloviansk, 5 morti


Giovedì 24 aprile

Continuano i combattimenti nell'est dell'Ucraina. Blindati ed elicotteri inviati dal governo di Kiev hanno attaccato la città di Sloviansk, da settimane nelle mani delle truppe filorusse. Secondo le prime stime, sarebbero stati uccisi 5 insorti. Le truppe governative sono riuscite a entrare in alcune zone della città, che continua comunque a rimanere in mano agli insorti.

Le truppe russe hanno anche liberato il municipio di Mariupol, anch'esso conquistato dai filorussi diverse settimane fa. Intanto la Reuters riporta le dichiarazioni di Vladimir Putin, che parla di "crimini molto gravi" perpetrati dal governo di Kiev contro il suo stesso popolo.

Riprende l'offensiva di Kiev


Martedì 22 aprile 2014

19:10 - Il presidente Turcinov ha ordinato la ripresa dell'operazione militare contro i filorussi nella parte orientale del paese. Turcynov, che oggi ha incontrato il vicepresidente Usa Biden, aveva accusato i filorussi di aver mandato all'aria gli accordi di Ginevra. Mosca imputa viceversa la colpa al mancato controllo di Kiev sulle milizie della destra nazionalista radicale ucraina.

Martedì 22 aprile - "Mi auguro che la Russia smetta di parlare e inizi ad agire per ridurre le tensioni in Ucraina", le parole del vicepresidente Biden, da Kiev, dove ha incontrato il premier Yatseniuk, non sembrano aver avuto successo immediato, visto che un aereo militare Antonov-30 ucraino è stato colpito "da diversi proiettili" mentre compiva "un volo di osservazione" a Sloviansk, città dell'Ucraina orientale in mano agli insorti filorussi, come annunciato dal ministero della Difesa ucraino sul suo sito web. Al momento non risultano comunque conseguenze per il velivolo. Nel suo incontro di oggi Biden aveva anche chiesto a Mosca di ritirare le truppe alla frontiera per evitare "un maggiore isolamento. L'Ucraina deve restare un Paese unito".

Telefonata tra Kerry e Lavrov


Lunedì 21 aprile 2014

21:05 - C'è stata una telefonata oggi tra il Segretario di Stato americano John Kerry e il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov: il primo ha chiesto al secondo di fare "passi concreti" per attuare l'accordo di Ginevra che dovrebbe fermare la crisi in Ucraina. Lavrov ha invece chiesto al suo interlocutore che gli Stati Uniti "facciano ragionare" Kiev.
Intanto il portavoce del Dipartimento di Stato americano Jen Psaki durante un'intervista radiofonica ha detto che sanzioni dirette contro Putin, come in passato ce ne sono state nei confronti di Saddam Hussein o Gheddafi, sarebbero una soluzione possibile, ma estrema perché ne sono molte altre da tentare prima. Psaki oggi ha anche partecipato a un dialogo via Twitter con i suoi follower.
Il vicepresidente Usa Joe Biden invece è arrivato a Kiev e domani discuterà con il presidente Alexandr Turchynov, con il primo ministro Arseniy Iatsenyuk, con deputati e attivisti per i diritti umani.

19:35 - A Sloviansk un gruppo di insorti filorussi ha sequestrato la giornalista Irma Krat, 29enne, caporedattrice di Hidden Trutj Tv e leader di un'unità di autodifesa femminile nella rivolta di Maidan. Il suo avvocato Oleg Veremienko ha detto che con la sua assistita è stato catturato anche Serghii Lefter, giornalista 22enne della fondazione Open dialogue.

18:50 - Vladimir Putin ha comunicato di aver firmato un decreto per la "riabilitazione dei tatari" di Crimea e di altre minoranze.

18:45 - A Simferopoli c'è stato un blitz nel parlamento dei tatari di Crimea per l'arrivo del leader musulmano Mustafà Zhemiliov, deputato del partito di Yulia Timoshenko. Il presidente ad interim della Crimea, Sergey Aksionov, ha invitato i tatari ad andatesene se non accettano l'annessione alla Russia.

Lunedì 21 aprile 2014 - Oggi a Kiev è atteso il vicepresidente degli Stati Uniti Joe Biden che arriverà nel pomeriggio per incontrare il presidente dell'Ucraina ad interim Oleksandr Turcinov e il primo ministro Arseni Iatseniuk.
Biden resterà in Ucraina due giorni e incontrerà anche alcuni deputati della Rada, il Parlamento ucraino, e i rappresentanti di organizzazioni non governative. Il numero due della Casa Bianca discuterà con i suoi iterlocutori degli aiuti al Paese, delle riforme costituzionali e delle presidenziali del 25 maggio.

