Marò in India: Sonia Gandhi l'ostacolo principale per il Corriere della Sera

La leader del Partito conservatore al governo (ma le elezioni la vedono sfavorita) avrebbe chiesto di non cedere a un negoziato con l'Italia.

E se Sonia Gandhi dovesse vincere le elezioni in India? Che ne sarà dei due marò italiani? Secondo il Corriere della Sera, infatti, proprio l'italiana sarebbe stata il principale ostacolo a una soluzione concordata del caso. Probabilmente, allora, sarebbe meglio la vittoria del leader nazionalista indù Narendra Modi, che tra l'altro è il favorito?

Sonia Gandhi ha un grande difetto, effettivamente: è italiana. Il che la obbliga a non sembrare troppo di parte, finendo per esserlo comunque. Ma contro. Per l'opposizione, è al potere solo grazie al matrimonio nella famiglia più eminente del Paese, i Nehru - Gandhi. Per gli avversari, è un'usurpatrice in quanto straniera. Modi, nella sua campagna elettorale, non ha esitato ad attaccarla in quanto italiana e dunque a favore dei marò, che sarebbero trattati troppo bene.

Lei, per resistere al potere, prova in tutti i modi a non prestare il fianco a questi attacchi: non parla mai italiano, nemmeno quando incontra un politico o un diplomatico in missione da Roma. Quando la vicenda dei due fucilieri di Marina è diventata caso politico e internazionale, è andata su tutte le furie (secondo un funzionario del Congresso). Era il marzo 2013 e i due marò erano in Italia; il governo del nostro Paese non voleva farli tornare in India. Sonia Gandhi chiamò il primo ministro Manmohan Singh, che emise un comunicato durissimo. Diede indicazione al partito di trattare la questione con la massima fermezza. Protestò con Roma. Sostenne che il comportamento di sfida del governo italiano era "del tutto inaccettabile".

Nessun Paese poteva permettersi di umiliare l'India. "Devono essere usati tutti i mezzi per fare in modo che l'impegno del governo italiano sia onorato" disse. Il 22 marzo del 2013 Salvatore Girone e Massimiliano Latorre furono rimandati a Delhi. Insomma, fermezza massima dal partito di Sonia Gandhi. Tanto che un funzionario coinvolto nel caso va anche oltre: "E' stata innanzitutto la signora Gandhi a non volere cedere a un negoziato con l'Italia". Il 12 maggio si chiuderà la tornata elettorale indiana. E poi ne sapremo di più. Ma che Sonia Gandhi non vinca, adesso, è più di una speranza per l'Italia tutta.

Sonia Gandhi

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