Renzi-Berlusconi, “duello” sulle riforme puntando al 25 maggio

L’obiettivo, in primis per Matteo Renzi e per … Silvio Berlusconi, è arrivare al 25 maggio con il massimo di “visibilità” ed essere premiati alle urne. Un risultato negativo può essere politicamente esiziale per entrambi e innescare una girandola incontrollabile, tale da fare saltare gli attuali assetti politici e istituzionali.

Il premier e l’ex premier battono sul chiodo fisso delle riforme, il primo per dimostrare che con lui al timone si può “cambiare verso” all’Italia, il secondo per ribadire il peso e il valore del proprio ruolo, la forza “insostituibile” di Forza Italia, senza il quale il patto del Nazareno va a farsi benedire e le riforme restano annunci nel voluminoso libro dei sogni.

Ora, pur prendendo atto che con Renzi c’è un cambio di passo rispetto ai governi precedenti della seconda Repubblica, manca però l’idea-guida, il disegno (progetto) di fondo, il piano strategico senza i quali le pur importanti singole riforme diventano una spruzzatina di pioggia nel deserto, incapaci di far nascere un filo d’erba laddove servirebbe la nascita di una foresta tropicale.

Questo perché una tenaglia stringe Renzi, quella del tempo. Il premier-segretario deve correre, sbandierare di fronte agli italiani il risultato concreto (riforme che cambiano concretamente la vita quotidiana) prima del 25 maggio, per superare indenne la sua prima difficile prova elettorale e poi spingere davvero forte per rivoltare l’Italia come un calzino.

Da ciò deriva il taglio di riforme di stampo populista, puntando non tanto a tirar fuori l’Italia dalla crisi, ma portare gli italiani alle urne e tracciare la croce sul simbolo del partito del capo del governo.

Per lo stesso motivo, cioè per tenere Forza Italia sul 20% dei consensi, Berlusconi gioca quotidianamente al tira e molla, usando bastone e carota, spingendo e frenando sulle riforme, pro domo sua.

Dice Stefano Folli su Radio 24: “ Forza Italia non ha altra scelta se non quella di concorrere alle riforme. Chiedendo correttivi, è ovvio, ma senza mai mettersi di traverso del tutto. Questo punto dovrebbe essere chiaro e invece è una conquista quotidiana perché Berlusconi è travolto dalla sua vicenda giudiziaria, che fra un paio di giorni vedrà l'epilogo, e gli altri vanno ciascuno per conto proprio”.

Le rassicurazioni di Berlusconi non lasciano tranquillo Renzi. “Perché – prosegue Folli - se è vero che una rottura clamorosa sulle riforme non ci sarà, e tanto meno sulla legge elettorale, è altrettanto probabile che la strada del presidente del Consiglio resterà tortuosa. Uno schiaffo e una carezza, in attesa che si arrivi al voto di maggio destinato a chiarire molte cose”.

berlus Il rischio è che si giunga al solito epilogo pagato dagli italiani. Con gli interessi.

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