Sparatoria a Slaviansk: 4 morti


Domenica 20 aprile 2014

ore 15:29 - Il sindaco filorusso autoproclamato di Slaviansk, roccaforte dei separatisti dell'est dell'Ucraina, ha imposto il coprifuoco da mezzanotte alle sei, dopo un scontro armato che ha provocato almeno due morti. Viaceslav Ponomarev ha chiesto anche l'intervento di forze russe per il mantenimento della pace.

Aggiornamento domenica 20 aprile, ore 09:02 Quattro persone sono morte in una sparatoria a un posto di blocco eretto da militanti filorussi vicino a Slaviansk, città dell'Ucraina orientale controllata dai filorussi. Lo afferma un responsabile locale, precisando che tre delle vittime sono filorussi e l'altro è uno degli assalitori.Nella giornata di ieri, a Slaviansk era stata segnalata la presenza di uomini armati con il volto coperto, per garantire la sicurezza del nuovo sindaco indipendentista e del comune occupato da separatisti che intendono proseguire la protesta fino alla convocazione di un referendum per una maggiore autonomia.

Ucraina, firmato un accordo con Usa, Ue e Russia: "Stop all'uso di violenza"


Giovedì 17 aprile 2014

Ore 23:05 - Il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha commentato l'intesa raggiunta oggi a Ginevra e ha detto:

"L'opzione militare in Ucraina non è sul tavolo. La crisi non si risolve con il ricorso alla forza, ma con la diplomazia. La tenuta dell'intesa dipende da Mosca. Ho parlato con Angela Merkel e parlerò con Cameron. Spero in una svolta, ma intanto mi preparo a una risposta a Mosca"

18:50 - A conclusione del vertice di oggi a Ginevra tra Stati Uniti, Unione Europea, Ucraina e Russia, è stato firmato un accordo per ridurre la tensione nell'ex repubblica sovietica. In base a tale intessa tutte le parti sono invitate ad astenersi dall'uso della violenza.

A dare l'annuncio è stato il ministro de gli Esteri della Federazione Russa, Sergey Lavrov, che ha spiegato che l'accordo raggiunto oggi prevede il disarmo dei miliziani illegali e lo sgombero degli edifici occupati. All'Osce è affidato il ruolo di mediatore.
Tuttavia, secondo Lavrov è discriminatoria la decisione del'Ucraina di vietare l'ingresso nel Paese ai cittadini russi tra i 16 e i 60 anni d'età.

12:18 - Il Presidente della Federazione Russa Vladimir Putin nella sua linea diretta con il Paese ha parlato della situazione in Ucraina e ha detto:

"Spero tanto di non dover usare il diritto concessomi dal Parlamento di impiegare la forza in Ucraina, spero tanto che la situazione possa essere risolta con mezzi politico-diplomatici"

Poi ha espresso il desiderio che si trovi al più presto un compromesso tra le forze politiche in campo e ha detto che farà tutto il possibile per aiutare la popolazione russofona dell'Est dell'Ucraina a difendere i propri diritti.

Giovedì 17 aprile 2014 - Tra ieri sera e stanotte a Mariupol, nella regione di Donetsk (Est dell'Ucraina), ci sono stati violenti scontri tra le forze di polizia ucraine e quelle dei filorussi e secondo il ministero dell'Interno di Kiev almeno tre persone hanno perso la vita. Le vittime dovrebbero essere tutte del fronte filorusso. Lo stesso ministero ha risposto al fuori quando circa 300 uomini armati ha attaccato la sede delle truppe ucraine.

Accuse di terrorismo tra Ucraina e Russia


Mercoledì 16 aprile 2014

ore 19.07: "Terrorismo" è la parola chiave utile a comprendere la crisi in Ucraina. Fondamentalmente quella di "terrorismo" è l'accusa che si rimpallano Ucraina e Russia.

"I progetti della Russia sono stati e restano brutali. Vogliono prendersi non solo il Donbass ma tutto l'est e il sud dell'Ucraina dalla regione di Kharkiv a quella di Odessa"

ha tuonato questa mattina il Presidente dell'Ucraina ad interim Oleksandr Turcinov. Secondo le ricostruzioni le colonne di truppe e tank gialloblu si sono dirette verso Slaviansk questa mattina ma il primo scontro sarebbe avvenuto 20 km prima, a Kramatorsk, dove le forze di Kiev sono riuscite a riprender possesso dell'aeroporto militare. A Kramatorsk e a Sloviansk la colonna di truppe ucraine è stata costretta dagli insorti filorussi a consegnare le armi per ripartire.

