Berlusconi si salva per il rotto della cuffia. Ma Forza Italia e il centro destra restano “orfani”

C’è chi tira un sospirone di sollievo (Berlusconi e i berlusconiani) e chi tira un moccolone (il cittadino normale) dopo che il sostituto procuratore generale di Milano, Antonio Lamanna, ha dato parere favorevole alla richiesta di affidamento in prova ai servizi sociali di Silvio Berlusconi. La parola passa ora al Tribunale di sorveglianza, la cui decisione verrà depositata al massimo entro 15 giorni.


"Siamo soddisfatti che la procura generale abbia dato parere favorevole all'affidamento in prova del presidente Berlusconi ai servizi sociali. Ora attendiamo fiduciosi la decisione del presidente del Tribunale di sorveglianza", ha commentato Michaela Biancofiore, parlamentare di Forza Italia.

Dopo anni di guerra di scartoffie nei tribunali e minacce e contro minacce di ogni tipo le vicende giudiziarie di Silvio Berlusconi finiscono a tarallucci e vino? Un po’ sì e un po’ no. Le sentenze non si commentano, si eseguono. Tant’è. Adesso c’è chi dice: “Giustizia è fatta”, o: “Finalmente un barlume di buonsenso”, oppure, all’opposto: “Giustizia double face, forte coi deboli e debole coi forti”. Ora, appunto, si aspetta il verdetto dei giudici che arriverà nei prossimi giorni.

Su l’Unità Tommaso Felici,un lettore deluso, scrive: “Da quattro anni di galera a qualche giorno a settimana a parlare con disabili? Se fosse così gli italiani onesti frodati, sarebbero anche derisi da prescrizione, indulto e finta condanna. Senza un giorno in carcere o agli arresti domiciliari e senza il pentimento con richiesta di essere rieducato alla legalità. La legge non sarebbe uguale per tutti. Sarebbe favorevole solo ai disonesti con soldi e potere”. Forse, il “compagno” Felici può tranquillamente coniugare i verbi all’indicativo presente anziché al condizionale.

Di fatto, dopo anni di processi, sentenze appellate, condanne confermate fino alla Cassazione, alla fin fine la pena si sbriciola e si trasforma in una formalità. In altre parole – scrive Stefano Folli sul Sole 24 Ore: “ … si è riconosciuto a Berlusconi una sorta di “status” particolare derivante dal suo essere un uomo pubblico, anzi un protagonista per vent’anni della scena nazionale”. Punto.

Dato che si parla spesso di Germania, anche per la Giustizia, come non ricordare che il presidente del Bayern Monaco, dopo il primo grado si “mangia” 3 anni e mezzo di galera? La Germania è lontana e l’Italietta è più vicina alle Repubblica delle banane.

Resta il dato politico, cioè la proiezione di questa “condanna” sull’agibilità politica dell’ex premier, sulla tenuta di Forza Italia, sulle prospettive del centro destra italiano. Per i soliti illusi della corte di Arcore questo epilogo (scontato) rimette in corsa il “Ghe pensi mi” e rilancia Forza Italia. Berlusconi spremerà come un limone la situazione sfruttando l’eco delle sue disavventure giudiziarie nella difficile campagna elettorale alle porte.

I fatti dimostreranno che sul piano politico la parabola di Silvio Berlusconi è giunta al capolinea, che Forza Italia, così come è partito padronale con i balletti dei lacchè, non ha futuro, che il centrodestra italiano resta (miseramente) orfano.

“Del resto – conclude Folli – la notizia è stata accolta con una certa indifferenza dall’opinione pubblica. Altri fatti premono e i riflettori oggi sono accesi sul nuovo astro Renzi, o magari sul duello fra lui e il solito Grillo”. Già. E chi risarcisce gli italiani, “cornuti e mazziati”?
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