Grecia: Domani sciopero generale. Merkel ad Atene venerdì

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In Grecia è stato indetto l'ennesimo sciopero generale; per 24 ore il paese sarà paralizzato. I due maggiori sindacati ellenici, Gsee e Adedy, che rappresentano rispettivamente il settore privato e quello pubblico, hanno deciso di protestare contro le misure di austerity del governo guidato da Antonis Samaras. Le due organizzazioni, che rappresentano 2 milioni e mezzo di iscritti, respingono risolutamente le politiche di licenziamenti e di messa in mobilità dei lavoratori e i nuovi tagli alle pensioni, ai trasporti e alla sanità.

Alle manifestazioni di Atene prenderanno parte, oltre ai dipendenti di aziende pubbliche e private, anche medici, personale sanitario, insegnanti, lavoratori marittimi. In sciopero anche i trasporti, giornalisti e addetti al settore dell'informazione. Intanto a certificare l'allarmante situazione sociale greca, dopo il rapporto sulla condizione minorile dell'Unicef, sono arrivati nuovi dati. Secondo le statistiche degli uffici delle imposte ellenici, la metà delle famiglie greche ha dovuto sopravvivere, lo scorso anno, con meno di 800 euro mensili. Rispetto all'anno precedente, i nuclei familiari con un reddito annuo inferiore a 9000 euro sono aumentati di 207.743 unità.

Il ministro delle Finanze greco, Yannis Stournaras, alla luce dell'opposizione sociale crescente, ha deciso di non buttare altra benzina sul fuoco, smentendo l'immediato ritorno sui mercati obbligazionari internazionali. Le elezioni europee sono vicine e Syriza, di Alexis Tsipras, è sempre in testa nei sondaggi. Meglio, dunque, non dare altri argomenti al temutissimo avversario. Tuttavia, segnaliamo che oggi il Sole 24 ore conferma che Bloomberg, JpMorgan e Deutsche Bank "sarebbero state interpellate per gestire una nuova emissione di titoli da parte di Atene" dopo l'estate. Il giornale italiano definisce l'operazione come un ritorno alla "normalità". Ma di tutt'altro avviso sono le forze sociali elleniche, che descrivono il ritorno sul mercato dei capitali come una disperata e pericolosa modalità di coprire il deficit accumulato.

Dopo la tormentata approvazione del nuovo piano di deregulation e la modifica della normativa del Fondo Ellenico di stabilità, che ha prodotto la tenace opposizione di Syriza, il governo greco fino alle prossime elezioni europee 2014 non potrà calcare troppo la mano.

L'esecutivo di Samaras continua diligentemente a fare "i compiti a casa", imposti dalla Troika, ma ora è il momento di "creare" ottimismo. A tale riguardo, scommettiamo che la visita di venerdì prossimo di Angela Merkel ad Atene servirà ad annunciare (ancora una volta) la fine della crisi e l'inizio di una nuova fase. Si tratta di una visita che "mira a sostenere l'economia greca in vista del ritorno sui mercati", ha puntualizzato il vice di Samaras, Evangelos Venizelos.

La cancelliera pronuncerà un discorso davanti al parlamento, incontrerà il governo, funzionari e rappresentanti del mondo finanziario. Ma non ci sarà nessun colloquio con Tsipras. A tale proposito, è di ieri la rivelazione di un diplomatico tedesco, che ha chiesto di restare anonimo. Il diplomatico ha dichiarato che Merkel considera il leader di Syriza un "politico piantagrane e un negoziatore indesiderabile" (Via Ansa).

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