Mentre Kiev annuncia l'invio "al fronte" della Guardia Nazionale (costituito di volontari delle forze di autodifesa del Maidan, quindi da civili) Mosca si dice preoccupata e fa da un lato gli occhi dolci e dall'altro il braccio di ferro: Putin ha incalzato l'Onu chiedendo una chiara condanna delle azioni di Kiev mentre il capo della diplomazia russa Serghiei Lavrov ammoniva Kiev ed avvisava la comunità internazionale che, in questa situazione, l'incontro di Ginevra di venerdì potrebbe saltare.

Insomma, mentre le diplomazie sono al lavoro per scongiurare l'escalation della crisi, i focolai accesi nell'Ucraina orientale vengono alimentati in continuazione, rendendone più difficile la soluzione.
Secondo l'Occidente i 40mila soldati russi lungo il confine ucraino sono la miccia esplosiva che solo Mosca può spegnere, accuse tuttavia rispedite al mittente con la motivazione di una tutela dei confini russi. In realtà, i muscoli di Putin piacciono sopratutto ai cittadini russi e russofoni, che garantiscono allo Zar russo l'egemonia culturale, politica e militare su una quadrante parecchio grande dello scacchiere internazionale.

La crisi ha avuto oggi un'accelerazione molto temuta, forse inevitabile: incalzata dai nazionalisti di piazza Maidan, che chiedevano risposte forti, Kiev ha deciso di far scattare quella che viene sbandierata come "operazione antiterrorismo" nei confronti dei russofoni nell'est del Paese: secondo i media russi, l'attacco dell'esercito ucraino ha lasciato sul terreno dai quattro agli 11 morti, oltre ad alcuni feriti.

ore 12: oltre alle azioni militari prosegue anche la guerra di propaganda che scorre sottotraccia. Secondo i servizi segreti Ucraini i gruppi filorussi attivi nell'est del Paese avrebbero ricevuto l'ordine di sparare a vista sui militari ucraini. L'intelligence di Kiev ha affermato di essere entrata in possesso di questa notizia attraverso le intercettazioni di alcune telefonate tra gli 007 russi e i paramilitari fedeli a Mosca. Nessuno può naturalmente confermare né smentire.

16 aprile E' quasi guerra civile in Ucraina, dopo i tragici sviluppi di ieri: questa mattina è iniziata ufficialmente l'"operazione antiterrorismo" decisa da Kiev su Donetsk, nella parte orientale del Paese e dove i filorussi hanno occupato diversi edifici istituzionali e proclamato l'indipendenza della Repubblica di Donetsk diversi giorni fa.

Secondo l'agenzia russa Ria Novosti truppe ucraine sono entrate ad est di Sloviansk, dove "truppe corazzate" starebbero entrando in città. La Casa Bianca ha definito la situazione "pericolosa" ma appoggia in toto le scelte militari del governo di Kiev, una posizione respinta al mittente con durezza dal Cremlino, che ieri ha intimato a Kiev di non muovere un solo soldato sui "ribelli" filorussi. La situazione è sempre più esplosiva. Ieri sera la cancelliera tedesca ha telefonato al Presidente russo Vladimir Putin, ribadendogli le preoccupazioni europee per l'escalation di tensione e violenze nel paese ex-Csi. Il Cremlino converrebbe, diplomaticamente, sui rischi derivanti da una guerra civile, pur respingendo le accuse di essere il manovratore dei ribelli russofoni e di rappresentare la miccia della bomba ucraina, e ribadendo l'importanza dell'incontro a 4 tra Russia, Usa, Ue ed Ucraina in programma a Ginevra venerdì.

La guerra civile come rischio imminente in Ucraina è stato anche tra i timori espressi ieri dal primo ministro russo Dimitri Medvedev in una conferenza stampa, proprio mentre il vicepremier ucraino accusava Mosca in una conferenza stampa a Kiev, sostenendo la presenza di truppe delle forze speciali russe tra i ribelli rossofoni a Donetsk.

In questo video si vede una colonna di blindati ucraini, questa mattina, aggregarsi ai filorussi a Kramators'k, nell'Ucraina orientale.

