Elezioni Europee 2014: i candidati alla presidenza della Commissione

Elezioni Europee 2014: tutti i candidati alla presidenza della Commissione Europea.

Per le elezioni europee 2014 è ormai completo l'elenco dei candidati alla presidenza della Commissione che è la nuova posta in palio in questa tornata elettorale, in cui per la prima volta si elegge direttamente il presidente. Per la verità, non tutti i partiti italiani appoggiano un candidato, dal momento che alcune forze (come il Movimento 5 Stelle) non hanno stretto alleanze a livello europeo, mentre altri partiti (in primis quelli dell'estrema destra europea che fa capo a Marine Le Pen) hanno deciso di non candidare nessuno, per non legittimare una istituzione, l'Unione Europea, che non riconoscono. Al di là di queste eccezioni, comunque, ecco i candidati alla presidenza della commissione europea.

Il candidato del Pse Martin Schulz

Martin Schulz è il candidato del Pse, il gruppo europeo che riunisce i più importanti partiti della sinistra moderata europea, tra cui anche il Pd, che è entrato a farne parte ufficialmente da pochissimo. Esponente del Spd tedesco, noto in Italia soprattutto per il suo scontro con Silvio Berlusconi, quando quest'ultimo gli diede del kapò, propone una Europa che punti su una maggiore coesione tra gli stati e che riesca ad andare oltre all'austerity per tornare a una politica di crescita. Secondo alcune voci, però, alcuni paesi, tra cui il Regno Unito, potrebbero preferire la candidatura della premier danese Helle Thorning-Schmidt.

Il candidato del Ppe: Jean Claude Junker

Jean Claude Junker è il candidato del Partito Popolare Europeo, e quindi, in Italia, appoggiato anche da Forza Italia, Nuovo Centrodestra e Udc (questi ultimi due formeranno un solo gruppo in vista della tornata europea). Lussemburghese, due volte presidente del consiglio europeo (nel 1997 e nel 2005), è uno dei nomi più noti del Partito Popolare Europeo. Anche in questo caso, come in quello di Martin Schulz, ci sono alcune voci che parlano di diverse candidature allo studio. In particolare, se il Ppe - come probabile - dovesse vincere si potrebbe poi puntare alla candidatura di Christine Lagarde o Donald Tusk.

Il candidato del Gue: Alexis Tsipras

Alexis Tsipras è l'astro nascente della sinistra alternativa greca - ha condotto il suo Syriza ha importantissimi successi elettorali - e candidato alla presidenza per il Gue, eurogruppo che riunisce i partiti della "sinistra radicale". Il suo è diventato un nome talmente di riferimento da aver ispirato la nascita di una lista italiana che porta il nome di un leader straniero (un unicum assoluto, da quanto si ricorda), L'Altra Europa con Tsipras.

Il candidato dell'Alde: Guy Verhofstadt

Guy Verhofstadt, classe 1953, è il candidato per l'Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa, che tiene al suo interno i partiti di centro e liberisti che non si riconoscono nel Ppe, in una parola, i liberali. Europeista convinto, punta al raggiungimento degli Stati Uniti d'Europa, puntando su una coesione sempre maggiore tra le nazioni. "La sua missione, però, non è delle più semplici. Le politiche di austerity hanno reso l’Unione Europea molto impopolare. L’Alde è la terza forza a Strasburgo, ma dopo le elezioni di maggio rischia di vedere ridotti notevolmente i suoi consensi. Sarà cosa ardua spiegare ad un elettorato in balia della crisi economica la politica liberale del doppio binario: Rigore nei bilanci e crescita".

I candidati dei Verdi: José Bové e Ska Keller

José Bové e Ska Keller sono invece stati scelti come candidati dai Verdi Europei. Due candidati, quindi, che sono stati scelti come capilista. Chi dei due sarà il candidato presidente lo decideranno i voti che saranno in grado di conquistare. I due sono stati selezionati attraverso primarie online, ottenendo un sostanziale pareggio con 11.700 voti circa ciascuno. José Bové, francese classe 1953, di professione allevatore di pecore e produttore di formaggio, è uno storico personaggio del mondo no-global protagonista di numerose lotte ambientaliste. Ska Keller, classe 1981, è tedesca e astro nascente del mondo ambientalista.

E Marine Le Pen?

Marine Le Pen, che potrebbe rivelarsi la vera vincitrice di queste elezioni europee, doveva essere il candidato di Alleanza Europea per la Libertà (Eaf), il gruppo di estrema destra a cui hanno aderito il Fronte Nazionale francese, il Partito per la Libertà austriaco, la formazione belga Interesse Fiammingo, il Partito per la Libertà olandese, i Democratici Svedesi e la Lega Nord. Ma dopo mesi, la candidatura è stata ritirata. La ragione sta nel fatto che “non vogliamo far credere che sia possbile eleggere un presidente della Commissione. Non c’è alcuna garanzia che il Consiglio europeo selezionerà il vincitore". E c'è del vero in queste parole, come confermato dalle voci di possibili elezioni diverse dalle candidature. Ma può anche essere che la candidatura sia stata ritirata per non dare l'idea che l'estrema destra legittimi un'istituzione che invece contesta alle radici.

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