Ucraina: blitz di Kiev nell'Est, almeno 4 morti


Martedì 15 aprile 2014

UKRAINE-RUSSAI-CRISIS-POLITICS-SLAVYANSK

15 aprile Operazione militare di Kiev contro gli indipendentisti filorussi che in alcune città dell'est del paese avevano manifestato intenzioni indipendentiste. Il bilancio del blitz è per ora di 4 morti, ma soprattutto c'è un nuovo precipitare della situazione tra Ucraina e Russia. Putin ha chiesto all'Onu di condannare il gesto di Kiev, mentre gli Usa hanno giustificato il blitz sostenendo che il governo ucraino "doveva reagire".

L'operazione contro i separatisti era iniziata stamattina, ma solo in serata è arrivato un primo bilancio (altre fonti parlano di 11 morti).
Il comandante delle operazioni, il generale Vladimir Krutov ha dichiarato che chi non deporrà le armi "sarà liquidato". Il premier russo Medvedev ha invece detto che il paese è sull'orlo della guerra civile.

Sale la tensione


Domenica 13 aprile 2014

19.59 Continua a salire la tensione tra Kiev e Mosca: il presidente ucraino, Turcinov, ha lanciato un nuovo ultimatum per consegnare le armi entro le 8 di domattina, dopo aver affermato di avere intenzione di usare l'esercito per le sue operazioni antiterrorismo. Mosca ha parlato di "un ordine criminale" e ha chiesto una riunione urgente del Consiglio di sicurezza dell'Onu. Kiev si è invece impegnata a fornire le prove del coinvolgimento dei servizi segreti russi nelle rivolte nel vertice di Ginevra del 17 aprile.

13 aprile Continua ad aggravarsi la situazione in Ucraina, in cui molte città della parte orientale del paese sono in subbuglio nel tentativo di imitare la Crimea e raggiungere la separazione dalla nazione con conseguente annessione alla Russia. Kiev ha però deciso di reagire, facendo salire parecchio la tensione. Un "operazione antiterrorismo" è iniziata a Sloviansk, città dell'est dell'Ucraina, dove ieri uomini armati filo-russi hanno preso edifici dei servizi di polizia e di sicurezza. Ad annunciarlo è stato il ministro degli Interni ucraino Arsen Avakov, sottolineando "che Dio sia con noi".

Prosegue anche l'occupazione di edifici governativi nelle aree russofone dell'Ucraina Orientale. A Donetsk uomini armati hanno occupato la sede della procura, dopo aver preso il Palazzo del Governo e del Commissariato.

Lavrov: "Non abbiamo piani di annessione"


Venerdì 11 aprile 2014

19:52 - Il ministro degli esteri russo Sergey Lavrov ha dichiarato che Mosca non ha alcun piano di annessione delle regioni sud-orientali dell'Ucraina. Durante un'intervista a una tv del suo paese, il capo della diplomazia russa ha detto:

"Noi non possiamo avere un tale desiderio, questo contraddice gli interessi della Federazione russa"

Intanto il parlamento della Crimea ha approvato all'unanimità la sua nuova costituzione e ha riconosciuto come lingue nazionali il russo, l'ucraino e il tataro.

12:28 - Il procuratore capo russo Iuri Ciaika ha detto che la Russia non concederà all'Ucraina l'estradizione del suo ex presidente Viktor Yanukovich che anzi è considerato "presidente legittimo". Inoltre, Ciaika ha annunciato che Mosca ha chiesto all'Interpol di inserire Dmitro Iarosh, leader del movimento paramilitare Pravi Sektor, tra i ricercati internazionali. Iarosh è uno dei candidati alle elezioni presidenziali in Ucraina del 25 maggio.

10:12 - Il comando supremo della Nato ha diffuso delle foto satellitari che ritrarrebbero un numero di soldati compreso tra le 35mila e le 40mila unità vicino al confine tra Russia e Ucraina, equipaggiati con veicoli da combattimento di fanteria, carri armati, aerei da combattimento e artiglieria. Le foto sono date tra il 22 e il 24 marzo e una è del 2 aprile 2014, ma la Russia ha risposto che si tratta invece di immagini relative a esercitazioni dell'agosto 2013. Pochi minuti fa la Nato, attraverso il suo sito web, ha ribadito che le foto sono di queste ultime settimane e che dimostrano che quelle forze armate stanno destabilizzando la regione, perciò il Consiglio della Nato ha invitato più volte la Russia a ritirare le truppe dal confine con l'Ucraina. Ecco nella gallery le foto pubblicate dalla Nato

Foto Nato delle truppe russe al confine con l'Ucraina
Foto Nato delle truppe russe al confine con l'Ucraina
Foto Nato delle truppe russe al confine con l'Ucraina
Foto Nato delle truppe russe al confine con l'Ucraina
Foto Nato delle truppe russe al confine con l'Ucraina
Foto Nato delle truppe russe al confine con l'Ucraina
Foto Nato delle truppe russe al confine con l'Ucraina
Foto Nato delle truppe russe al confine con l'Ucraina
Foto Nato delle truppe russe al confine con l'Ucraina
Foto Nato delle truppe russe al confine con l'Ucraina

Venerdì 11 aprile 2014 - Barack Obama, Presidente degli Stati Uniti, ha sentito telefonicamente Angela Merkel, cancelliera tedesca, e con lei ha parlato della necessità che gli Usa, insieme con l'Unione Europea e gli altri partner "si preparino a rispondere a una ulteriore escalation russa in Ucraina con nuove sanzioni". Secondo i due leader la Russia deve ritirare le sue truppe dai confini con l'Ucraina. In base a quanto riferito dalla Casa Bianca, c'è la possibilità che molto presto si incontrino i ministri degli Esteri di Ucraina, Russia, Usa e l'alto rappresentante dell'Unione Europea.

Amnistia per filorussi che consegnano le armi


Giovedì 10 aprile 2014

- Il presidente a interim dell'Ucraina, Olexsandr Turcinov, ha assicurato che ci sarà un'amnistia per gli insorti filorussi che consegneranno le armi e lasceranno liberi gli edifici amministrativi che sono ancora occupati. Poche ore prima, però, il ministro degli Interni Arsen Avakov aveva usato toni più duri: "Qualora i negoziati con i militanti separatisti dovessero fallire, useremo la forza". L'ultimatum scadrà tra 48 ore, ma al momento sembra difficile che si possa trovare un accordo.

Repubblica di Donetsk


Lunedì 7 aprile 2014

23:33 - La Cnn ha riferito, citando come fonte l'ufficio del presidente ucraino Olekasender Turchinov, che le forze speciali di Kiev hanno ripreso in controllo del quartier generale delle forze armate a Donetsk che stamattina erano state occupate da manifestanti filorussi che hanno proclamato la Repubblica di Donetsk e indetto un referendum per l'11 maggio.

18:55 - Il portavoce della Casa Bianca Jay Carney ha affermato che gli Stati Uniti hanno chiesto a Vladimir Putin di mettere fine ai tentativi di destabilizzazione dell'Ucraina e hanno sottolineato la loro preoccupazione sulle occupazioni che i manifestanti filorussi stanno portando avanti nelle sedi del governo di Donetsk, Luhansk e Khariv. Washington ha avvertito che in caso di nuove violazioni ci saranno delle sanzioni per la Russia.

Lunedì 7 aprile 2014 - Gli attivisti filorussi che da ieri occupano alcuni edifici pubblici nella parte orientale dell'Ucraina hanno proclamato oggi la nascita della Repubblica del popolo di Donetsk. I manifestanti hanno letto un documento in cui si spiega che la nuova Repubblica costruirà i suoi rapporti sulla base del diritto internazionale e dei principi di uguaglianza. Secondo l'agenzia Itar-tass, inoltre, hanno anche annunciato un referendum per sancire l'annessione alla Russia, proprio come avvenuto in Crimea. La data scelta per il referendum è domenica 11 maggio 2014. Gli autori del blitz hanno anche chiesto al presidente della Federazione Russa Vladimir Putin di inviare nella regione orientale dell'Ucraina dei peacekeeper.

Tutta la zona è in agitazione e anche l'attuale governo ucraino si è mosso per cercare di tenere sotto controllo la situazione. In particolare il ministro dell'Interno Arseni Avakov ha raggiunto Kharkiv, una delle città occupate dai filorussi, mentre il vice-premier Vitaliy Yarema è andato a Donetsk dove arriverà anche Iulia Timoshenko, candidata alla presidenza, che sospetta che sotto le azioni dei manifestanti filorussi che hanno occupato numerosi luoghi della zona Est dell'Ucraina, ci sia l'influenza dei servizi segreti di Mosca.
Intanto Putin ha partecipato a una riunione degli 007 russi e ha detto che non si deve permettere che in Russia le Ong sia usate per scopi distruttivi come è avvenuto in Ucraina.

Il segretario generale dell'Osce Lamberto Zannier ha detto che se quello che sta succedendo in Ucraina fa emergere evidenti spaccature e concreti rischi di guerra civile, per questo è indispensabile trovare un terreno di accordo anche a livello internazionale, altrimenti c'è la possibilità che si crei una frattura tra Est e Ovest.";}}

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